martedì 17 luglio 2012

The Barbarians & Co. (1987) | Recensione

The Barbarians & Co.
Voto Imdb: 4,2
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Titolo Originale:The Barbarians
Anno:1987
Genere:Fantasy / Commedia
Nazione:Italia / Stati Uniti
Regista:Ruggero Deodato
Cast:Peter & David Paul, Eva La Rue, Richard Lynch.

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L'orgoglio fatto DVD.
Noto anche con i titoli: "I Barbari" e "The Barbarians"

Iniziamo da questa foto. Sì, sono un orgoglione possessore del DVD di The Barbarians & Co.. Non un DVD qualunque: un fetido rip ottenuto da chissà quale VHS e sbattuto su disco nel 2001. Non avete idea (no, sicuramente no!) della gioia che pervase il mio corpicino quando vidi siffatto DVD in un cestone dell'ipermercato a 5€. Ricordo che in quel momento il tempo si era fermato e mi ero rivisto tredicenne mentre aspettavo trepidante la Prima Tv su Italia 1 di questo film, pronto a registrarlo su videocassetta sul mio nuovissimo videoregistratore Akai. Insomma, qui stiamo parlando di un piccolo pezzo della mia infanzia, mica pizza e fichi.

Lo splendore del menu del DVD in tutta la sua artigianalità:




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The Barbarians & Co. Ditemi se non è stiloso!

Cos'è The Barbarians & Co.?
Scegliete voi:
1) Un grandioso film Sword & Sorcery
2) Un perfetto connubio tra arte, cultura e folkore
3) Un fulgido esempio di genuino trash italiano mascherato da fantasy per mungere il successo di Conan il Barbaro, seguiti e cloni vari.



Ovviamente mi direte in coro che la 1 e la 3 sono risposte antitetiche.

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Barbarian su Commodore 64
Per me no. Per me The Barbarians & Co. è la perfetta unione di questi punti. E' un film oggettivamente orrendo che in molti etichettano come cagatona spaziale, ma così genuino da suscitare tenerezza. Chi non l'ha visto con gli occhi da tredicenne non può capire. Non voglio scomodare a sproposito parole come "capolavoro" o "grandioso", ma... Barbarians è Barbarians. Punto. E' l'arte del raccapriccio. O il raccapriccio fatta arte. Fate voi. A me francamente frega poco. Io a quei tempi giocavo con un caro amico a Barbarian su Commodore 64. Una specie di Street Fighter 2 ante litteram con spadoni e guerrieri invece che Chun Li e Blanka. Ci metteva un miliardo di anni a caricare, il combattimento durava pochi secondi, ma era tanta la soddisfazione quando sconfiggevi il nemico facendogli rotolare la testa a terra. Sempre in quegli anni avevo già visto Excalibur di John Boorman - ok, il paragone è quantomeno azzardato, ma sempre fantasy era ai miei occhi - ed ero reduce da Conan il Barbaro e Conan il Distruttore. Come potevo quindi ignorare il richiamo di un nuovo film che riassumeva un po' tutti questi elementi fantastici? (o meglio: avrebbe dovuto)

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Franco e Ciccio?!
Sempre con gli occhi di tredicenne, eccomi pronto a vivere questa mirabolante avventura. Il film inizia con una voce narrante che declama la storia della tribù dei Ragnik i quali, in epoche antiche dominate dalla spada e dalla magia, erano gli unici a godere del diritto di passaggio nelle terre e ad avere il Dono della Felicità (qualunque esso fosse...) grazie ad un magico rubino che essi, millenni prima, ottennero barattando una montagna d'oro. Senza più uno straccio di denaro ma felici come pasque, questi poveracci giravano il mondo in veste di saltimbanchi, maghi e scarti di un circo Barnum dei poveri. A tenerli uniti, la radiosa regina Canari. La regina stessa aveva accolto nei suoi carrozzoni due bambini fratelli gemelli, Kutchek e Gore, e la sorellastra Kara. Ovviamente ogni bella favola viene rovinata dal cattivo di turno: il guerriero Kadar che brama sia il rubino che la regina. Con un attacco fulmineo dove i saltimbanchi si difendono sputando fuoco, lanciando coltelli scrausi e gettando birilli in testa ai cattivoni che sembrano più a Franco e Ciccio che a formidabili predoni, Kadar fa prigioniera la Regina, la quale riesce però a far perdere le tracce del rubino. I gemelli vengono separati, gettati in una cava, e cresciuti e addestrati a diventare guerrieri. Con uno scopo: fare in modo che si uccidano a vicenda. Questo perché Kadar è un uomo d'onore: ha promesso a Canari che i gemelli non sarebbero morti né per mano sua, né per quella dei suoi uomini. Astuto come una faina.

Qui la voce narrante ci racconta di come i gemelli crescono vigorosi fino a diventare uomini. Per la precisione, il narratore dice: "Crebbero, ma non divennero uomini. Diventarono BARBARI."

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A Spartacus je fa una pippa.
Sissignori. Barbari. E' in questa frase del narratore che si respira in pieno lo spirito del film. Kutchek e Gore non sono uomini, non sono valenti condottieri, non sono eroi senza macchia. Sono BARBARI. Due enormi montagne di muscoli, grandi, grossi, garruli e terribilmente, incontrovertibilmente, adorabilmente DEFICIENTI.

Nel momento in cui Kutchek e Gore diventano BARBARI, il film cambia registro. Fantasy? Puah! Eroismo? Puah? Epica? Puah! No. Diventa il racconto delle gesta di due coglioni che ruttano, si esprimono a grugniti, sfasciano una taverna, si trombano l'harem del cattivone e, già che ci sono, salvano la loro tribù. Per fortuna ad aiutarli c'è Ismene (provvidenziale fu leggere quella "s" nel suo nome nei titoli di coda, giacché io capivo ben altra parola...) interpretata dalla giovanissima nonché bellissima Eva La Rue. Ismene è una fuorilegge imprigionata dai Ragnik per non si sa cosa ma, liberata dai BARBARI, sarà fondamentale per guidarli nella loro missione di ritrovare il Rubino e salvare la Regina

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Eva La Rue non è mai stata così splendida.
Grandiosa è la scena del loro scontro, e di come capiscono di essere i fratelli gemelli separati anni prima.
Dialogo:
Barbaro 1: - Tu che ci fai con la MIA faccia, lurido maiale?
Barbaro 2: - Sono tuo fratello gemello, pezzo d'un rincoglionito!
In coro: - Allora dobbiamo scappare!

Questa scena, che vi posto qui di seguito da un spezzone in lingua inglese trovato su Youtube, è la summa di tutto il film. C'è la preparazione allo scontro, c'è la fantastica musica synth di Pino Donaggio, c'è l'ambientazione, c'è il carisma a pacchi dei costumi e delle inquadrature, c'è il combattimento anche cruento (salta via la mano di uno spettatore! Woooaaahhhh!) [ricordatevi sempre il filtro degli occhi di un tredicenne!] E c'è la COGLIONAGGINE dei due. Fantastico. Ho lacrime di commozione ancora adesso.


Non vado avanti a raccontare la risibile trama, ma sappiate che i nostri incontreranno dei mostri che a vederli non potrete fare a meno di sbellicarvi dalle risate:
  • Una specie di lupo mannaro incrociato con gli alieni del Pianeta delle Scimmie
  • Un drago (WOAAAAAH!) che a definirlo ridicolo vuol dire fargli un complimento. E' un pupazzone raccapricciante che aggrotta le ciglia con sguardo libidinoso e che viene infilzato in una scena terribilmente comica a seguito della quale i nostri eroi entrano nelle sue viscere dopo essere stati cosparsi di slime, frattaglie e vernice di origine non ben precisata.

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Il Drago Libidinoso

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Il Lupo delle Scimmie

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Volevate vedere l'interno di un drago?

Barbarians è tutto qui. E' un prodotto Cannon Films, con tutto quello che ne consegue. Per me la Cannon è sinonimo di Missing in Action, American Ninja, Over The Top e I dominatori dell'universo (sì, il live action di He-Man). Detto questo, detto tutto. Barbarians è però un figlio di Ruggero Deodato. A sprazzi si vede la sua mano, sopratutto in qualche scena fintamente cruenta. D'altronde stiamo parlando del regista famoso per Cannibal Holocaust. Infine, Barbarians è anche un figlio del compositore Pino Donaggio famoso per le colonne sonore di Carrie - Lo sguardo di Satana e L'ululato. Qui il Maestro dà sfoggio di synth a manetta, fantasticamente anni '80 e orchestrato ottimamente da Natale Massara.

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Sguardo Basito F4.
Ancora qualche nota a margine.
Gli attori.

No, dai. Fanno tutti pietà. Il film è davvero recitato a livelli infimi, non si salva nessuno. Né i Gemelli Barbari, né la splendida Eva La Rue (sì, avevo una cottarella per lei... lascio parlare il Neurone Numero 4 più avanti), né la Regina Canari di cui vedete a fianco l'immensa espressività, né infine il grande Richard Lynch che purtroppo ci ha lasciati il 19 giugno scorso (2012).


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Richard Lynch. Stile da vendere, ci aveva.
Ricordo infine che Italia 1 dedicò un ciclo di film ai gemelli David & Peter Paul: so per certo di aver visto Double Trouble - L'uno contro l'altro praticamente gemelli e I babysitter.

Poi l'immeritato (?!) oblio.

Ecco a voi Barbarians & Co.. Una pietra miliare del Trash Assoluto.

E questa è una recensione fatta col cuore. Vogliatemi bene e non compatitemi! :)


Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 4
No, dai, davvero?
Musiche: 8
Adoro il synth di Pino Donaggio. Adoro la canzone finale genuinamente anni '80. E' una signora colonna sonora, per i nostalgici dell'epoca.
Regia: 4
Sono combattuto. Poteva essere un gran film, ma il regista ha commesso un peccato mortale: dare carta bianca ai due gemelli. La loro improvvisazione ha portato a risultati imbarazzanti a livello di dialoghi ed interpretazione.
Ritmo: 5
Fantastico fino all'incontro/scontro fra i gemelli barbari. Poi diventa un'accozzaglia di scene senza senso dal ritmo fin troppo blando. Combattimenti privi di cattiveria e talvolta inutilmente lunghi.
Violenza: 5
La stragrande maggioranza degli scontri si risolve in risse degne di Bud Spencer e Terence Hill, con tanto di identici effetti sonori. Qualche tocco alla Deodato qua e là è comunque presente.
Humour: 7
Munitevi di pop corn e preparatevi ad una serata con amici ben predisposti alla visione. Non ve ne pentirete. Ovviamente a scatenare l'ilarità non sarà l'intelligenza della sceneggiatura, ma la demenza dei BARBARI e la tristezza del make up.
XXX: 3
Qualche tetta nell'harem.
Voto Globale: 8
E' un voto alla nostalgia. Al trash. Agli anni '80. All'umorismo involontario. Alla voglia di tornare tredicenni. Voi comuni mortali, dimezzatelo pure.


Ed ecco il contributo del Neurone Numero 4 sulla splendida Eva La Rue, che voi probabilmente conoscerete giusto per CSI: Miami.
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Infine, tutte le immagini su Barbarians:
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6 commenti:

  1. Ahaaha barbarians! Vaccaboia me lo ero dimenticato (chissà poi perché…). Sullo stesso filone potresti anche recensire Yado, con la Nielsen giovane che fa Red Sonja.

    Mi permetto di richiedere una recensione: se riesci a guardarlo tutto, lanciati in Star Crash, scontri oltre la terza dimensione (non farei muzio scevola per il sottotitolo).

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  2. Yado lo conosco, forse si prende un po' troppo sul serio come film... non è certo caciarone come questo Barbarians :)

    In ogni caso, raccolgo la sfida su Star Crash: se ti riferisci a quel film inguardabile fine anni '70 con David Hasselhoff, sappi che è in coda fra quelli trash che intendo spararmi prossimamente :)

    Per la gioia del Foggio, il prossimo è Troll Hunter :)

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  3. Di Yado non mi è mai piaciuto Schwarzie. Tanto corrucciato, ignorante, oscuro ed enorme in Conan, quanto troppo sereno e saputo (poco adatto invero) qui. E poi vicino alla Nielsen sembra tozzino.

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  4. Nonostante non abbia visto da bambino questo film (e me ne dispiaccio, perchè a vederlo allora sarebbe stato tutta un altra cosa), e l'abbia praticamente visionato in tempi recenti, devo dire di essere rimasto più che soddisfatto.
    La regia è solida e Deodato gira tutto con mano sicura, le scene d'azione sono ottime e fantastiche, gli effetti speciali modesti ma molto efficaci, molto curati costumi e (sopratutto) le scenografie, paesaggi naturali selvaggi mozzafiato, epiche le musiche, molto buono lo humor e gli attori non mi sono sembrati così terribili come dici tu, certo i due gemelloni non erano certo due campioni di recitazione, ma in fondo per quel che dovevano fare (due stupidi gigantoni, tonti, pompati ma coraggiosi e dal cuore d'oro e generoso), almeno sapevano essere simpatici. Anche Steven Segal era inespressivo, ma in più era uno stronzetto che stava sul cazzo, eppure ha fatto più film (di merda) lui che questi due adorabili buontemponi. A perer mio ha fatto una scelta giusta Deodato a dare carta bianca ai gemelli Paul in quanto improvvisazione e cura nelle scene d'azione e comiche. Forse non lo sai, ma all'inizio il film doveva essere molto più cupo, violento e serio di quello che è stato poi. Fu proprio Deodato a scegliere di smorzare i toni dopo aver conosciuto bene Peter e David, notando che per un film dal taglio serioso, non andavano affatto bene (e aveva ragione, te li saresti visti nella parte dei guerrieri feroci e terribili? A quel punto bisognava cambiare gli attori).
    E comunque ci sono film Heroic-Fantasy, fatti all'epoca, ben più brutti e peggiori di questo, che arrivano a livelli OLTRE il trash inimmaginabili: basti pensare a ciofeche come Sangrall: la spada di fuoco (senza alcun dubbio il peggiore), Thor il conquistatore, Gunan il guerriero e altri. A confronto questo sembra davvero Conan (se non il barbaro, almeno il distruttore).
    E devo dire anche che, lo preferito al film live sui Masters! Ho respirato più con questo film l'atmosfera epica e allo stesso tempo caciarone e cartonesca di He-Man che non con quel film XD
    Peccato solo che non ne habbiano girato almeno un sequel, e comunque... VIVA GLI ANNI 80!!!!

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  5. Gentile blogger, prendi con le molle quel che ti sto per dire ma, se ti riesce, guarda in "Supercar" l'episodio doppio "I misteri di Chinatown" (primo della terza serie): credo che potresti avere una sorpresa nei titoli di testa... E nell'episodio, ovviamente!

    Un saluto a tutti.

    Albertto

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  6. Ciao Alberto! Ti ringrazio per la segnalazione, non ricordavo il titolo dell'episodio ma immagino sia quello con i fratelli Barbari, vero? Coglierò l'occasione per rivedermelo :-)

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