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domenica 10 dicembre 2017

Valerian e la città dei mille pianeti (2017) | Microrecensione

Valerian e la città dei mille pianeti
Voto Imdb: 6,6
Titolo Originale:Valérian et la Cité des mille planètes
Anno:2017
Genere:Fantascienza / Avventura / Azione
Nazione:Francia
Regista:Luc Besson
Cast:Dane DeHaan, Cara Delevingne, Clive Owen, Rihanna, Ethan Hawke.

Dane DeHaan, Clive Owen, Cara Delevingne

Notare il dettaglio della scenografia: ottimo!
Ah, la space opera! Uno dei miei generi preferiti in assoluto... oggigiorno se ne vede sempre meno ma, grazie ad alcuni filmoni recenti (chi ha detto Guardiani della Galassia?), qualcosina ancora salta fuori. La difficoltà di trovare un buon film di questo filone, va detto, è a causa di due livelli di problematiche: costi, innanzitutto, perché per rendere plausibile un'epopea spaziale c'è bisogno di un budget fra i più elevati per garantire grandiosi effetti speciali, make up e scenografie... tutto deve essere pompato sfruttando le tecnologie più moderne; in secondo luogo, idee. Purtroppo il racconto nello spazio rende più difficile trovare un soggetto originale che non sappia di "già visto o già detto". Prendiamo Valerian e la città dei mille pianeti, per esempio: nel dirigere questo film, il regista e produttore Luc Besson è andato a pescare dal cilindro dei suoi ricordi di ragazzino un fumetto del 1967 (concluso nel 2010), Valérian e Laureline agenti spazio-temporaliscritto da Pierre Christin e illustrato da Jean-Claude Mézières. Niente di nuovo, quindi, ma pur sempre uno dei principali ispiratori di Star Wars e di Besson stesso quando diresse Il Quinto Elemento (1997). Per il discorso del budget, direi che ci siamo: Valerian è una delle produzioni indipendenti (extra Hollywood) più costose di sempre ma, a causa dell'enorme spesa sostenuta e dell'elevata aspettativa, si è tramutato in uno dei flop commerciali più cocenti degli ultimi anni, non riuscendo nemmeno a raggiungere il punto di pareggio. Gli americani, probabilmente, non perdonano gli europei quando questi ultimi provano a scontrarsi sul loro stesso terreno, e ne hanno decretato il fallimento prima ancora che il film di Besson esordisse nelle sale: la bocciatura statunitense ha probabilmente creato un effetto domino che ha fatto sì che al cinema ci andasse meno gente di quanta i produttori si aspettassero. Guardate però i voti dei fan su imdb: la media forse non è lusinghiera, ma è ben lontana dalla solenne bocciatura dei botteghini.
E, mi duole ammetterlo, mia.
Sì, stavolta faccio io la voce fuori dal coro e vi dico che l'ultimo lavoro di Besson non mi è minimamente piaciuto, provocandomi vette di fastidio che non provavo da tempo immemore nel guardare un film con pretese così elevate.
Valerian e Laureline
Siamo nel 28esimo secolo. La vecchia ISS (L'International Space Station, la Stazione Spaziale Internazionale) in 800 anni è diventata sempre più grande fino a raggiungere la massa critica: non potendo più orbitare intorno alla Terra, viene trasformata nell'enorme colonia spaziale Alpha,  popolata da 17 milioni di abitanti di tutte le razze, alieni inclusi, con lo scopo di scoprire nuove galassie. Valerian (Dane DeHaan) e Laureline (Cara Delevingne) sono due agenti speciali con l'incarico di preservare l'ordine e la pace nelle galassie. Il duo riceve dal loro capo (Clive Owen) un incarico proprio su Alpha: una minaccia sconosciuta e oscura potrebbe mettere a repentaglio l'intera città-astronave, e spetta proprio ai due protagonisti l'ingrato compito di sbrogliare la matassa, districandosi tra alieni mutaforma con le gnocche sembianze di Rihanna, personaggi cattivi, altri personaggi buoni che in realtà sono cattivi, animali alieni bizzarri che cagano biglie (in realtà replicano qualunque cosa mangino creando tante repliche che escono... beh, potete immaginare da dove, ci siamo capiti?) e tante altre stranezze come è giusto che si vedano in un universo popolato da infinite razze extraterrestri. Valerian, noto sciupafemmine in passato, è follemente perso per Laureline e più volte le chiede di sposarlo, ricevendo costantemente da lei un sonante due di picche. Ce la faranno i due a salvare Alpha dai cattivoni? Ce la farà Valerian ad impalmare Laureline?
Ecco, grossomodo la trama è questa, chiaramente semplificata anche se non troppo. Messa così suona pure interessante, e lo sarebbe davvero, se non fosse che il film soffre di alcuni difetti, uno per me mortale (e che ne ha sancito la bocciatura finale), altri superabili ma che, messi insieme, lo rendono insufficiente. 
Partiamo da quello maggiore, così mi levo subito il pensiero. Madonna quanto mi stanno sulle palle i protagonisti! Non ne avete idea, davvero. Irritanti, inadeguati, totalmente privi di carisma, sopra le righe, ad ogni scena in cui comparivano mi prudevano le mani dalla voglia di prenderli a schiaffi. Se questo è un problema di caratterizzazione, c'è pure una grossa aggravante, data dagli attori: fuori ruolo - ma completamente! - entrambi con facce da ragazzini e che si atteggiano smargiassi ad eroi cazzuti. Ecco, mi si dirà che l'effetto è voluto (d'altronde il film è costantemente pervaso da una sottile vena ironica, tipica di Besson peraltro, e ci starebbe anche bene), ma vedere Cara Delevingne che stenta ad imbastire una scena decente che sia una, ecco, le palle mi rotolano davvero a valle. Lasciatemelo dire, lei è cagna forte a recitare. Alt! Non saltatemi addosso! So benissimo che là fuori, il mondo è pieno di suoi estimatori: ecco, (e)stimatela ma non venite qui a cercare di convincermi, la mia è una repulsione totale che mi impedisce di apprezzarla... non ce la faccio.

Sguardo basito F4 (95% del film così)
Sguardo incazzato (5% del film così)

Al di là dell'aspetto puramente soggettivo, il grosso problema è che se non compartecipo alle vicende dei protagonisti, non mi scatta la scintilla e l'empatia, e tutto il resto crolla come un castello di carte travolto dal gatto fetente che richiama la tua attenzione quando ha fame o è annoiato. Infatti - lo ammetto - a tre quarti del film mi sono pure addormentato per dieci minuti buoni dal tedio misto ad irritazione che mi ha pervaso durante la visione.
Rihanna (cuoricino)
I difetti, ad ogni modo, non finiscono qui. Posso dire che centoquaranta minuti sono eccessivi per una storia di questo tipo, sarebbe bastato togliere una buona mezz'ora di scene inutili e il ritmo ne avrebbe enormemente giovato. Dato che il film è pieno di scene davvero superflue, sarebbe bastato tirare il dado per scegliere quali tranciare e nessuno se ne sarebbe accorto. Un altro problema è l'enorme spreco di talento: visivo, innanzitutto (ci torno) e di attori. Vedere Ethan Hawke e Rutger Hauer in camei dimenticabili mi ha fatto storcere il naso, e dei comprimari si salvano giusto in due: Clive Owen nella parte del capo di Valerian e... udite udite... Rihanna in quella dell'alieno Bubble. Se consideriamo che fra tutti gli attori presenti a spiccare è proprio Rihanna (che attrice non è, ma qui è stata davvero brava nei venti minuti scarsi in cui compare), ecco che il quadro desolante si fa ancora più nitido.
Clive Owen
Un ultimo problema, che un po' è stato anche quello di John Carter (vi rimando qui alla recensione) è che, per quanto entrambi siano da considerarsi dei capostipiti cronologicamente parlando, al cinema ci sono arrivati fuori tempo massimo, causando un enorme per quanto involontario effetto di déjà vu. E quando i protagonisti di Valerian finiscono in uno stanzone che scoprono essere un enorme compattatore di rifiuti, ecco che mi è salita la carogna nonché una risata involontaria: sono ignorante, non so se è stato Star Wars a citare il fumetto originale o se è stato Valerian a citare Star Wars, sta di fatto che il mio cervello è andato in tilt e mi sono lasciato andare inerte sul divano in preda allo sconforto.
Ultimo difetto e poi la finisco, è la trama: non c'è un vero colpo di scena, non c'è carisma, non c'è tensione, lo svolgimento è piatto e prevedibile, già alla seconda scena capisci dove si andrà a parare.
Un esempio tra mille di alieni: molto realistici!
Parlando invece di aspetti positivi, qualcuno potrà tirare un sospiro di sollievo: il film ne ha diversi. Visivamente è un vero spettacolo e per questo i ringraziamenti vanno agli effetti speciali, curati sia dalla WETA che dalla ILM (Industrial Light & Magic). E ci mancava altro, esclamerete: sono le due migliori compagnie di effetti speciali al mondo (la prima nota per il Signore degli Anelli e Avatar, per esempio; la seconda per l'universo dei nuovi Star Wars e dei filmoni targati Marvel). Oltre all'aspetto tecnico, i plausi vanno anche all'inventiva dei creatori perché sono stati in grado di popolare un universo variopinto, bizzarro, multicolorato e, soprattutto, vivo. Mi fa storcere il naso pensare come, dei 17 milioni di potenziali personaggi presenti su Alpha, siano andati a pescare proprio Valerian e Laureline, certo è che sarei molto curioso di vivere altre storie ambientate in questi mondi che non contemplino la presenza di Cagna Delevigne e Dane DeHaan. Infine, per fortuna, la mano di Luc Besson si fa ancora sentire e ci sono alcune sequenze degne di essere vissute. La migliore, a mio avviso, è proprio quella iniziale, in cui assistiamo alla nascita della ISS e alla sua evoluzione in Alpha, sequenza interamente accompagnata dalla splendida Space Oddity di David Bowie. Intuizione bellissima, anche se già usata in più film e telefilm in passato; in Valerian, va detto, ha funzionato meglio che altrove.
In conclusione, per me Valerian è stata un'occasione terribilmente sprecata nonché un'enorme delusione, nato male a causa di un pessimo casting che non è stato in grado di rendere interessante un mondo meraviglioso e pulsante meritevole di un impianto potentemente epico. Invece, così com'è, è solo una storiella come tante, raccontata maluccio, arrivata fuori tempo massimo e totalmente privo di carisma. Dopo il non felice Lucy, Luc Besson sembra aver smarrito il suo tocco magico di regista e un po' mi spiace... non posso pensare che il creatore di capolavori supremi come Leon e Nikita, di una space opera tuttora superiore a Valerian (Il Quinto Elemento), di una serie action carismatica a pacchi come Taken sia caduto così in basso: aspetto sempre un riscatto che però sta latitando da quasi due decenni, almeno alla regia, segno che forse la mia è una speranza vana.

Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 4
Storia totalmente priva di mordente, protagonisti terribilmente irritanti, assoluta mancanza di veri colpi di scena, attori che non funzionano. Un vero e proprio bestiario di cosa non si dovrebbe fare.
Musiche: 7
Un punto in più per la sequenza iniziale grazie a Space Oddity. Per il resto, musiche ottime e coinvolgenti.
Regia: 7
Molti tocchi di classe, splendidi effetti speciali, una sequenza memorabile, poi però tutto diventa prevedibile ed ordinario. Besson poteva fare molto di più.
Ritmo: 6
Parte epico, si adagia sulla sequenza iniziale pallosissima del mondo di Mül, poi decolla alla grande, infine deraglia nella banalità totale. Direi molto altalenante e poco organico nella struttura.
Violenza: 5
Poco da segnalare.
Humour: 6,5
La verve ironica di Luc Besson è sempre viva e affiora qua e là anche in mezzo ai 140 minuti di Valerian. Qualche scampolo di sorriso strappato è garantito.
XXX: 1
Poca roba, inclusa la Delevingne che proprio non mi piace, né fisicamente né come attrice (che non è, e mai lo sarà)
Voto Globale:
5
Valerian è un film che straborda sia visivamente che come presenza numerica di eventi: c'è tanta carne sul fuoco, pure troppa. È un film bulimico a cui però l'inettitudine e l'antipatia degli attori protagonisti, unita allo scarso carisma causato da una brutta sceneggiatura, hanno dato il colpo di grazia. 

giovedì 6 dicembre 2012

Splice (2009) | Recensione

Splice
Voto Imdb: 5,9
Titolo Originale:Splice
Anno:2009
Genere:Fantascienza / Horror
Nazione:Canada / Francia
Regista:Vincenzo Natali
Cast:Adrien Brody, Sarah Polley, Delphine Chanéac

Pericolosi esperimenti genetici con DNA umano, mostriciattoli, concezione un po' fallica del mondo, coppia di scienziati genialoidi che non trombano e quando lo fanno quasi non me ne accorgo, complessi di Edipo e di Elettra in un colpo solo, mito di Prometeo, multinazionali mediche senza scrupoli... il tutto frullato con un pizzico di horror e una sequenza vagamente erotica. Questo mischione è Splice, del regista Vincenzo Natali, italo-canadese che preferiamo ricordare per il suo unico film riuscito, Cube - Il Cubo. Dato che queste poche righe bastano per inquadrare il film, il cui risultato finale può essere sintetizzato con "Banalità a profusione", preferisco immaginarmi mentre scrivo una letterina al regista giusto per esprimere le mie rimostranze verso questo obbrobrio.

Lettera aperta al regista Vincenzo Natali

Caro Vincenzino,
ho letto che ci hai messo dieci anni a tirare fuori questo film. Tipo che l'hai lasciato nel cassetto perché dopo Cube - Il Cubo (1997) non avevi il grano e la tecnologia per realizzare Splice così come te lo immaginavi. Parliamoci chiaro: avevo buone aspettative perché Il Cubo mi era piaciuto parecchio per la sua originalità di fondo, per l'ottima realizzazione nonostante fosse low-budget e per il clima claustrofobico nonché alienante che lo caratterizzava. Ti scrivo perché vorrei chiederti una cosa, innanzitutto. Hai avuto DIECI anni per prendere la sceneggiatura, scriverla e riscriverla, insomma per migliorarla di giorno in giorno, per di più aiutato da altra gggente. Voglio dire, lo spunto di partenza non è davvero male. Ma proprio non capisco: perché alla fine di tutto questo lavoro è uscita questa chiavica allucinante? Ecco, te l'ho detto: non ti offendere, eh, anche se con questo film un pochino hai offeso l'intelligenza di noi spettatori. Ti preciso una cosa: non vado a sindacare sulle questioni morali che, in modo banale ma anche semplicistico, sollevi con questo film. Della moralità me ne impipo bellamente (così come ho scritto nella recensione di Codice Genesi). Io preferisco valutare il film dal punto di vista della trama, dei personaggi, della realizzazione tecnica. E nei primi due aspetti, proprio non ci siamo, con Splice.
La trama? Non che voglia raccontartela, immagino tu la conosca a menadito, ma dato che questa è una letterina aperta scrivo giusto due righe per il pubblico ludibrio. Ci sono Clive (Adrien Brody) e Elsa (Sarah Polley), due iper-scienziati-super-geniali, che stanno insieme e lavorano in un centro di ricerca avanzatissimo che si chiama N.E.R.D.
Cameretta nerd
Ora. Bello sto gioco di parole, eh? Nucleic Exchange Research and Development = NERD. Mi immagino le ore passate a trovare un significato decente per trasformare nerd in acronimo. Vincé, non è mica che volevi ammiccare ad un pubblico un po' geek, così, tanto per sembrare divertente? Altrimenti come le spieghiamo le ridicole magliette che Clive indossa per tutto il film? E i poster manga con cui tappezzi le pareti degli scienziati? Beh, io non ho riso manco per il cazzo. Sarò un nerd strano, ma col sottoscritto non hai minimamente fatto colpo. 
Ginger e Fred.
Dicevo. Clive ed Elsa giocano col fuoco anzi con il DNA. Creano dal nulla Fred e Ginger, due esseri falliformi (non voglio essere volgarotto, mi fermo qui. Vedere due simil-cazzoni che si muovono fa ridere. Ok, ho fatto un po' di preterizione, perdonami.) il cui unico scopo è fornire cellule staminali e tutto l'apparato genetico necessario per curare le Grandi Malattie del Mondo. Visto il successo dell'operazione, i due scienziati vogliono sperimentare col DNA umano. Ma la Compagnia non è così munita di spirito umanitario. Vuole fare soldi a vagonate. Subito. Ordina loro di lavorare su Fred e Ginger e ricavarci tutto il monetizzabile. Elsa e Clive s'incazzano, vanno avanti per la loro strada e mischiano un po' di geni umani, di rane / anfibi, di galline (oh, a me pare) e di non so che altre specie, e viene fuori questo mostriciattolo a due zampe e con una testa così. Visto che lavorano alla NERD e visto che due scienziati così genialoidi non hanno la fantasia per dare un nome decente a questo ROBO, decidono di chiamarlo nerd al contrario, ovvero Dren. Vincè. Potevi fare meglio, eh. Dren non si può proprio sentire. Fa proprio cagare come nome. Comunque Dren cresce a dismisura, e salta fuori che è una femmina. E pure vagamente gnocca. Peccato per quelle zampe alla ranocchia. Fin qui lo spunto è interessante, te lo concedo. Poi tutto precipita. Evito di raccontare altro per non incappare in spoiler ma, davvero, non succede più nulla di davvero sorprendente. A parte il fatto che Dren si tromba Clive e poi pure Elsa. Ops, spoiler assassino. Tranquilli, non è il finale. 
Purtroppo il grosso difetto della trama è proprio questo: non sorprende. Mentre guardi il film provi ad immaginare quale colpo di scena possa scompaginare tutti gli indizi che hai pedestremente disseminato qua e là. Invece nulla: nel film succede proprio tutto quello che ti aspetti che succeda. Finale incluso. E questo è un peccato mortale, soprattutto se te ne esci con un ibrido di film scientifico-fanta-scientifico e gli dai una spruzzatina di horror giusto per dare un contentino ai nerd. Non ci siamo, Vincè.
Ma l'aspetto peggiore, incredibile a dirsi, non è nemmeno la trama. Sono i personaggi.
Sarah Polley a sinistra. A destra,
dietro il suo naso, Adrien Brody.
Evito di ironizzare su naso di Adrien Brody. Ma davvero al casting non avevate nessun altro di decente per la parte? Non dico che Brody non sia un cattivo attore, tutt'altro. In S.O.S. Summer of Sam - Panico a New York di Spike Lee è fantastico, come pure nel film Il Pianista con cui vinse l'Oscar. Ma ora non è che vincere l'Oscar ti renda automaticamente perfetto per ogni parte che ti rifilino. Quindi, Vincé, davvero, la scelta di Brody è davvero infelice. Sarah Polley (me la ricordo nel bellissimo L'alba dei morti viventi di Zack Snyder) è più funzionale nella parte ma è proprio il personaggio di Elsa ad essere terribilmente irritante. Semplicemente non è credibile. Lei non vuole bambini. Ma, novella Eva, tenta Clive-Adamo a proseguire con lo scellerato esperimento. Eppoi ci mette il proprio, di DNA. Egocentrismo a manetta? Arriva Dren, e la tratta amorevolmente come la figlia che però non ha mai voluto. Mentre Clive, che un bimbo lo voleva, cerca di accoppare Dren in un parossismo di rifiuto perché "non è giusto". Poi, come per incanto, quando Dren raggiunge la maturità sessuale, ecco che i ruoli si ribaltano. Per giustificarsi dopo la trombata, Clive dice ad Elsa: "Abbiamo superato la distinzione fra ciò che è giusto e ciò che non lo è". Esticazzi, facile cavarsela così. La cosa più incredibile è che lei accetta questa ridicola scusa. Se Clive avesse detto: "... le cavallette..." sarebbe stato meglio. Non c'è proprio nulla di credibile in tutti questi cambiamenti di ruoli e personalità. Non dico che non si debba cambiare. Dico, Vincé, che si debba farlo su basi solide e credibili. Qui succede tutto in modo casuale e quasi senza il minimo perché.
Buona la resa di Dren.
Dopo che un po' ti ho massacrato il film, voglio darti un contentino: i complimenti per gli effetti speciali te li meriti tutti. La fotografia è ottima e la resa sia dei mostriciattoli che di Dren è davvero eccellente; da questo punto di vista è tutto assolutamente credibile. Molto più dei personaggi principali, ed è un vero paradosso. E' un peccato che tutti gli sforzi produttivi siano andati a favore dell'aspetto visivo, totalmente a discapito di tutto il resto. Splice è un film fondamentalmente noioso, che non terrorizza e che vorrebbe colpire con l'unica scena un po' forte solleticando la morbosità erotica del "bello del mostruoso". Buona, invero, la recitazione di Delphine Chanéac che interpreta Dren.


Caro Vincenzo, concludo questa letterina con una minaccia. Tira fuori un'altra cazzata come questa, e sei fuori.



Cordiali saluti da un fan deluso,
Giampy

Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 5
Ottimi spunti iniziali, svolti in modo pedestre e terribilmente banale e prevedibile.
Musiche: 5
Niente di memorabile. Musiche banalotte, che non comunicano tensione.
Regia: 7
Dal punto di vista tecnico, niente da dire: ottimo per la resa visiva, le inquadrature e gli effetti speciali.
Ritmo: 5
Un quasi horror che non terrorizza. Lento, compassato, non eccelle per il ritmo. Peccato capitale da manuale del cinema.
Violenza: 5
Povero coniglietto sbranato da Dren.
Humour: 4
L'effetto umoristico è dato dal naso di Brody e dalle sue ridicole magliette. Non propriamente quello che definirei un aspetto positivo.
XXX: 6,5
Dren si bomba Brody. Qui capisci che l'attrice modella è gnocca.
Voto Globale: 4,5
E' per me un film davvero sconclusionato, senza un perché e senza mordente. Personaggi poco credibili e svolgimento banale fanno sì che Splice sia un film dimenticabile.

mercoledì 27 giugno 2012

Alta Tensione (2003) | Recensione

Alta Tensione
Voto Imdb: 6,8
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Titolo Originale:Haute tension
Anno:2003
Genere:Horror / Slasher
Nazione:Francia
Regista:Alexandre Aja
Cast:Cécile De France, Maïwenn Le Besco, Philippe Nahon

Avevo tanto sentito parlare della nuova ondata di horror francesi e, dall'alto della mia spocchia, per lungo tempo me ne sono tenuto alla larga. Questo perché la parola "francese", in ambito cinematografico, mi rimanda a tre cose: Asterix (ed è cosa molto buona - anche se, beh, lo sappiamo tutti che nasce come fumetto), Luc Besson (cosa buona) e la nouvelle vague (cosa brutta brutta brutta). Embeh? Che avete da guardarmi storto? Nel leggere la Mission di questo Blog dovreste aver già capito che aria tira qui, pertanto torniamo a bomba al discorso iniziale. Vinta la mia ritrosia, mi sono sparato in sequenza alcuni film horror francesi recenti e... vaccaboia, alcuni spaccano, spaccano davvero! Parlo di The Horde, Martyrs, Frontiers - Ai confini dell'inferno e Alta Tensione.

Cominciamo con quest'ultimo, anno 2003, prodotto da Luc Besson e diretto dal giovane Alexandre Aja. Classe 1978, quindi più giovane di me, la qual cosa mi getta in uno sconforto che non avete idea. E, sì, lui è il regista di Piranha 3D, Riflessi di paura e del remake Le colline hanno gli occhi. Mica pizza e fichi. Leggo su Wiki che aveva esordito con un corto (Over the rainbow) e con Furia (1999), dei quali francamente non ce ne frega una beata fava: il botto, cari miei, arriva proprio con questo Alta Tensione.

C'è Marie che deve finire di dare degli esami, e c'è la sua amica Alex che la invita nella sua casa di campagna per aiutarla negli studi. C'è, infine, che queste due amiche girano in macchina ascoltando Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri e, signori miei, bisogna essere disturbati mentalmente per riuscire ad infilare questa canzone in un film che si rivelerà grondante di sangue. Beh, alla fine l'effetto dissonante è voluto e funziona pure bene. Eppoi questa canzone mi piace. Nel giro di pochi minuti ci rendiamo conto che uno psicopatico assassino di mezza età s'aggira proprio nei dintorni, che Marie forse prova qualcosa di più di una semplice amicizia nei confronti di Alex, e già che ci siamo, che inevitabilmente il suddetto assassino irrompe nella casa facendo un macello totale globale sterminando babbo, mamma e fratellino di Alex. Tanto per chiarire che con Aja non si scherza, la scena dell'assassinio del babbo è molto cruenta. Il poveraccio viene accoltellato con un rasoio, immobilizzato a carponi alla scala e decapitato con un comò che viene viUlentemente spinto contro la sua faccia. Da questo momento il film diventa una giostra dove predatore e preda si scambiano più volte il ruolo: Alex viene rapita dal mostro e Marie parte all'inseguimento per salvare l'amica.

Il film ci mostra sia momenti lentissimi dove la tensione fa salire l'angoscia al parossismo, sia momenti con esplosioni di violenza non indifferente. Il ritmo è sostenuto, l'interpretazione di Cécile De France (Marie) è davvero eccezionale, e tutto funziona perfettamente fino a quando non succede una cosa che mi ha fatto incazzare come una bestia. Immaginatemi mentre lo dico con la voce di Gioele Dix quando fa l'automobilista incazzato. C'è un gran colpo di scena che, visto superficialmente, ti fa sgranare gli occhi dalla sorpresa ma che a posteriori ti fa pensare a come il regista ti abbia preso per il culo in maniera plateale. Sì, lo dico proprio apertamente: Aja ha giocato sporco con lo spettatore. Di più non dico per non rovinarvi la sorpresa. Vi faccio giusto un esempio, per quanto sia in un ambito totalmente diverso: Agatha Christie e i gialli con Hercule Poirot. Nelle sue storie l'autrice gioca col lettore, dissemina indizi sia validi che fuorvianti ma tutto - e dico tutto - alla fine si incastra sempre perfettamente, al punto che il lettore, sorpreso dallo spiegone di Poirot, il più delle volte esclama: - Maledetta Agatha, mi hai fregato! (sì, sì, ok, io lo dico in modo un po' più colorito ma ci siamo capiti, vero?)
Ecco. Qui non succede. Aja ti spiazza con un colpo di scena che poteva essere costruito perfettamente, ma che non si incastra per nulla con alcune scene mostrate apparentemente a casaccio e la cui spiegazione, anche con uno sforzo di immaginazione, appare stiracchiata. Peccato!

In conclusione parliamo di un film che funziona per quasi tutta la sua durata, che avvince alla grande, che spiattella qualche scena di violenza gratuita nonché efficace, e che infine cerca quasi disperatamente di sorprendere lo spettatore. Io nel suo insieme lo promuovo: stiamo parlando di uno slasher d'intrattenimento a budget relativamente basso che, visivamente, non ha nulla da invidiare a produzioni più blasonate.

Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 5,5
A mio avviso il bel colpo di scena doveva essere preparato meglio.
Musiche: 7,5
Misto di canzoni francesi, italiane e rock inglese con i Muse. Bello!
Regia: 7,5
Non male per essere uno dei primi film. Il maledetto aveva 25 anni. Dimostra davvero padronanza dei mezzi. Maledetto.
Ritmo: 7,5
Lento e angosciante a tratti, iperviolento e cinetico in altri punti. Buona la resa finale.
Violenza: 7,5
Scene cruente e sangue a fiotti. Yo!
Humour: 4
Io ho riso per i Ricchi e poveri. Ignoro quanto fosse voluto questo effetto, ma importa ben poco.
XXX: 5,5
Qualcosa si vede.
Voto Globale: 6,5
Promosso. Se ogni tanto mi torna in mente, vorrà pur dire qualcosa...



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