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giovedì 11 luglio 2019

Sharknado 6: L'ultimo Sharknado - era ora! (2018) | Recensione

Sharknado 6: L'ultimo Sharknado - era ora!
Voto Imdb: 3,6

Titolo Originale:The Last Sharknado: It's About Time
Anno:2018
Genere:Fantascienza, Catastrofico, Azione
Nazione:Stati Uniti
Regista:Anthony C. Ferrante
Cast:Ian Ziering, Tara Reid, Cassie Scerbo, Vivica A. Fox


Le cose più belle solo le grafiche pubblicitarie. Ehm.
C'è il titolo di una canzone dei Van Halen che riassume il senso di questa recensione: "Finish what you started". Ok, il tema della canzone è tutt'altro, ma il senso di fondo rimane; non potevo lasciare incompleta la saga di Sharknado e non potevo non recensire l'ultimo e conclusivo film della serie.

In una parola: dovevo.

Le cose belle: un esempio lo vediamo a destra.
Tutte le cose, belle o brutte, hanno una fine. Quando finiscono quelle belle, resta un retrogusto amaro, un senso di mancanza e di delusione unito alla dolce malinconia della nostalgia che avvolge tutto. Quando finiscono le cose brutte, si ha un senso di liberazione, di essersi tolti un peso, di respirare liberamente. Quando finisce Sharknado è un po' tutte le cose insieme... cinque anni passati in spensieratezza, a ridere delle cazzate inventate dagli autori, a piangere per la disastrosa recitazione degli attori, ad incazzarsi per come avrebbero potuto rendere una scena particolarmente orripilante a causa dell'inadeguatezza del regista e produttori, a spellarsi le mani per i colpi di genio disseminati qua e là. Già, cinque anni volati in un battibaleno: il primo è del 2013, il sesto del 2018, a chiudere (in)degnamente una delle saghe più folli, tristi, raffazzonate, mal recitate, pessimamente realizzate ma anche genuine del panorama televisivo low-budget degli ultimi anni.
Mi avete seguito fin qui? Nel dubbio, vi ripeto il concetto più importante: Sharknado 6: L'ultimo Sharknado - era ora! è veramente l'ultimo della serie. Sono certo che molti di voi tireranno un enorme sospiro di sollievo mentre altri si abbandoneranno a scene di sconforto ed emozione come le ragazzine innamorate di Val Kilmer nel film Top Secret!. Io, che devo mantenere un certo contegno, preferisco pattinare sul filo dell'obiettività e vi dico: finisce, è vero, e un po' mi spiace. Ma se la fine è quella a cui ho appena assistito, porco mondo, era davvero ora che il team di produzione la smettesse di raschiare il fondo del barile.

Prima di approfondire queste parole dure, parole dure di un uomo davvero strano, facciamo un passo, anzi cinque passi indietro. Prendetevi il vostro tempo e recuperate, se proprio avete voglia, le mie precedenti recensioni ai film del franchise in esame:
Fatto? No? Non vi biasimo.
Mantenendo fede alla trama sconclusionata del film, anche questa recensione sarà strutturata allo stesso modo, con diversi paragrafi scritti esattamente così come mi sono venuti in mente, senza che io mi sia preso la briga di trovare un filo conduttore. Ve lo meritate. Se lo merita Sharknado. Alla salute!


Ecco un fulgido  esempio di quello che vi sta aspettando...
Trama!
Nella malaugurata ipotesi in cui abbiate ripassato le puntate precedenti, sapete benissimo qual è lo spunto di partenza che tutti aspettavamo di vedere con l'inizio del sesto film. Se invece non lo avete fatto, ecco in vostro soccorso il mio buon cuore che vi dà un suggerimento: il quinto film, che sembrava davvero una fetecchia immane (e lo era, nonostante il roboante 7 che gli avevo giustamente regalato), si era concluso con uno strabiliante colpo di scena e la sfolgorante comparsa nientepopodimeno che di Dolph Lundgren nei panni di un adulto Gil, il figlio del protagonista Fin Shepard (Ian Ziering). Citando uno dei capolavori supremi della cinematografia mondiale di sempre (Ritorno al futuro, 1985), Gil invita Fin a seguirlo nel suo viaggio nel tempo per sistemare gli immani casini successi precedentemente.
Sharknado 6 parte proprio da qui: Fin è sicuro che, fermando in tempo il tempo, il sopravvento prenderà. Peccato che:
  • Fin venga sballotato nella preistoria
  • di Dolph Lundgren non si veda nemmeno l'ombra
Voce incazzata e con questa espressione sul volto!
Leggete bene il secondo punto con voce incazzata: ecco il primo, tremendo colpo basso di questo film, un tradimento alla fiducia che avevamo riposto grazie all'onestà e genuinità che da sempre avevano contraddistinto la serie. Come ben sapete, da spettatore non mi piace essere preso in giro, e il fatto che per vari motivi facilmente intuibili non siano state mantenute le fantastiche promesse di Sharknado 5, ha fatto sì  che la mia mente innalzasse una barriera grande tanto quanto quella dei Guardiani della Notte ne Il Trono di Spade per tutta la visione del film. E siamo solo al primo minuto di svolgimento, vi lascio immaginare il resto.
In breve, dal momento che davvero non ho voglia di raccontare nei dettagli una trama che non riserva la benché minima sorpresa perché ha pedestremente ricalcato lo stesso espediente narrativo del capitolo precedente, sappiate che:
  • Fin incontra nuovamente la moglie April (Tara Reid), Nova (Cassie Scerbo), Bryan (Judah Friedlander) e, più avanti, Skye (Vivica A. Fox), tutti personaggi che credevamo morti ma che Gil, con i suoi balzi temporali, ha malauguratamente riportato in vita.
  • Insieme alla rediviva April umana, Fin è sempre accompagnato dalla testa-cyborg della April non umana, scatenando ilari scenette di gelosia / triangoli amorosi / spunti potenzialmente geniali purtroppo gettati nel bidone dell'umido da una sceneggiatura troppo frettolosa e mal gestita. Ma di questo non avevamo dubbi, è il marchio di fabbrica della serie.
  • L'obiettivo degli eroi è quello di stroncare il primo sharknado di sempre in modo che non si possa più ripetere nel futuro. Un po' quello che Skynet voleva fare con Terminator, con le ovvie e debite proporzioni. (scusami Cameron, scusami)
  • Debellato lo sharknado preistorico, i nostri sono convinti di aver risolto tutti i problemi ma non si rendono conto che questi ultimi, in realtà, sono appena iniziati: il Condensatore (una grottesca citazione del Flusso Canalizzatore di Ritorno al Futuro, e questa sarà una delle sue innumerevoli citazioni disseminate nei novanta minuti scarsi di visione; peccato che chi ha adattato Sharknado 6 in italiano non abbia usato lo stesso termine italiano coniato da Emmett Brown, avrei apprezzato molto. Mi domando se chi ha fatto questo lavoro, abbia davvero colto la citazione - ma quanto cazzo è lunga questa parentesi? Mi sono perso.), dicevo il Condensatore fa le bizze e li spedisce in giro per il tempo / mondo, un po' quello che è successo a Boldi-De Sica nel film campione di incassi A Spasso nel Tempo. Ragazzi, con questa citazione possiamo chiudere l'Internet, mettere sullo stesso piano un mesto cinepanettone italiano e la saga di Sharknado è uno smacco totale.
  • Fin & Co. si ritroveranno quindi nella Camelot medievale, poi durante la Guerra di Indipendenza (con Washington e Franklin), nel selvaggio West, negli anni '50 e, infine, nel 2013, l'anno in cui tutto iniziò con il primo Sharknado. Nel mezzo anche una tappa nel 20013, in un futuro apocalittico in cui decine di cloni di April-cyborg vagano per le strade disabitate. Un vero incubo, lasciatemelo dire. Fra l'altro viene citato The Terminators, altro ignobile film della The Asylum.
  • Dai, dai, vi racconto anche il finale, che ve frega? Eh? Eh? Dopo tutti questi zompi nel tempo, il continuum spazio-temporale si frattura (insieme alle nostre balle) e si crea un mischione primigenio, il TIMENADO, che fa collassare l'universo conosciuto e resetta tutto a prima dell'arrivo del primo sharknado, conducendo il film ad un prevedibilissimo, banale e meschino lieto fine, con tutta la famiglia di Fin Shepard finalmente riunita senza macelli assortiti a rovinarne la sua esistenza. L'ultima frase di Fin non lascia ben sperare: "Ora siamo pronti per un reboot". Cala il sipario.
Mirabolante gioco di parole tra Fin (Shepard) e il The End francese...
[nota di Capitan Ovvio]

Momenti Memorabili!
Ma lo sappiamo, noi aspettiamo solo questo momento! Il momento dei momenti memorabili!
Come noterete, i punti sono davvero pochi, segno inequivocabile del turboprogressivo inaridimento delle idee.

Squalo mangia T-Rex
  • [Premio Speciale alla Migliore Scena del Film] Fin scivola sulla schiena di un dinosauro, esattamente come Fred Flintstone de Gli Antenati. Dal momento che questa scena avviene tipo al secondo minuto, beh, vi fa capire come gli sceneggiatori abbiamo deciso di sparare subito le cartucce migliori.
  • [Premio Speciale alla Migliore Uccisione] Motosega brandita da Fin come ai vecchi tempi, e squalo segato in due inarcandosi all'indietro. La migliore uccisione è carina, ma niente di particolarmente eclatante e che mi abbia fatto balzare in piedi come era successo in passato. Altro inequivocabile segnale di mancanza di idee. Ah, la decadenza. Ah, l'autocitazione e l'autoreferenzialità (la scena è un omaggio al secondo film)
  • [Premio Speciale alla Migliore Battuta] Ignobilmente smarrita nell'insufficiente adattamento italiano: "Let's do the time warp again" pronunciato da Fin tra un balzo temporale e l'altro.
  • Se siamo a Camelot con Merlino e Morgana, non può certamente mancare Excalibur! E come sarà mai fatta, la spada più famosa del mondo? Come una motosega, che domande! Qui ammetto di aver ghignato.
  • Squalo mangia T-Rex: non male come scena, avvenuta al terzo minuto di visione. C'è in giro una gif animata che la illustra nel suo splendore in risoluzione CGA 4 colori (non 4K, eh).
  • Se siamo su una spiaggia americana, non possiamo non salire su una tavola e surfare sulle onde. E in Sharknado gli squali possono tutto, incluso mangiarsi un surfer, spanciarsi sulla tavola e cavalcare le onde di sabbia e di mare. Tutto molto poetico.
  • Il TimeNado finale è una delle cose più fuori di testa dell'intera esalogia. Un pasticciatissimo sfondo viola elettrico simula l'implosione del multiverso mentre tutto collassa in un tripudio di squali, testa-di-April incastrata nelle fauci di un altro squalo, vortice con personaggi storici che si mischiano tra loro (Cleopatra, Confucio, Hitler, Muhammad Ali ed altri), il tutto mentre noi non stiamo più capendo una sega e all'improvviso l'universo esplode e si resetta. Così, de botto, senza un perché. Ma ammetto che in quel momento avevo già la palpebra calante, probabilmente se ora mi mettessi a riguardare gli ultimi minuti, dovrei riuscirlo a dargli un senso. Ma sapete una cosa? Certe volte è meglio rimanere nell'ignoranza, credetemi.
Malati di epilessia, chiudete gli occhi.
Ecco la psichedelica scena del TimeNado finale!

Camei Importanti!
Altro segno del cosmo-decadentismo della produzione è il fatto che i cameo, questa volta, pur essendo di buon numero... fanno pietà. Personalmente, di quelli nuovi ne ho riconosciuti davvero pochi (i primi quattro dell'elenco; gli altri sono stati ricavati da Wikipedia, lo ammetto senza ritegno alcuno).

I'm not gonna take this anymore. -> Twisted Sister
  • Il migliore, per distacco: Dee Snider dei Twisted Sister nei panni dello sceriffo che esclama "I'm not gonna take this anymore.", altra battuta persa nel doppiaggio italiano.
  • Tori Spelling. Qui una lacrimuccia, mamma mia come è invecchiata male. Se non vi dice niente, forse il nome di Donna in Beverly Hills 90120 dovrebbe farvi accendere la lampadina. Per i più sbadati, ricordo che Ian Ziering (Fin) interpretava Steve nello stesso iconico telefilm.
  • Bo Derek (la madre di April)
  • Gary Busey (avrebbero dovuto piazzarlo nella scena del surf, però! Non puoi sprecare così l'occasione di avere uno degli attori di Un Mercoledì da Leoni, che diamine. Qui riprende il ruolo del 3° film della serie, il padre pazzo di April.)
  • Altra re-union, questa volta da American Pie; il figlio Gil è interpretato da Chris Owen, che ha recitato insieme a Tara Reid nella saga comica di cui, ammetto candidamente, non ho mai visto un film. Curioso passare da Dolph Lundgren a Chris Owen: qui la presa in giro è palese e autoironica. Ma io sono incazzato lo stesso.
  • LaToya Jackson, sorellina di Michael, nella parte di Cleopatra.
  • Dexter Holland e Noodles degli The Offsprings.
  • Tanti altri che non conosco ma che in America sono famosi (tipo Neil deGrasse Tyson nella parte di Merlino, una sorta di Piero Angela americano, se ho capito bene.)
Viene anche riesumato il Mecha-Shark... mestizia...
Citazioni!
Alcune citazioni sono perfino apprezzabili, beccatevi una veloce selezione.
  • Ritorno al futuro (troppe citazioni, tanto che hanno pure stancato)
  • Rocky Horror Picture Show (battuta già citata sul Time Warp)
  • L'impero colpisce ancora (Skye viene intrappolata in un blocco di grafite come Han Solo)
  • La Storia Fantastica (Nova recita la frase: "Io sono Nova Clarke e tu hai ucciso mio nonno, adesso preparati a morire!", scimmiottando Inigo Montoya)
  • Deadpool 2 (nel 20013 Fin si domanda: "In quale seguito di Deadpool ci troviamo?", risposta alla scena di Deadpool 2 in cui il protagonista chiede a Cable, che viene dal futuro, "In quale Sharknado ci troviamo?")
  • Apollo 13 (in realtà il gioco di parole è solo nell'adattamento italiano, dove viene pronunciata la frase "Houston, abbiamo un problema", mentre in originale viene semplicemente detto "Abbiamo un problema")
Surf's up!
Classifica finale dei sei film!
Siamo quasi arrivati alla fine: prima di balzare alle conclusioni, voglio divertirmi a stilare una classifica di gradimento di tutti i film della saga: dal peggiore al migliore, ecco l'elenco a mio insindacabile giudizio.
  • Sharknado 6 - All'ultimo posto, proprio l'ultimo film: nelle conclusioni e nelle pagelle capirete il perché, non aggiungo altro. Maremma maiala che occasione sprecata, cazzo.
  • Sharknado 3 - C'è David Hasselhoff, ci sono tocchi geniali sparsi qua e là, c'è la migliore Nova di sempre (occhi a forma di cuoricino), c'è lo scrittore George R.R. Martin ucciso senza pietà... ma gli autori hanno avuto la pessima idea di aggiungere una trama al film, affossandone ogni pretesa di epicità.
  • Sharknado 4 - Gemini (altri occhi a forma di cuoricino), David Hasselhoff, Gary Busey, una matrioska di squali che ha scatenato applausi a scena aperta. Avrebbe meritato il podio ma...
  • Sharknado 5 - Il film, di per sé, è uno dei peggiori... ma il colpo di scena finale gli fa fare un balzo fino al gradino più basso del podio. Scusate se è poco, grazie Dolph!
  • Sharknado 1 - Il primo amore non si dimentica mai; è sicuramente il più raffazzonato, ma non è che poi in seguito la produzione si sia impegnata così tanto a migliorarne la resa. Ha l'indubbio merito di essere il film da cui tutto è partito, la piazza d'onore non può che essere sua.
  • Sharknado 2 - Per me resta il migliore della saga. Il più folle, il più geniale, il più stupido, il più ricco di cazzatone sparate in quantità e con la migliore scena di uccisione di squalo. 
Conclusioni!
Sharknado 6 pone la parola fine alla saga, e lo fa nel modo peggiore possibile. I colpi migliori sono stati sparati tutti nei primi venti minuti circa, poi il film si trascina stancamente fino al TIMENADO finale; nella parte centrale la noia prende impietosamente il sopravvento, nonostante le numerose scene d'azione si svolgano senza soluzione di continuità. Il ritmo resta elevato ma, dal momento che è stato usato lo stesso espediente narrativo del quinto film (bordello, sharknado, risoluzione, balzo nel tempo, nuovo bordello da sistemare e così via), l'effetto novità viene tragicamente a mancare. Mettendo da parte il fatto che gli autori se ne siano totalmente sbattuti le palle dei paradossi temporali (non vengono risolti, semplicemente accadono cose folli senza spiegazione e senza una corretta sequenza logica di causa-effetto), il film soffre di una imbarazzante mancanza di idee, che in fondo erano quelle che tenevano in piedi i capitoli precedenti. Voglio dire: già mi devo sorbire attori cani a recitare (Novahhhh, cuoricini sparsi), devo chiudere entrambi gli occhi di fronte ad una spiattellata, inorgoglita povertà realizzativa, devo infine rassegnarmi al fatto che non è stata mantenuta la promessa di Dolph Lundgren (ah, io non dimentico!)... se, insomma, devo ingoiare tutti questi rospi e mi togliete anche la gioia di vedere il lampo di genio, quello che tiene viva la mia attenzione, cosa cazzo rimane di Sharknado? La risposta, nell'immagine qui sotto.



Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 2,5
Traballante, inutile, tediosa, con l'aggravante di aver riciclato la stessa idea del film precedente. No, non ci siamo. Dove finisce l'autocitazione ed inizia il riciclo selvaggio dell'idea?
Musiche: 6
L'aspetto audio è sempre stato quello che si è salvato nella serie (idee idiote a parte, ovviamente). Qui non fa eccezione. Promosso.
Regia: 5
Diversi passi indietro: povertà realizzativa al suo top, pochi guizzi geniali. Mai come questa volta, il regista ha svolto il compitino senza strafare.
Ritmo: 5,5
Pur essendo indiavolato, il film non raggiunge la sufficienza, soprattutto a causa della noia che più volte ha fatto capolino. Formula abusata e che non ha più nulla da dire.
Violenza: 6
Siamo alle solite: nella mente di chi ha tanta fantasia, Sharknado è un film di una violenza inaudita. Ma quello che vediamo è troppo edulcorato causa povertà di mezzi e budget, oltre che per una buona dose di autoironia. La Asylum vi dà lo spunto, lo splatter dovete mettercelo voi con la mente e il cuore.
Humour: 6
Non si arriva mai a ridere veramente, ma qualche ghigno lo strappa.
XXX: 1,5
C'è Nova, torna pure Gemini nel finale, impossibile dare zero anche se non si vede una ciolla.
Voto Globale:
5,5
Ahi, ahi, ahi. La saga inciampa proprio sul finale. Avrebbe potuto concludersi col botto memorabile, invece termina nella mestizia più silente e banale, come una loffa spompa e nemmeno tanto assassina. È stato bello finché è durato ma, per pietà, basta. Basta così, la parola fine era giusto che venisse posta in qualche modo. Bocciato e destinato a cadere nell'oblio.

giovedì 18 gennaio 2018

Sharknado 5: La Terra è sotto attacco (2017) | Recensione

Sharknado 5: La Terra è sotto attacco
Voto Imdb: 4,2
Titolo Originale:Sharknado 5: Global Swarming
Anno:2017
Genere:Fantascienza, Catastrofico, Azione
Nazione:Stati Uniti
Regista:Anthony C. Ferrante
Cast:Ian Ziering, Tara Reid, Cassie Scerbo, Olivia Newton-John, Masiela Lusha, Billy Barratt

Ecco gli amchetti squaletti
Immancabile come Una Poltrona per due alla vigilia di Natale su Italia 1, la serie di film sugli Sharknado infesta i palinsesti del canale americano SyFy nel periodo estivo di luglio/agosto. Anche il 2017 ha avuto nel suo carniere il nuovo episodio e, come promesso, stavolta il problema è diventato MONDIALE.

Doveroso recap che faccio ad ogni recensione della serie

Rinfrescatevi la memoria leggendo le recensioni dei film precedenti:
In giro per Buckingham Palace
Un po' di spirito british non guasta...
Il quinto della serie (sottotitolo: Global Swarming, gioco di parole tra global warming e swarming / sciame, reso nel titolo italiano con "La Terra è sotto attacco") ha già un inizio al fulmicotone: scritte in sovrimpressione con font e colori di Indiana Jones e Nova (Cassie Scerbo) subito in azione. La ragazza (che abbiamo visto nel finale del quarto episodio a "cavallo" della Torre Eiffel) ha scoperto una caverna misteriosa e quando vede che fra le incisioni rupestri ci sono degli squali, capisce di aver bisogno dell'unico esperto mondiale di squali, il nostro Fin (Ian Ziering), che si trova a Londra convocato dalla NATO perché c'è bisogno di una task force mondiale. Gli sharknado, che si pensava fossero stati debellati, potrebbero colpire il resto del mondo, pertanto è necessario che si uniscano le forze per poterli fronteggiare. La crisi è già dietro l'angolo, e sarà veramente devastante. Peccato che, questa volta, a provocarla... sono stati proprio Fin e Nova! Nella caverna situata sotto Stonehenge, infatti, i due recuperano un misterioso e antico artefatto plasticosissimo (rido) a forma di pinna di squalo. Le sue origini sono chiare: gli antichi erano riusciti in passato a sconfiggere gli sharknado grazie a quell'amuleto insieme ai portali che hanno costruito in giro per il mondo, di cui Stonehenge e le piramidi Egizie, tra gli altri, sono fulgidi esempi. Nel cercare di capirci qualcosa, Fin e Nova combinano il disastro dei disastri: provocano sul posto un enorme vortice-sharknado che distrugge i resti millenari di Stonehenge e devasta, già che c'è, anche Londra. Proprio in quell'occasione Gil, il figlio di Fin, viene risucchiato dal vortice sparendo nel nulla. Non è finita qui: nel cercare il figlio, il prode Fin, aiutato dalla cyber-moglie Amber (Tara Reid) e da Nova stessa che si sente in colpa per l'accaduto, scopre che i vari portali sono veramente funzionanti, e che se viene risucchiato da un vortice  (sempre brulicante di squali, sia ben chiaro) poi viene sparato da qualche altra parte nel mondo. In successione Fin & Co. si ritrovano in giro per: Sydney, Roma, Rio de Janeiro, Tokyo, Egitto. L'espediente narrativo appena esposto è un perfetto modo per:
  • evitare di scervellarsi a scrivere una sceneggiatura coerente. Succede qualcosa, non si sa come uscirne, TRACK!, il protagonista viene spedito da un'altra parte del mondo dove poter continuare a far danni;
  • buttare nel calderone tutte le idee folli che nel tempo erano sicuramente state tirate fuori e, molto probabilmente, anche scartate duranti i brainstorming ufficiali dei film precedenti. Di stronzate ce n'è uno sciame intero (facciamo pure nostro il gioco di parole del titolo originale), alcune delle quali, devo ammetterlo, sono state perfino geniali. Avevo scritto "genitali" e mi vien da ridere per il lapsus freudiano (sì, mi basta poco).
Fin & Amber
La folle sarabanda si conclude con uno strepitoso colpo di scena finale che racconterò più in dettaglio più avanti. Per ora soffermiamoci sul termine "strepitoso": va relativizzato, non mi stancherò mai di ripeterlo quando mi trovo davanti ad un qualunque film della serie... non sono impazzito del tutto, non ancora almeno.

Folli uccisioni, come sempre...
Alle poche anime candide che non vogliono rovinarsi la sorpresa, consiglio di fermarsi qui nella lettura e di andare dritti sparati a leggersi il pagellone, perché ora andrò ad analizzare nel dettaglio i due filoni di discussione che fanno da base portante di tutti i film della serie: 
  1. I momenti clou misti a cazzatone, quelli che mi piace ricordare, sezione per forza di cose ricca di spoiler;
  2. I tristi camei di ex-celebrità riesumate dalla Asylum giusto per farci vedere quanto sono invecchiate male (o, se ancora giovini-giovini, per darci una prova di essere ancora vivi). Il più presente si chiama Botox, comunque.
Quindi bando alle ciance e fiondiamoci sulle scene da inserire negli annali.
  • Nova. Occhi a forma di cuoricini. Cassie Scerbo si conferma cagna a recitare, ma non importa. Altri occhi a forma di cuoricini. In più verso la fine del film se ne esce con un bel costume alla Wonder Woman versione Gal Gadot #TeamNovaForevah. 
  • Come anticipato, la citazione madre dell'intero film (finale a parte) riguarda Indiana Jones, che viene citato a più riprese, soprattutto nella prima parte. Innanzitutto, quando Fin e Nova entrano nella grotta di Stonehenge (che ovviamente nella realtà non esiste, ma a noi non interessa), trovano i resti di antichi umani che veneravano gli squali come divinità. Il percorso è pieno di ostacoli e in molti ci hanno lasciato le penne... fra cui il povero Indiana Jones, che ha finito la sua avventurosa carriera di archeologo in una tristissima caverna inglese scavata male, arredata peggio, piena di plastica e cartapesta posticcia. Di lui sono rimasti solo il cappello e la frusta, che finiranno nelle mani di Fin, che fra l'altro non può fare a meno di esclamare "Squali. Proprio gli squali dovevo trovarci?" (Hint: Squali = Serpenti). Quando i nostri arrivano nella stanza del tesoro, viene replicata pari pari la prima scena de I predatori dell'Arca Perduta: l'artefatto plasticoso a forma di pinna si trova su una colonna di pietra e per prenderla bisogna sostituirla velocissimamente con un contrappeso. Esattamente come Indy, Fin ci prova ma fallisce: dal soffitto, invece di una enorme palla di pietra, sbuca... una palla di squali che travolge tutto. Ovviamente il sempiterno gioco delle citazioni ha ormai stancato e questa scena, che probabilmente avrà fatto sbellicare gli sceneggiatori dopo una lunga sessione alcoolica, ora appare bolsa e avvolta da mestizia, aggravata da una realizzazione meno che pedestre. Però, dai, in questa sequenza si apre il vortice dimensionale squalesco che dà il via alle follie assortite di questo quinto episodio.

  • La scena precedente ha inoltre dato il pretesto per costruire la miglior uccisione di squali del film da parte di Fin (fateci caso: in ogni Sharknado c'è sempre una scena madre spettacolare). Fin fronteggia l'ennesimo squalo volante e... LO DIVIDE IN DUE LONGITUDINALMENTE CON LA FRUSTA DI INDIANA JONES! Scusate lo stampatello ma ci voleva. La sequenza è tra l'altro un'auto-citazione perché nel primo film della serie l'arma era una motosega.
  • Sono indeciso se inserire questo punto nei camei, ma in realtà l'intera scena è un Ma Che Caz...? gigantesco. Vediamo Bret Michaels (il cantate dei Poison) travolto da un pullman londinese guidato da Nova. Il grande Bret non muore ma resta attaccato al paraurti anteriore del mezzo. Cosa si inventa? Imbraccia la sua chitarra elettrica e si mette a schitarrare come un pazzo mentre intorno piovono squali in una grottesca, povera ma riuscita citazione di Mad Max: Fury Road. Chiaramente, poco dopo Bret farà una fine ignobile (come tutti i protagonisti dei camei, probabilmente gli unici a divertirsi davvero).
  • Se il carrozzone di Sharknado arriva nel Regno Unito, cosa potrà mai succedere? Ovviamente incontrare la Regina e tirare fuori la banalissima battuta God Save The Queen. Forse anch'io nei miei fumetti in quarta elementare avevo disegnato una scena simile.
  • Sempre a Londra c'è una scena che devo ancora capire se è ignoranza crassa degli sceneggiatori o se è voluta. Io ho un velato sospetto ma preferisco tenerlo per me. Lo Sharknado travolge la capitale inglese e fa a pezzettini il ponte più famoso di Londra. Un personaggio inizia a canticchiare "London Bridge is falling down...". Scena molto carina, peccato che il ponte distrutto sia il Tower Bridge e non il London Bridge...
  • Sempre a Londra c'è un'altra auto-citazione, questa volta di Sharknado 2. Nel secondo capitolo c'era la testa della Statua della Libertà che rotolava per New York, facendo anche curve strette a novanta gradi, spiaccicando i poveri cittadini lungo il percorso. Nel 5 la scena è rubata dal London Eye, l'enorme ruota panoramica sul Tamigi, che si stacca ed inizia a girare per la città come una trebbiatrice. Tutto molto ridicolo, tutto molto in tema con lo spirito scanzonato della serie.
  • Una delle migliori sequenze in CGI riguarda Sydney e la sua famosa Opera House: la struttura è in realtà la sede della Sorellanza fondata da Nova, gruppo di procaci guerriere cacciatrici degli Sharknado, tra cui vediamo anche Gemini (Masiela Lusha), la cugignocca di Fin. Ad un comando il famoso teatro australiano si muove tipo Transformers e diventa una base con cannoni laser che sparacchiano sugli squaletti volanti. La cosa più bella viene detta da un personaggio australiano (credo): "Ed io che pensavo che l'Opera House fosse solo una sopravvalutata opera architettonica". Mi sono alzato in piedi ad applaudire, ma è durato tipo un microsecondo.
  • Non dimentichiamoci di April (Tara Reid): nel terzo film giustamente muore, nel quarto diventa un cyborg, nel quinto... si digi-evolve. Conciata come Jem & the Holograms.
  • C'è una scena inutile e tristissima a Roma, davanti alla Fontana di Trevi, in cui i protagonisti gettano una monetina per esprimere il desiderio tipico da turista americano. Sempre a Roma incontrano il Papa (vedi sezione camei) e Fin riceve l'arma definitiva: la MotoSegaPapale che distrugge gli squali a colpi di laser a forma di crocifisso...
  • Da Roma il vortice arriva a Pisa e... indovinate cosa succede? Non ci ha mai pensato nessuno prima, NESSUNO. Viene raddrizzata la Torre di Pisa. Sceneggiatori, vi stringo la mano per la vostra dimostrazione di originalità e la voglia di osare davvero. Superman 2 al confronto è scritto dai responsabili dell'oratorio per la recita di fine anno.
  • Chiaramente a Tokyo non poteva non arrivare uno Sharkzilla, originato da scorie nucleari vicino ad Okinawa. La Asylum che omaggia la Toho (casa di produzione storica giapponese che diede il via al filone dei Kaijū Eiga, film sui mostri giganti, di cui Godzilla fu il capostipite) è una piccola chicca, va detto.
  • Spostandoci in Africa, altrettanto chiaramente assisteremo ad un Safarinado... ovvio, no?
  • E adesso arriviamo alla scena finale, che da sola vale l'intero film. I vortici di Sharknado creati dall'artefatto hanno devastato il mondo. In successione assistiamo alla morte di Nova (in una scena che avrebbe voluto essere drammatica ma che, per l'inespressività della nostra beniamina, è stata di una tristezza infinita... oddio, l'obiettivo è stato comunque centrato), del figlio maggiore di Fin e di April, addirittura decapitata. Ecco qui il colpo di genio: nel giro di pochi anni il mondo è diventato come quello di Ken il Guerriero dopo l'olocausto nucleare. Fin gira conciato come un eremita incappucciato, portandosi in spalla la sacca che contiene la testa di April. Mentre girovaga tra le macerie di città abbandonate, arriva una macchina volante steampunk guidata da... Dolph Lundgren. E sapete cosa gli dice il grande Ivan Drago? "Ciao... papà! Sono Gil! Ho inventato la macchina del tempo e sono venuto a prenderti per sistemare tutto il casino creato da te." TA-DAAAA! La macchina si alza e schioda via come la DeLorean di Emmett Brown mentre in sovrimpressione compare la scritta "To Be Continued" con l'inconfondibile font di Ritorno al Futuro. Ve lo dico da sempre, io sono semplice e devo ammettere che questa scena mi è piaciuta parecchio. Molto più delle citazioni di Indiana Jones, tanto per dire. Ovvio e scontato, noi siamo pronti in attesa di Sharknado 6...
Ed eccoci con l'elenco dei camei, io qui metterò solo quelli che conosco perché, come spesso accade, si tratta di personalità legate al mondo televisivo americano. 
  • Bret Michaels (dei Poison) e Dolph Lundgren, già citati in precedenza.
  • Olivia Newton-John insieme a sua figlia Chloe Lattanzi. Qui sono le scienziate della Sorellanza che riportano in vita April.
  • Nichelle Nichols, l'indimenticata Uhura di Star Trek, è la segretaria generale delle Nazioni Unite.
  • La cantante spagnola Charo, che interpreta la Regina d'Inghilterra con canotti al posto delle labbra.
  • Il modello italo-americano Fabio (Fabio Lanzoni) interpreta... il Papa. Mi sono capottato.
  • Tony Hawk, leggendaria icona dello skateboard (noi gamer lo conosciamo bene), che compare due volte sui tetti della Sydney Opera House.
  • Tom Daley, tuffatore olimpionico inglese, e Sasha Cohen, pattinatrice olimpionica americana nel ruolo di se stessi.
  • Chris Kattan fa il primo ministro inglese in stile James Bond e mentre uno squalo gli mangia una gamba, bacia la sua assistente interpretata dalla modella, attrice e cantante Katie Price (che poi muore spiaccicata)
  • Samantha Fox, la Sabrina Salerno inglese (rido), che compare sempre nella scena con il Primo Ministro Inglese
  • Lucy Pinder, altra modellona inglese, nel ruolo dell'Ambasciatrice Svedese (!)
Dolph Lundgren

Papa-Fabio, impossibile non ridere
Samantha Fox
Masiela Lusha
In conclusione
C'è poco altro da aggiungere su Sharknado 5, perché anche per questo quinto capitolo vale quanto è già stato detto per i film precedenti: è realizzato male (veramente male) e si basa tutto sulle folli trovate che di volta in volta vengono spiattellate a video, alzando sempre più l'asticella delle assurdità. Al 99% delle persone questi film non potranno MAI piacere, e io nemmeno mi sogno di provare, anche solo per un istante, a convincerli del contrario... è un compito umanamente impossibile per il quale non mi sento pronto. Mi rivolgo quindi al restante 1% che già conosce di cosa sto parlando e che, per un motivo o l'altro, ancora non l'ha visto. Come si colloca il 5 rispetto agli altri? Vi dirò. Fermo restando che al momento il migliore resta il secondo (e per distacco), il 5 mi è piaciuto sicuramente più del quarto. Manca David Hasselhoff, mattatore del terzo, ma tutto sommato ha già detto tutto quello doveva dire e a me va bene così. Era già triste di suo e sarebbe stato controproducente aggiungere mestizia alla mestizia. Confermo quindi il 7 di voto finale, nonostante una stanchezza incipiente delle trovate (molte banali, tristi e telefonate) e dei camei: in fondo cambiano i volti, ma la sostanza resta sempre la stessa.

Manichini metropolitani un po' demodé...
(questa la coglierà l'1% dell'1%)
Edizione Italiana
Sharknado 5 è stato adattato e doppiato in italiano ed è stato presentato in pompa magna al Lucca Comics & Games edizione 2017. A Lucca c'ero ma non sono riuscito ad assistere alla proiezione; ho recuperato il film solo successivamente grazie a VVVVID, piattaforma streaming legale di proprietà Sky, che in questi giorni l'ha messo nel suo palinsesto. Doppiaggio italiano senza infamia e senza lode, purtroppo molte battute e riferimenti non sono stati resi in modo ottimale. Il mio consiglio resta quindi quello, se ne avete la possibilità, di guardare Sharkando 5 in lingua originale con i sottotitoli. (per esempio, Sharkzilla in italiano è stato reso, mi pare, con un osceno Godnado. Ma non ho voglia di ricontrollare se ho capito giusto, se qualcuno mi conferma o smentisce mi fa solo un favore!)



Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 5
Oddio, il voto reale sarebbe pericolosamente vicino al 3, ma premio il banale espediente narrativo dei vortici che ha regalato brio alla storia.
Musiche: 6,5
Gran parte del budget se n'è andato per acquisire i diritti della canzone The kids aren't alright degli Offspring. E comunque non mancano i Quint, i cantanti originali della Sharknado Ballad...
Regia: 5
Un passo indietro da parte del regista Anthony C. Ferrante. Montaggio pessimo, inquadrature amatoriali, capacità recitativa nulla (secondo me sono andati a colpi di "Buona la prima!"). L'impressione è che stavolta siano andati col pilota automatico, senza inventarsi nulla di nuovo o sorprendente.
Ritmo: 7
È quello che salva il film, diciamoci la verità. Il ritmo è indiavolato e il film è pieno di scene folli e trovate divertenti. Lo guardi solo per questo motivo (oltre che per un innato masochismo)
Violenza: 6
Il film è violento, ma nella misura in cui lo sono le gag splatter. Il tutto è ulteriormente edulcorato dalla pessima realizzazione visiva, che non rende credibile mezza scena.
Humour:
6
Non fa sbellicare dalle risate ma, come tutti gli altri film della serie, non si prende minimamente sul serio.
XXX: 1
Stesso discorso dei film precedenti: non posso dare 0 se c'è Nova.
Voto Globale: 7
Confermo il 7 dato al quarto film, di cui forse è superiore. Senza la scena finale, sono sincero, il film avrebbe preso mezzo voto in meno. Sharknado 5 mantiene quello che promette, ma ha dimostrato una stanchezza di fondo che è pure normale quando inizi a raschiare il fondo del barile delle idee. Cazzate ce ne sono, alcune perfino geniali, ma certe scene rasentano lo sconforto più totale. Ormai solo i fan irriducibili della serie continuano a guardarsi Sharknado, perché di nuovo non c'è più nulla. Gli altri si astengano fortemente ed evitino pure di dire che è una cagata pazzesca: grazie tanto, lo so già, non c'è bisogno del genio di turno che me lo venga a dire. Dunque, buon Sharknado a tutti e stringiamoci forte e vogliamoci bene con la promessa di ritrovarci qui per il sesto capitolo!

giovedì 15 settembre 2016

Sharknado 4: The 4th Awakens (2016) | Recensione

Sharknado 4: The 4th Awakens
Voto Imdb: 4,3
Titolo Originale:Sharknado 4: The 4th Awakens
Anno:2016
Genere:Fantascienza, Catastrofico, Azione
Nazione:Stati Uniti
Regista:Anthony C. Ferrante
Cast:Ian Ziering, Tara Reid, David Hasselhoff, Masiela Lusha, Ryan Newman, Cody Linley

Solita scena stilosa del cast.
Doverosa apertura che scatta ogni volta che c'è una recensione su un film della serie Sharknado: sapete di cosa si parla? Benissimo! Allora proseguite nella lettura. Non lo sapete? Il consiglio spassionato che potrei darvi sarebbe un generico: "Fermatevi pure qui, se ancora non lo sapete dopo tre anni, molto probabilmente l'argomento non vi interessa ed è inutile che proseguiate." La verità è che io spero sempre che qualcuno possa voler imparare sempre qualcosa di nuovo, in tal caso la risposta diventa un eloquente: "Leggetevi lesti le recensioni dei tre film precedenti!"
Ora che, in un modo o nell'altro, siete pronti, passiamo pure alla recensione vera e propria.

Super spoiler, #AprilLives
Lo so, cari amici, lo so benissimo qual è la prima domanda che vi sta frullando per la testa, e riguarda la fine del terzo film che ci aveva lasciati tutti letteralmente col fiato sospeso e l'insopprimibile voglia di sapere se April sarebbe sopravvissuta dopo la scena finale. Avete letto il cast e conoscete già la risposta: Tara Reid, l'attrice che la interpreta, è presente, quindi, sì, purtroppo ha vinto #AprilLives. La genialata della produzione Asylum è stata nel far decidere ai telespettatori il fato del personaggio tramite Twitter: in base alla maggioranza di voti raccolta da #AprilLives o #AprilDies la sceneggiatura si sarebbe regolata di conseguenza.
Beh, lasciatemi dire che ci è stata regalata una piccola sorpresa, quindi non disperate voi che, come me, avevate scelto un perentorio #AprilDies!
Gigi la Trottola
(fotogramma dalla sigla iniziale)
Titoli di testa; ahia, partiamo decisamente male. Ci troviamo di fronte all'ennesima citazione di Guerre Stellari, con la scritta Sharknado nel font Star Jedi e un preambolo in prospettiva che scorre a sfumare, con un tema musicale raffazzonato su tastiera che richiama ovviamente in modo smaccato le famose note composte da John Williams. Dai, davvero, non ci aveva mai pensato NESSUNO a prendere per il culo Star Wars! NESSUNO! Evito di citare Mel Brooks e i cartoon americani che hanno dedicato puntate e speciali interi (Griffin, Simpsons e Futurama su tutti), ma quando ti ricordi che perfino Gigi la Trottola (Dash Kappei, 1981) ha preso in giro Star Wars a più riprese (un allenatore avversario vestito da Dart Fener, rivelatosi poi suo nonno, e l'intero episodio 18 "Gigi la Star", in cui la Morte Nera è un gigantesco pallone da basket), capisci che non se ne può più della gara a citare Star Wars, denota una tristissima mancanza di idee; poco importa che si parli del Risveglio della Forza, la sostanza non cambia.

In preda a foschi presagi sulla povertà di intuizioni messa in campo, continuo la visione con un crescente sentore di mestizia letale.

Un cattivissimo David Hasselhoff
Cinque anni dopo gli avvenimenti del terzo film, gli sharknado non sono più un problema: il grande miliardario scienziato Aston Reynolds, proprietario della Astro-X, ha ideato una tecnologia in grado di neutralizzare i tornado squamosi e, per di più, ha recuperato dalla Luna Shepard Senior, il padre di Fin interpretato da David Hasselhoff. Fin (il confermatissimo Ian Ziering) vive con la sua famiglia in una cascina nel Kansas a spaccare legna, aiutato da sua madre, i figli e una cugina gnocca. April è morta l'anno prima dopo essere stata a lungo in coma.
Come giustamente strilla il sindaco di Chicago, una fortissima Stacey Dash, Fin porta una sfiga incommensurabile e, dovunque lui si palesi, uno sharknado compare dal nulla portando morte e distruzione.
Fin e Gemini sul Galeone Playmobil
Come pensate che andrà a finire? Dovete sapere che il magnate Reynolds, per festeggiare la sconfitta degli sharknado, ha inaugurato a Las Vegas un hotel tematico pieno di... SQUALI VERI! E sappiate anche che Fin è in viaggio proprio a Las Vegas insieme alla cugina gnocca Gemini (Masiela Lusha) per andare a trovare il figlio di ritorno dall'Iraq. Il film non ce lo spiega e a noi non interessa: Fin arriva a Las Vegas in contemporanea con un tornado di sabbia che la Astro-X di Reynolds non riesce a debellare; il vortice colpisce in pieno l'hotel strabordante di squali et... voilà! Uno Sharknado è pronto a creare nuova devastazione! Un primo sharknado raccoglie grandine e diventa "hailnado", in direzione San Francisco; un secondo colpisce il parco di Yellowstone e qualche vulcano sotterraneo, diventando un "lavanado". Ma il peggiore di tutti è il terzo: così come Dragonball ci insegna, ad ogni step del nostro eroe ci deve essere un significativo incremento della difficoltà e cattiveria del nemico; questa volta il tornado si evolve! Inizialmente è una tempesta di sabbia e squali ("sandnado") che poi si scatena e distrugge l'Hoover Dam e si dirige al Gran Canyon (diventando un "bouldernado" perché raccoglie massi al suo passaggio), poi va in direzione Texas diventando un "oilnado"  perché colpisce una raffineria che, prendendo fuoco, dà origine al "firenado". Non è finita: quando al passaggio in un campo il vortice raccoglie una mandria di mucche, si tramuta in un temibilissimo "cownado". Tenete presente che gli squaletti continuano a girare in vortice, ora diventando pietre, ora inzuppandosi di petrolio, ora infuocandosi. Il peggio deve ancora arrivare: il vortice devasta una centrale nucleare e diventa il supersayan di tutti i tornadi: il terrificante "nukenado" con orde di famelici squali verdi-radioattivi che divorano vittime senza pietà lasciando una scia di fallout nucleare non indifferente. I primi due tornado vengono debellati, ma per il terzo c'è bisogno di una enorme quantità di acqua necessaria per raffreddare il nukenado, così come la fusione fredda ci insegna (eh!?); l'unico posto che contiene il necessario sono le cascate del Niagara, dove si conclude l'arco narrativo.
In mezzo a tutto questo bailamme a cui si fa fatica a stare dietro, incontriamo personaggi vecchi e nuovi ma la parte del leone è stata riservata ad April! Ovviamente lei non è morta o, meglio, è morta davvero ma il padre scienziato (Gary Busey), tenendo tutti all'oscuro, l'ha trasformata in una sorta di Cyborg - Iron Man - Terminator. Hai capito gli sceneggiatori? Hanno davvero ammazzato April, ma lei è ancora in mezzo a noi. Furbacchioni, ci avete fregato ancora una volta.
Masiela Lusha *_*
Ok, non racconto altro sulla trama, primo perché non ce n'è il bisogno, secondo perché diventerei altresì noioso. Ma spero di aver reso chiaro un concetto: già dopo 15 minuti, il terrore e la mestizia che si erano impossessati di me dopo i titoli di testa sono stati spazzati via prima da Gemini, poi dalla follia che deve essersi impossessata degli sceneggiatori. Di idee strampalate ce ne sono a IOSA, e per esse vale la semplice regola: sempre di più, sempre più esagerate. Mi domando fino a dove vogliano spingersi con il quinto film della serie, anche se un'idea ci viene spiattellata durante la scena finale. La racconto? Non la racconto? Ma chissenefrega, mica vi guardate Sharknado per la trama! Ecco cosa succede: quando tutto sembra finito, quando la solita famiglia americana si ricompone in allegria, dal cielo arriva roteando come una stellina ninja la TORRE EIFFEL, che si conficca nel terreno con un roboante frastuono mentre a cavalcarla s'intravede una figura femminile: Nova. Sì, lo Sharknado pare non sarà più un problema solo americano, ma anche mondiale! Sono qui che mi frego le mani all'idea di quale altro delirio vedremo l'anno prossimo.
Per il resto, Sharknado 4 continua seguendo fedelmente i binari dei film precedenti:
  • povertà realizzativa disarmante
  • capacità attoriale imbarazzante
  • citazioni a profusione saccheggiando a piene mani dal dorato mondo dei nerd
  • camei di celebrità finite sul viale del tramonto e riesumate per l'occasione.
Sui primi due punti non ho altro da dire: il budget non è cambiato di una virgola e gli attori sono tutti dei cani, anche se, come sempre, Ian Ziering si impegna come non mai. D'altronde è anche produttore, se non ci crede lui nel progetto chi mai può farlo?

Matrioska di squali. Epic Win.
Il gioco delle citazioni a me diverte tantissimo, ormai ho capito che non devo stancarmi perché so che è uno dei giochi a cui noi spettatori affezionati ci prestiamo durante la visione. Ecco un elenco parziale di quelle che ho colto più o meno immediatamente:
  • Non aprite quella porta: durante le scene in Texas, una famiglia intera affronta il tornado con una sega elettrica in mano; un paio di attori hanno partecipato ai film originali ed uno dei personaggi si chiama Gunnar;
  • Tutta la scena in cui compare Steve Guttenberg è fantastica e richiama Christine La Macchina infernale grazie all'apparizione di una Plymouth rossa. Sono sincero: ho riso di gusto. Sono onesto: mi basta poco;
  • "Buckaroo Banzaiiiiiii!" urlato da Reynolds quando si lancia nel vuoto: lo dicevo nella recensione omonima, a me il film non è piaciuto ma per molti è un cult imprescindibile;
  • Baywatch: porco mondo, hai a disposizione David Hasselhoff, perché non citare Baywatch? Ovviamente, eccovi serviti: compaiono Alexandra Paul e Gena Lee Nolin che corrono come nella sigla ma... beh, vengono tristemente divorate da due squali radioattivi;
  • Terminator: April / Tara Reid pronuncia in due punti diversi due battute iconiche: "I'll be back" e "Come with me if you want to live";
  • "Hail to the king" dell'immancabile Armata delle Tenebre: compare un Hail-to-the-nado...
  • Star Wars, ovviamente, con l'altrettanto immancabile "Che la Forza sia con te" quando April accende una spada laser (sì, ci sono anche queste)
  • Aliens scontro finale: l'esoscheletro di Fin è un chiaro omaggio;
  • Infine, quella che per me è la migliore di tutte: "He's a sharknado whisperer", l'uomo che sussurrava agli sharknado (riferito a Fin, ovviamente). Poesia allo stato puro.
Escucha muchacha... io ho bisogno di sapere una sola cosa: donde està! 
Parliamo invece degli attori e dei camei principali degni di menzione:
  • Gary Busey nel ruolo dello scienziato pazzo padre di April. Se il nome non vi dice nulla, vi consiglio caldamente:
    • 1) di fustigarvi
    • 2) di guardare IMMEDIATAMENTE questi due film pietre miliari sul mondo del surf: Un mercoledì da leoni e Point Break. Mi ringrazierete per l'eternità. Per quanto riguarda il buon vecchio Gary, non parliamo di declino, sarebbe come sparare alla Croce Rossa;
  • Masiela Lusha nella parte della cugina Gemini. Lo ammetto: mi aspettavo una sorta di love interest tra Fin e la cugina, se mai fosse successo avrei applaudito gli sceneggiatori per aver seguito il detto "Non c'è cosa più divina...". Bando alle ciance, nemmeno sapevo chi fosse Masiela, ma è evidentemente materiale buono per il Neurone Numero 4, sempre presente quando si tratta di Sharknado;
  • Paul Shaffer, affermato musicista, pianista e compositore che conoscerete sicuramente se avete visto in passato lo show di David Letterman;
  • Lloyd Kaufman, una delle due menti pensanti della Troma e regista di caposaldi quali Toxic Avenger e Tromeo and Juliet; compare un microsecondo come tecnico della Astro-X, ma resta simpatico lo scambio di omaggi Asylum / Troma
  • Vince Neil dei Mötley Crüe compare come ospite di un casinò a Las Vegas.
Eccoli, direttamente da Texas Chainsaw Massacre!
Sharknado, come sempre, porta in dote anche una serie di scene che verranno ricordate per la loro idiozia, assurdità ed epicità; qui di seguito, una carrellata con una personale selezione.
  • Sappiate che April, ora che è Iron Man elettrificata (e forse anche radioattiva) può riportare in vita i malati con due squaletti usati come defibrillatori!
  • Nel delirio del tornado finale, assistiamo impotenti ad una scena che avrebbe fatto esplodere il Collodi con una ovazione: uno squalo mangia un secondo squalo, ma viene inghiottito da un terzo che, a sua volta, viene divorato da un quarto per finire in bocca ad una balena. La cosa brutta brutta brutta è che all'interno dei vari squali e balena c'è tutta la famiglia di Fin...
  • Non vengono toccati solo l'Hoover Dam e il Gran Canyon: anche il Monte Rushmore, altro simbolo americano, viene colpito dalla furia dello sharknado.
  • Fin sfoggia l'arma definitiva: una spada-moto-sega che ricorda vagamente quella di Kylo Ren in Star Wars: il Risveglio della Forza.
  • In una delle prime scene, viene omaggiata perculata la carriera di spogliarellista intrapresa da Ian Ziering; i Chippendales affrontano gli squali volanti e li fermano con la mossa di... Elvis The Pelvis in the Memphis. Fatevi un favore e rinfrescatevi la memoria con questo pezzo di storia della televisione italiana: https://www.youtube.com/watch?v=3Y96M7iEdPw
  • Una delle sequenze più folli e totalmente assurde ha come protagonista uno sferoide composto da spago tipo quello da cucina e tanti squaletti incastrati. La palla è un monumento grosso così e semina distruzione per la città; solo Fin riesce a fermarla semplicemente legandola ad un lampione.
  • Altra sequenza cult presa da Las Vegas: Fin e famiglia si salvano a stento su un galeone trash presente nella scenografia di un albergo; la nave però affonda perché si scontra fatalmente contro uno scoglio di squali. Sì, indovinate come l'hanno chiamato? Sharkberg, ovviamente...
  • Subito dopo vediamo Fin e morosa del figlio a bordo di una macchina, lanciata giù dal tetto dell'hotel per cercare salvezza dal tornado; usando le portiere come alettoni improvvisati, l'auto plana sulla strada senza troppi danni. Punto esclamativo (!).
Colpo del Pacco Dirompente!

Auto e portiere-alettoni.
Chiamate Vin Diesel,
c'è un'ideona per Fast 8!
In definitiva, nonostante i soliti aspetti negativi che è inutile rimarcare in questa sede, aspetti che ne sono ormai un tratto peculiare a cui, peraltro, devo aggiungere un David Hasselhoff sottotono più impegnato a fare il nonno che a spaccare i culi come nel terzo della serie, Sharknado 4 si è rivelato una sorpresa: intendiamoci, il film è terribile, esattamente come tutti gli altri, ma ha l'indubbio pregio di non fermarsi mai, di divertire e di regalare un'ora e mezza di visione spensierata. Se siete persone serie, vecchie dentro e fuori, evitate il film come la peste. Se avete voglia di risvegliare lo spirito cazzone che c'è in voi, questa potrebbe essere l'occasione giusta.

E ora sotto con il 5, #TeamNova ci aspetta, perbacco!
In fondo, come sempre, troverete il Neurone Numero 4 ad aspettarvi.


Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 4
No, seriamente? Il livello di trama è ridicolo, ci sono diversi sharknado che, inspiegabilmente, si propagano e diventano sempre più potenti. Fine della storia.
Musiche: 6,5
Lasciamo stare il tema spacciato in stile Star Wars e concentriamoci sulla frizzante canzone che si sente nei titoli di testa: orecchiabile!
Regia: 5,5
Poco meno che sufficiente, gli effetti speciali sono atroci, le inquadrature idem ma si lascia comunque guardare.
Ritmo: 8
Il ritmo è il punto di forza del quarto film, insieme all'accozzaglia di idee assurde messe a casaccio una dietro l'altra. Sharknado 4 è un Eurostar sparato senza freni.
Violenza: 7
La rappresentazione grafica è inguardabile, ma ci sono tanti squaletti che mozzano teste e accoppano i personaggi. Onestamente, non posso chiedere di più.
Humour: 7
Ecco un esempio di film che non si prende minimamente sul serio: e fa benissimo, questa è la strada giusta.
XXX: 1
Non posso dare zero a Gemini...
Voto Globale: 7
Voto relativizzato, esattamente come gli altri tre della serie: è un tre se volete giocare a fare gli adulti rompiballe, è un 7 se, invece, volete evadere per qualche decina di minuti. Un pelino meglio del terzo, oltretutto.

Gena Lee Nolin (la mia preferita in Baywatch, altro che Pamela Anderson o Carmen Electra!)



Masiela Lusha




Ryan Newman




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