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martedì 25 giugno 2013

L'uomo d'acciaio (2013) | Recensione

L'uomo d'acciaio
Voto Imdb: 8,00

Titolo Originale:Man of Steel
Anno:2013
Genere:Fantascienza / Supereroi
Nazione:Stati Uniti
Regista:Zack Snyder
Cast:Henry Cavill, Amy Adams, Russell Crowe, Michael Shannon, Kevin Costner

Prima di partire in quarta con la recensione, a costo di apparire monotono come il Vecchio Fido che esordiva sempre con un: "Come diceva sempre mio nonno...", desidero fare qualche doverosa premessa su questo film che ha un po' diviso il pubblico fra entusiasti e delusi. Ok, ora che avete sbirciato il voto e sapete di quale delle due fazioni faccio parte, iniziamo!
1) Non ho mai letto i fumetti originali di Superman, pertanto non mi lancerò in paragoni azzardati. Giudicherò il film esclusivamente in base a quello che ho visto al cinema.
2) Ovviamente sono cresciuto con la saga cinematografica di Richard Donner & Christopher Reeve, ma non ho mai visto Superman Returns di Bryan Singer, saltato in grande stile perché non mi ha mai ispirato granché. In aggiunta, non ho mai visto Smallville né tanto meno Lois & Clark. Frega-una-cippa, detto fra noi.
3) Apprezzo moltissimo il regista Zack Snyder. Probabilmente a qualcuno verranno le convulsioni: pazienza. Ho conosciuto Zack con 300, ho recuperato L'Alba dei Morti viventi e l'ho adorato, ho visto Watchmen e apprezzato il suo stile visionario, e mi sono pure sparato il flop Sucker Punch, per molti il suo film peggiore, per me invece un delirio visivo che merita un assaggio, fosse anche solo per la sua atmosfera malata.
4) Se avete seguito qualche mia vecchia recensione, sarete certamente in grado di delineare un quadro psicologico del sottoscritto: vittima di facili entusiasmi, non avvezzo a seghe mentali eccessive, incline al colpo di sonno se entro tot minuti non avviene un'esplosione, portato più per l'estetica che per la riflessione. Ovviamente nel circoscritto ambito del "cinema di evasione", di cui si parla in modo specifico in questo Blog.
5) Superman targato Christopher Nolan? Permettetemi una grassa risata. Qui la mano pesante è di Zack Snyder. Punto.

Toh, pigliatevi questo wallpaper stiloso.
Iniziamo dal punto cinque. Quello che ci fa parlare del gioco delle aspettative. Quello che ti fa dire: "Orco giuda, Christopher Nolan ha preso in mano il progetto e, visto il successo mostruoso del Cavaliere Oscuro / Batman, magari intende fare la stessa operazione con Superman. Verrà fuori una figata mega-galattica!" A mio avviso, niente di più sbagliato: quello che io temevo per fortuna non è successo. Perché nolanizzare (passatemi questo termine) Superman è pressoché impossibile. Vi spiego in due righe in cosa consiste la nolanizzazione. Si prende un soggetto, lo si demolisce, lo si ricostruisce in ordine diverso - a volte addirittura inverso, altre volte in modo apparentemente randomico, altre volte ancora in modo da far sembrare la storia una matrioska di piccole storie incastonate una nell'altra - si ammorba il risultato ottenuto con atmosfere cupe e adulte, si elimina ogni traccia di umorismo e si aggiunge una spruzzata finale di figaggine ché non guasta mai. Prendiamo Batman: è un essere umano. E' fragile, lo puoi uccidere e puoi costruirgli addosso una caratterizzazione oscura, sfaccettata, dove non esiste solo bianco o il nero, ma tutte le sfumature in mezzo. E lo inserisci in un contesto fantastico e iper-realistico al contempo dove però tutto ha un suo perché. Invece Superman è un alieno. Un semidio quasi invincibile.  Un eroe senza macchia e senza paura, una leggenda che sfreccia nei cieli da 75 anni. Ditemi come minchia si fa a renderlo più umano senza tradirne i punti salienti e originari. In realtà sono certo che leggendo qualche graphic novel questa metamorfosi sia già avvenuta, e pure brillantemente, ma non voglio entrare in un campo minato data la mia ignoranza sul tema e tronco qui. Quello che voglio dire, più semplicemente, è che se guardo Superman, me ne sbatto allegramente la ciolla di introspezione, dilemmi, responsabilità, drammi interiori e matrioske incomprensibili. Superman deve volare, salvare i buoni e prendere a pizze in faccia i cattivi. Il resto è solo contorno. Datemi del bimbominchia mai cresciuto e siate contenti dell'insulto.
Tornando a Nolan, affermo con aria da bulletto che, di fatto, costui abbia preso il soggetto originale, gli abbia dato qualche aggiustata qua e là e l'abbia passato al suo sceneggiatore di fiducia David Goyer. Il quale a sua volta ci ha messo del suo e l'ha passato al regista Snyder che - permettetemi questa ridicola catena di montaggio - ha preso il tutto, l'ha seguito per metà film, e di punto in bianco ha deciso di fare di testa sua inserendo scene di battaglie ciclopiche che, sommate fra loro, durano un'oretta abbondante. Piazzando qua e là ingenuità a iosa, scene assurde al limite del ridicolo, e tanta, tanta, TANTISSIMA roba che esplode, crolla, si disintegra, rimbalza, si accartoccia, fa UNZ UNZ UNZ dietro ogni angolo. Se quindi vi aspettavate la nolanizzazione di Superman, rimarrete molto, molto delusi.

Russell Crowe / Jor-El
Ovviamente qualcosa di diverso dal Superman a cui siamo abituati, c'è: innanzitutto per una buona mezzora assistiamo a quello che avviene su Krypton, che per me era solo una desolata landa ghiacciata governata da Marlon Brando. Qui invece vediamo qualche scorcio in più, ci gustiamo il livello tecnologico raggiunto dai suoi abitanti, inorridiamo di fronte alla descrizione di come si regola la società (in pratica i kryptoniani non trombano da secoli, dal momento che i bambini nascono programmati e sbocciano da una specie di  Albero della Vita sottomarino tipo Matrix o Dark City), vediamo come il Generale Zod voglia cambiare l'ordine precostituito dei governanti vecchi e imbolsiti (lui, il rivoluzionario idealista patriota militare, sembra essere il vero buono! Ok, ho esagerato.), e dulcis in fundo, vediamo Russell Crowe impersonare il babbo di Superman, facendo suo il ruolo che fu di Marlon Brando. Il neonato Kal-El / Superman / Clark Kent viene ordunque spedito nello spazio tramite super-supposta argentea, non prima di subire un'operazione in cui Russell Crowe prende un mezzo teschio (che contiene il codice genetico di milioni di kryptoniani) e lo impianta nelle cellule del pargolo.
A questo punto il film fa uno stacco e vediamo Clark Kent che gira per il mondo di cerca di una propria identità. Eh già, saltiamo a piè pari tutta l'infanzia del Nostro, che verrà rievocata qua e là da frequenti flash back che rendono la narrazione non lineare - questo sì  marchio di fabbrica del duo Nolan - Goyer - ed è qui che inizia la vera storia, della quale non racconto altro: a voi il gusto di (ri)scoprirla e vedere le differenze con il Superman donneriano.

Immaginatemi con gli occhi a cuoricino *_*
Così come da questo punto del film inizia la vera storia, da questo stesso punto si dipana la mia recensione, articolata in quattro paragrafi.
  • Il Cast
  • Le Minchiate
  • La Sboronaggine
  • Il Commento Finale
Il Cast
Dal trailer dovreste averlo già capito: è un gran bel cast, che personalmente ho apprezzato molto.
Superman è Henry Cavill. Eterno secondo nei casting di mezza Hollywood, fu scartato ai provini di James Bond / Casinò Royale in favore di Daniel Craig, e fu superato da Robert Pattinson per Twilight, da Christian Bale per Il Cavaliere Oscuro e da Brandon Routh per Superman Returns. Insomma, l'apoteosi della sfiga. Attore certamente non espressivo, ma sicuramente fisicamente adatto per la parte (qui lascerei parlare le ragazze, ma evito.)
Amy Adams / Lois Lane
Lois Lane è Amy Adams. A molti non è piaciuta. A me sì. Al di là del fatto che come attrice è decisamente versatile e dotata, devo dire che Amy ha reso perfettamente la parte. Una Lois un po' diversa dal solito, che potremmo ribattezzare Mercoledì perché sempre in mezzo alle palle ma resta dolce, spigliata, a tratti grintosa. Una sola perplessità: sembra più una MILF che una ragazza e ho paura per i vari seguiti. Poi ripenso a Gwyneth Paltrow e alla sua splendida Pepper Pots e mi tranquillizzo un pochino.
Il Babbo biologico di Superman (perdonatemi, non ricordo come si chiama) è Russell Crowe. In molti hanno davanti agli occhi il Russell imbolsito, rotondo-rotolante e quasi irriconoscibile degli ultimi tempi, ma... qui rulla di brutto! Forse per merito della CGI o delle armature che nascondono un po' il fisico. Resta però convincente nella parte.
Kevin Costner / Kent Senior
Il Babbo adottivo di Superman, Kent Senior è Kevin Costner. Qui bisognerebbe fare un distinguo: il personaggio in sé è forse la cosa più ridicola di tutto il film (ci torneremo), ma l'interpretazione di Kevin è assolutamente PERFETTA. Misurato, drammatico quando serve, frustrato e frustrante per il resto delle sue apparizioni.
Zod, il supercattivo è Michael Shannon. Oh. A me è piaciuto abbestia. Non basta digrignare i denti al limite del bruxismo per essere convincenti. Devi essere convinto tu per primo. E Shannon lo è in tutte le scene in cui compare.
Faora è Antje Traue. Ecco. Per me, la resta migliore fra tutti. Lo dicevo in tempi non sospetti: Antje è un'attrice da seguire con attenzione, e noto con piacere di non essermi sbagliato. Guardare Pandorum - L'Universo Parallelo per credere. Ok, lo ammetto: Faora m'attizza assaje.
Poi c'è Morpheus, ops Laurence Fishburne, ma il personaggio è più una macchietta che altro. Mi aspetto una presenza ben maggiore nel sequel (Perry White, il direttore del giornale Daily Planet). E Diane Lane, magistrale nella parte della mamma terrestre di Superman.
Insomma, si passa da interpretazioni perfette (Antje Traue) ad altre senza infamia e senza lode (il protagonista), ma niente di scandaloso. Gli attori per me funzionano.

Antje Traue / Faora. Sì, fammi maleeeeeeeeeee!
Le Minchiate
Secondo punto, ahimè doloroso: L'Uomo d'acciaio è infarcito di una marea di cazzate colossali. Vi cito qualche esempio, perché faccio prima. C'è qualche spoilerino, se volete saltate, ma non è niente di eclatante.

Michael Shannon / Generale Zod
  • Questo è un difetto originario più che del film in sé, ma lo scrivo lo stesso. Il Grande Consiglio di Krypton sa che il pianeta è morente. Perché allora condannare i supercattivissimi spedendoli nello spazio, rendendoli - di fatto - gli unici sopravvissuti della stirpe? Non sarebbe stato meglio incatenarli ad una montagna stile Prometeo e aspettare il corso naturale delle cose per farla finita con loro? No, eh?
  • Non sono uno scienziato, ma un interrogativo che mi pongo è il seguente. Perché il codice genetico dei kryptoniani è inserito in un mezzo teschio che Russell deve andare a pescare chissà dove, e per di più deve iniettarlo nel corpicino di Kal-El? Voglio dire, le informazioni genetiche non sono già di per sé incluse nel corpo di ciascun essere vivente (kryptoniano o terrestre non importa)? Mi spiegate questa cazzata colossale? O ho capito male qualche punto? E poi. Per iniziare una stirpe stile Adamo ed Eva, di solito non occorre una coppia?!?!? Come avrebbe dovuto riprodursi Kal-El? Per partenogenesi? O fare come Geppetto,  l'uomo più potente del mondo?
  • Fatemi capire una cosa. La storia cinematografica dei supereroi è costellata di Grandi Insegnamenti e di Grande Morale, tipo il pippone che veniva fatto alla fine di ogni puntata di He-Man e i Dominatori dell'Universo. Voglio dire: lo zio di Peter Parker / Spider Man, prima di tirare le cuoia, se ne esce col tormentone del decennio col quale ci hanno frantumato gli zebedei per una intera saga: "Da grandi poteri, derivano grandi responsabilità e blablabla". Batman ci insegna che per elaborare il lutto bisogna avere una maschera, un ideale e un fracco di soldi. Tony Stark ci insegna che i soldi non sono tutto: bisogna essere anche sboroni. E Kevin Costner cosa ci insegna, invece? "Figgggghiommio, se ti fai vedere ti vivisezionano! Stai schiscio! Se ti trovi davanti al bivio fra salvare dei bambini e rivelarti, e far morire i bambini continuando a vivere nell'anonimato, indubbiamente la scelta più saggia sarebbe lasciarli crepare. Inserendo la retromarcia per essere sicuri." Forse nel Kansas ragionano così e noi non lo sappiamo.
  • Clark Kent scopre di essere un alieno in età adulta, dopo che da piccolo accetta di essere... speciale. La sua reazione? Un misto fra "Ah, me ne ero accorto" e un "Esticazzi?"
  • In uno spiegone ci dicono che i kryptoniani hanno spedito migliaia di astronavi in giro per l'universo conosciuto. Perché CASUALMENTE la tuta di Clark Kent si trova nell'astronave arrivata sulla Terra decine di migliaia di anni prima?! Mi sono perso qualche passaggio?
  • Perché i cattivoni kryptoniani chiedono espressamente che anche Lois Lane salga sull'astronave insieme a Superman, quando lo prendono in ostaggio? Quale utilità può avere questa richiesta assolutamente insensata?
  • Una menzione d'onore, più che cazzata, devo farla alla scena in cui Superman impara a volare. Ditemi voi se non era un sublime, cristallino, nostalgico omaggio a Ralph Supermaxieroe! 
Lawrence Fishburne / Perry White
Ci sono altri Grandi Interrogativi che qui ho omesso per non fare spoiler ben più pesanti. C'è però una nota interessante: come anticipato, l'ultima ora di film è tutta incentrata sulle scene di distruzione di massa della città causate dal combattimento fra Superman e i cattivi. Noi siamo abituati a vedere il Nostro anteporre il Bene dell'umanità a tutto il resto. Qui invece se ne sbatte allegramente: chissenefrega se nel combattimento vengono abbattuti grattacieli e quartieri interi: l'importante è accoppare il Cattivo! Ecco, forse questo è il più grande cambiamento effettuato sulla personalità dell'Eroe. E a me questa cosa garba parecchio.

Ancoooooraaaaaaaaahhhh!!!!
La Sboronaggine
Invece di mille parole, innanzitutto vi linko questo esilarante articolo:
Science estimates that the damage done by Man of Steel was worse than 9/11 (trad. letterale: La scienza stima che i danni provocati dall'Uomo d'acciaio siano peggiori di quelli dell'11 Settembre). Per chi non ha dimestichezza con l'inglese, vi riassumo brevissimamente il contenuto: nella scena del combattimento finale a Metropolis (la città immaginaria di Superman, un misto fra Chicago e New York), in barba alla palesata bontà sovrumana dell'Eroe, avvengono infinite scene di distruzione di massa, al punto che sono stati provocati danni collaterali ingenti: 129.000 uccisi dagli edifici distrutti, 250.000 dispersi e almeno un milione di feriti. Con un ammontare di danni superiore a 2 MILA MILIARDI di $.
Questo per dirvi cosa? Che se c'è da fare gli sboroni, chiedete a Zack Snyder e avrete il risultato garantito. 
Personalmente lo scontro che mi è piaciuto di più è avvenuto un po' prima: è quello a Smallville, dove Superman e Faora se le danno di santa ragione. Devo dire che è una delle scene di combattimento più riuscite di questo genere cinematografico, roba da bava alla bocca e pop corn che volano da tutte le parti.
Infine, se dovessi stilare una personale classifica delle scene di distruzione di massa più soddisfacenti, verrebbe fuori una cosa di questo tipo:
1) Transformers 3 di Michael Bay
2) L'Uomo d'acciaio di Zack Snyder, staccato di pochissimo
3) The Avengers di Joss Whedon

Superman al patibolo o no?
Il Commento Finale
Dopo che vi ho elencato il sunto delle cazzate più agghiaccianti, dopo che avete capito che questo è un film dove il pedale dell'acceleratore è sempre pigiato a tavoletta, sono sicuro che saranno in tanti a storcere il naso. Io invece vi dico: vi ricordate le mie premesse? Ecco. Chissenefrega delle cazzate. Quelle mi sono venute in mente solo dopo la visione, a mente fredda e passata una notte ad elaborare. Mentre ero al cinema, invece, ero rapito dalla Sboronaggine. Le Minchiate, di fronte a tale tracotanza, scivolano via come lacrime nella pioggia (cit.). Il film in sé si prende fottutamente sul serio ed è privo di quel clima un po' scanzonato che si vede nelle ultime produzioni Marvel, ma senza ombra di dubbio è intrattenimento allo stato puro che può risultare incredibilmente appagante se lo si guarda con le giuste aspettative e senza eccessivo spirito critico. Al grido di: "Meno Nolan, più Zack Snyder!" vi saluto e vi do appuntamento al sequel, programmato, forse, per il 2014.

 Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 5
Non posso sorvolare sulle enormi cazzate della sceneggiatura. Poi, per carità, in sede di valutazione finale ho chiuso un occhio - se non entrambi...
Musiche: 8
Hans Zimmer perfetto. Non viene utilizzato il memorabile theme di John Williams, e qui sicuramente non è presente una melodia in grado di sostituirla, ma l'impianto orchestrale fa la sua porca figura, accompagnando brillantemente le scene più concitate.
Regia: 8
Se odiate la camera-parkinson, togliete pure due punti secchi. Per me la regia è assolutamente degna di nota, tanto che le sequenze memorabile sono ben più di un paio, culminanti con lo scontro a Smallville e quello a Metropolis. E, per di più, Snyder non ha usato il ralenty - di questo lo ringrazio sentitamente.
Ritmo: 9
Forsennato dall'inizio alla fine, con una leggera flessione in mezzo, coincidente con la parte Jor-El / Lois Lane. Peccato veniale, perché è tutto un preludio al finale con i fuochi d'artificio.
Violenza: 7
Beh, non si può parlare di violenza come quella di un horror / slasher, ma indubbiamente se vedi palazzi crollare fra l'indifferenza dei contendenti che si saccagnano di botte, non si può non pensare alle migliaia di probabili vittime di danni collaterali...

Humour: 5
L'umorismo non è di casa nelle produzioni Nolan, e questo non fa eccezione. Il film è anzi tronfio, pieno di sé, per nulla spiritoso. In altri contesti avrei storto il naso, non però in questo caso.
XXX: 0
Zero.
Voto Globale: 8
Promosso. Una produzione in grande stile, un fumettone divertente da guardare senza porsi troppi interrogativi, una riscrittura di una leggenda dei comics in chiave moderna: il risultato finale è soddisfacente, anche se per molti il finale è eccessivamente lungo e fracassone. Ma non per me.

giovedì 22 novembre 2012

Pandorum - L'universo parallelo (2009) | Recensione

Pandorum - L'universo parallelo
Voto Imdb: 6,8

Titolo Originale:Pandorum
Anno:2009
Genere:Fantascienza / Horror
Nazione:Stati Uniti / Germania
Regista:Christian Alvart
Cast:Dennis Quaid, Ben Foster, Antje Traue, Cung Le

Diciamolo, questa immagine fa scena come apertura di articolo.

Giusto per darvi un'idea.
Esistono alcuni retroscena che voi lettori non potete conoscere. Verità scomode e nascoste che tutti tacciono. Oggi, in via eccezionale e solo perché vi voglio bene, ve ne svelo una. Guardando Pandorum - L'universo parallelo, tu (tu generico) sottoscrivi un contratto. Anche se non lo sai, anche se non te ne accorgi. Poi ti viene voglia di parlare, di questo film, e come per magia ecco che i termini del contratto sbucano fuori dal nulla. Per poter recensire Pandorum, tu (tu recensore) devi fare due cose:
1) La Battuta
2) Vaccaboia, il déjà vu!

1) La Battuta
Pandorum? E che è? L'astronave della Bauli in periodo natalizio? [1]

2) Vaccaboia, il déjà vu!
E' un dato di fatto. Guardando Baulium [2] è impossibile non essere assaliti da quella sensazione che ti fa borbottare: "Uhm, questa scena mi ricorda qualcosa... ma certo!"
E man mano vengono in mente alcuni capisaldi della corrente fanta-horror recente e meno recente. Al primo posto cito "Punto di non ritorno" (Event Horizon), un gioiellino di Paul WS Anderson il quale, oh che coincidenza!, è qui produttore esecutivo. Il secondo titolo è "Dead Space": non un film ma un videogioco, guarda caso costellato di scene buie e claustrofobiche mentre orridi esseri sbucano dal nulla. Al terzo posto cito doverosamente "Alien" (sul quale non spreco altre parole) ed infine estraggo dal cilindro delle citazioni "The Descent", capolavoro horror di Neil Marshall che forse non tutti conoscono, ma che è senza ombra di dubbio meritorio di attenzione nonché un film fottutamente claustrofobico. Potrei aggiungere anche "Pitch Black" giusto perché entra nel calderone dell'horror fantascientifico (o della fantascienza orrorifica, fate voi), ma in realtà le somiglianze sono minori. Da ciascuno di questi titoli, Melegattium [3] prende a piene mani diversi elementi, li rimescola fra loro e dà origine ad un risultato finale sicuramente di tutto rispetto, pur non facendo dell'originalità il suo punto di forza.

Ecco, ora che ho rispettato il contratto, posso continuare a recensire scevro da altri obblighi.

Il dolce risveglio.
Di cosa parla Paluanium [3]?
Siamo nell'astronave Elysium, in viaggio verso Tanis, un nuovo pianeta dalle caratteristiche simili alla Terra. Povera Terra: sovrappopolata all'inverosimile e sull'orlo del collasso con i suoi 27 miliardi di abitanti. La scoperta di Tanis dà nuova linfa alle speranze dei terrestri di trovare una seconda patria. Ecco quindi la spedizione colonizzatrice sulla Elysium: 65.000 coloni in viaggio verso una nuova terra promessa. Per raggiungere il pianeta ci vogliono 123 anni luce. L'equipaggio deve quindi viaggiare in iper-sonno ed organizzarsi in turni di risvegli in modo da garantire una corretta navigazione. Quando però si svegliano prima il caporale Bower (Ben Foster) poi il tenente Payton (Dennis Quaid), questi si rendono conto che c'è qualcosa che non va: il settore dell'astronave in cui si trovano è deserto, il loro iper-sonno è durato molto più del previsto e il reattore è a rischio di collasso e deve essere riattivato manualmente. E per di più, a causa del lungo iper-sonno, si sono svegliati senza memoria e deve passare del tempo prima che i frammenti di ricordi si ricompongano in un flusso sensato. Insomma, sono cazzi amari se non si interviene subito. Bower si offre di andare in avanscoperta lungo gli opprimenti e tenebrosi corridoi della nave, mentre Payton coordina le sue mosse attraverso la console di comando. I problemi arrivano a grappoli quando Bower capisce che non sono soli: disgustosi esseri antropomorfi sbucano dal nulla e cercano di fargli lo scalpo; a salvarlo saranno Nadia (Antje Traue) e Manh (Cung Le), membri dell'equipaggio risvegliatisi da tempo, in turni diversi. Qual è la causa di questo macello? Chi o cosa c'è dietro? Qual è il segreto della Elysium e della Terra? Per non parlare del Pandorum, che è sempre in agguato, pronto a colpire chiunque. Ma cos'è il Pandorum? E' uno stato di allucinazione causato dall'iper-sonno, a causa del quale chi ne è colpito impazzisce, ha visioni e si comporta in modo assurdamente folle, ossessivo, delirante.

Alcuni protagonisti.
Dai, diciamocelo, questo spunto è interessante a prescindere: chi se ne frega se è un frullato di altri film ed altre trame. Se, come me, siete interessati al risultato finale, all'atmosfera, alla voglia di capire come va a finire (non che ci voglia un genio), beh, se di fronte all'ennesimo déjà ju fate spallucce e borbottate "esticazzi?!", allora questo è un film che potrà darvi delle soddisfazioni. Il regista Christian Alvart ha confezionato un film solido, potente, non esente da difetti (poi ci torniamo) ma coerente dall'inizio alla fine. E con una forza visiva davvero splendida. Il punto di forza di Baloccum [3] è sicuramente la scenografia. La resa dei corridoi della Elysium è assolutamente eccezionale, resa tale da un misto di set e di computer grafica. La scenografa concorre fortemente alla felice resa dell'atmosfera cupa, opprimente, malsana che si respira nell'astronave. In questo, il film è sicuramente debitore a Punto di non ritorno, come accennato al Paragrafo 2 del Contratto. I due protagonisti hanno poi reso davvero convincenti i loro personaggi: Dennis Quaid recita quasi tutto il tempo solo col volto e, sticazzi, è davvero bravo. Ditemi voi se riuscite a rendere in modo perfetto il personaggio del Tenente Payton standosene sempre seduti su una cazzo di sedia mentre il povero Bower il Pirla va a farsi il culo là fuori. Insomma, grande Dennis. E grande Ben Foster, assolutamente dentro la parte e totalmente credibile. Vogliamo poi parlare di Antja Traue? Attrice decisamente interessante, che fra l'altro ritroveremo nel film "Man of Steel" di Zack Snyder (il reboot di Superman per intenderci). Un altro aspetto positivo, che coinvolge sempre l'aspetto visivo, è il make-up a cura dello Stan Wilson Studio, davvero eccezionale anche se i mostri risultano alla fine troppo simili a quelli visti in The Descent. 

Dennis per tre quarti del film: così.
Sì, va bene, si è visto che il film ti è piaciuto. Ma è davvero questo gran capolavoro?
Ovviamente non è un capolavoro. La sua mancanza di originalità, che è un pregio quando fa sì che lo spettatore venga proiettato immediatamente nel suo mondo fantastico, è anche il suo più grande limite. In questo contesto diventa difficile se non impossibile sorprendere. La trama, in fin dei conti, risulta banale pur partendo da un ottimo cliché (i protagonisti che si risvegliano senza memoria in una situazione disperata in cui devono capire il perché e come salvare le chiappe) perché lo svolgimento è decisamente lineare e gli indizi disseminati fanno capire, con un certo margine di anticipo, quale potrebbe essere l'apparentemente imprevedibile sviluppo.
In secondo luogo, ci sono alcune pecche registiche e di fotografia che rovinano l'ottimo impatto visivo. Nelle scene di combattimento si abusa eccessivamente:
- degli scuri
- di riprese accelerate e ipercinetiche
Ecco un mostriciattolo.
The Descent, nevvero?
con il risultato che non si capisce un cazzo di quello che avviene sullo schermo. E a me questa cosa irrita profondamente. Io voglio essere sempre al centro, voglio vedere e capire tutto. Se questo non avviene, la prima cosa che faccio è insultare il regista. Che è un tedesco. E con i registi tedeschi non si scherza, anzi a volte si viene colpiti da brividi di terrore (chi ha detto Uwe Boll?) Mi rendo conto che accostare Uwe Boll a Christian Alvart per quest'ultimo possa suonare come un insulto: ben lungi da me pensare ad una cosa del genere. E neanche mi metto a scomodare il teutonicissimo e iper-tronfio Roland Emmerich. Quindi teniamoci buono questo Alvart.

Merita sì, perdincibacco.
In definitiva, Verganium [3] merita?
Per me, assolutamente sì. Se riuscite a passare sopra i difetti, è un film che può regalare intrattenimento puro e un'ora e quaranta di buona visione. Il film era stato pensato come la prima parte di una trilogia, ma purtroppo è stato un fiasco al botteghino, al punto che non ha nemmeno recuperato tutto il budget (Wiki parla di 33 milioni di dollari contro 20 di incasso). Peccato, niente seguiti. Evidentemente ci sono stati anche problemi di scarsa pubblicità, unito al fatto che è un film che in pochi si sono cagati; discorso a parte quello della distribuzione italiana: il film è del 2009, in Italia l'abbiamo visto al cinema nel 2010 inoltrato. Chapeau.

Promosso, in ogni caso.

Note a piè di pagina
[1] Ridono tutti. [4]
[2] Ragazzi, questa era davvero sottile.
[3] Almeno non mi potete dire che ho fatto pubblicità: sono imparziale, io.
[4] Cit. Rorschach [5]
[5] Se non l'avete colta, sollazzatevi qui: Figures in action


Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 6
Ottimo spunto di partenza, per quanto sia un cliché abusato. Discreto e lineare nel proseguimento, con qualche leggero colpo di scena.
Musiche: 6,5
Ambient-garage-electro e non so cos'altro. Niente di eccezionale, va detto, ma adatto alle atmosfere che peraltro si basano più sugli effetti sonori che sulla musica.
Regia: 7
Davvero ottima; il punteggio è penalizzato da alcune scelte stilistiche che rendono incomprensibili le scene veloci.
Ritmo: 8
Un film che non stanca, con la giusta dose di mistero, suspense e accelerazioni horror piazzate nei punti giusti.
Violenza: 7
Un paio di scene anche splatter ben inserite nel contesto generale.
Humour: 2
Dai, che vi aspettate da un regista tedesco?
XXX: 2
Niente di niente, se non qualche inquadratura da fan-service sulla scollatura di Antje Traue. Tenetela d'occhio, parola di Neurone Numero 4.
Voto Globale: 7,5
Oh, a me è piaciuto. So che per molti non è stato così, evidentemente sono di bocca buona. Per me è un tentativo riuscito di mischiare anzi centrifugare molte tematiche tipiche del fanta-horror per ottenere un risultato finale soddisfacente.
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