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lunedì 13 aprile 2015

Fast & Furious 7 (2015) | Recensione

Fast & Furious 7
Voto Imdb: 8,1
Titolo Originale:Furious 7
Anno:2015
Genere:Azione
Nazione:Stati Uniti
Regista:James Wan
Cast:Vin Diesel, Jason Statham, Michelle Rodriguez, Paul Walker, Dwayne Johnson, Kurt Russell, Tony Jaa, Djimon Hounsou, Tyerese Gibson, Ludacris

Parte del cast maranza-style

Premessa
Ecco la solita premessa che ogni tanto (quando mi fa comodo) inserisco: Fast & Furious 7 ha incassato un botto, è il quarto miglior debutto di sempre negli USA, è stato visto da un fracco di persone e per questo motivo la sua presenza stride con il titolo del Blog e con il suo disclaimer. Però, come sempre, alla fine decido io e recensisco quello che mi pare e piace. L'eccezione non diventerà una regola, ma ogni tanto ci vuole. Eppoi avevo già parlato di Fast & Furious 6, recensione che vi invito a leggere perché nel prosieguo della lettura potreste trovare qualche riferimento ad essa.

La recensione
E così ci siamo giocati la serie di Fast & Furious con La Moglie! Amen. Forse non era il film migliore per partire... o forse non era nemmeno il caso di iniziare. Ma facciamo un passo indietro.

Io e La Moglie decidiamo i film così.
L'Angolo dell'Aneddoto Inutile! Che serve giusto per spiegare la frase precedente. Dal momento che, quando si tratta di cinema, non sempre i gusti miei e de La Moglie collimano, talvolta capita che si debba scendere a compromessi. L'ultimo è stato risolto in questo modo: il giorno di Pasqua si va a vedere un film scelto da lei e qualche giorno dopo un film scelto da me. La sua scelta è stata Into the Woods, la mia Furious 7. Ok: stavolta i gusti erano talmente lontani che potevamo misurarli solo in anni luce...

Into the Woods
Apro una piccola parentesi, per quei pochi che sono curiosi di conoscere il mio illuminatissimo giudizio (rido da solo) sul musical disneyano del momento. Into the Woods è veramente ATROCE. Non per il film in sé, che non è nemmeno fatto malaccio, ma perché è un musical della peggior specie, uno di quelli in cui l'80% è cantato e il 20% parlato. Basta solo questo per farmi bocciare un film senza passare dal via. Lo stesso motivo, giusto per restare in tema Disney recente, per non farmi apprezzare Frozen (nonostante abbia un rapporto migliore fra parlato e cantato) e per elogiare invece la formula perfetta trovata per Rapunzel - L'intreccio della torre. Superata l'idiosincrasia verso il genere, un giudizio più obiettivo vuole che si apprezzi la fotografia e la scenografia (davvero d'effetto), e che si possano spendere parole di elogio per qualche attore che si è distinto più di altri: Emily Blunt grandiosa nella parte della moglie del fornaio e Chris Pine in quella del principe deficiente. Poi c'è la solita Meryl Streep che urla "Voglio l'Oscar" ad ogni inquadratura, c'è Johnny Depp che fa Johnny Depp mascherato da Lupo Cattivo, c'è Anna Kendrick che ha proprio una faccia da stronza di suo ma, ahilei, la disegnano così e non può farci niente, e c'è la solita solida regia di Rob Marshall. Non un film eccezionale, ma che si lascia guardare se apprezzate il genere. Interessante il lavoro concettuale di trovare un filo conduttore (il bosco) per unire e collegare tra loro tante diverse fiabe classiche. Per me è sempre e comunque un 4 senza appello.

Fast & Furious 7
Torniamo al titolo in oggetto.
Paul Walker, Vin Diesel, Kurt Russell.
Sulla trama c'è poco da raccontare: il tema poteva essere come sempre LA FAMIGLIA, ma a mio avviso c'è stata una sottile, impercettibile, velata, quasi sussurrata sterzata verso la TAMARRAGGINE BORIOSA FINE A SE STESSA. Intendiamoci: ce n'era a pacchi anche nei film precedenti, ma qui si è deciso di andare veramente oltre. C'è Vin Diesel più grosso che mai che riempie la scena parlando sempre a monosillabi, e poi ci sono tutti gli altri. E c'è, per certi versi, l'ingombrante presenza/assenza di Paul Walker. Come è noto, l'attore è morto in un incidente stradale durante le riprese, che si sono fermate per quattro mesi, per poi riprendere grazie ai fratelli di Paul che hanno accettato di sostituirlo dove possibile. Era impossibile non domandarsi come avrebbero risolto la questione e quale sarebbe stato lo spirito generale del film. La soluzione offerta dalla produzione ha fatto storcere il naso a molti e ha commosso qualcuno. Ammetto di aver avuto gli occhi leggermente lucidi ma, giuro, è stato solo un attimo... non dico nulla per evitare spoiler, se poi mi gira aggiungo un paragrafo finale per dire la mia.
La trama di Furious 7 è un inutile orpello. Tutto gira intorno ad una hacker (che si scopre essere una gnoccolona, e ovviamente non mancheranno tristi gag su questo aspetto) che ha inventato il famigerato Occhio di Dio, un micro-stick che, una volta collegato alla Grande Rete, si interfaccia col mondo intero (telecamere, smartphone, circuiti chiusi di sicurezza, tv, etc) e riesce a rintracciare la posizione di chiunque nel giro di pochi secondi. Una manna soprattutto per la polizia! Solo che c'è un piccolo problema: un mercenario sanguinario ha rapito l'hacker e l'ha portata in un posto inaccessibile tipo Azerbaijan o qualche altra repubblica impronunciabile sperduta dell'ex URSS. Chi se non Toretto e la sua FAMIGLIA possono salvarla? A complicare le cose c'è la comparsa di Jason Statham, che vuole uccidere Toretto per vendetta (è il fratello del cattivo di The Fast and the Furious 3 - Tokyo Drift). Il suo personaggio rappresenta il triplo salto carpiato all'indietro coefficiente 3.5 degli sceneggiatori nel patetico tentativo di unire con un sottile (quasi inesistente) filo rosso il settimo episodio a quelli precedenti. In realtà è evidentissimo come la sceneggiatura sia stata costruita in ben altro modo: produttori, sceneggiatori e Vin Diesel hanno deciso a tavolino le scene più sborone che venissero loro in mente e solo successivamente hanno cercato di costruirci attorno il film. Dando poi tutto in mano ad un regista bravo quanto basta a non rovinare tutto.
Michelle "smemorina" Rodriguez e Vin Diesel
Una volta liquidata la trama, anche questa volta ricolma di cazzatone inverosimili, errori grossolani, vistosi buchi di sceneggiatura, salti illogici e, ciliegina sulla torta, dialoghi terribilmente imbarazzanti, cosa rimane di Fast & Furious 7? Ancora tanto. In altri film questa premessa sarebbe stata più che sufficiente per esprimere un giudizio lapidario come le battute mono-rigo di Vin Diesel. Ma noi appassionati sappiamo che F&F7 è uno di quei casi in cui al cinema non vai per il contenuto ma per il contenitore. Brutto a dirsi, ma è assolutamente così. Anche stavolta il prodotto è ottimamente confezionato, almeno strettamente da questo punto di vista. Cerchiamo di fare un po' di ordine elencando i pro e i contro del film, chiudendo con alcune considerazioni sul cast.

I pro
  • Ovviamente, al primo posto ci sono le scene action, girate senza quasi usare computer graphic. James Wan ha ottimamente raccolto il testimone dal regista dei film precedenti Justin Lin. Sono tantissime scene a spiccare, la scelta è ardua... mi limito a citare:
    • Il volo delle auto lanciate da un aeroplano con atterraggio vero con paracadute. Scena ripresa anche nel trailer ufficiale: oggettivamente, è spettacolare. Inverosimile, ma di grande impatto. Il bello è che per le riprese, le auto sono state lanciate davvero (senza nessuno a bordo, ovviamente), con una percentuale di successo del 70%. Non so cosa pensare di quel 30% di fallimento e dei conseguenti rottami sparsi in giro per il Colorado...
    • La corsa (volo?) forsennata della supercar Lykan Hypersport che sfonda tre palazzi del complesso Etihad Towers, simbolo di Abu Dhabi. Qui avrei voluto alzarmi in piedi ad applaudire in mezzo alla sala, a frenarmi è invero bastato lo sguardo severo e colmo di disapprovazione de La Moglie. Già mi presentano un'auto da sogno, attualmente la più costosa al mondo (un milione di euro in più della Bugatti Veyron), e prodotta in soli 7 esemplari. Poi me la lanciano contro le vetrate dei palazzi, facendole fare delle evoluzioni assurde e mirabolanti, e volete che io non mi esalti? Siete cattivi!
    • Il lancio di Toretto giù dal dirupo di montagna con la sua auto. Beh, questa è la dimostrazione del non pensare in via convenzionale di Toretto. Anzi, del non pensare e basta. Sei accerchiato da decine di auto cazzutissime mentre i cattivi ti puntano missili addosso? Nessun problema! Ti butti già dalla scarpata - proprio in senso verticale - perché tanto sai che non ti fai niente. E così avviene. Auto da rottamare, ma è solo un insignificante dettaglio.
    • La devastazione finale di Los Angeles causata da inseguimenti assurdi e aereo drone letale armato di missili teleguidati scagliato lungo le vie cittadine. Jason e Vin che se le danno di santa ragione con chiavi inglesi da un metro, ambulanze che si buttano contro gli aerei, ponti divelti neanche fossimo in Pacific Rim, palazzi crollati come se ci fosse stata una zampata di Godzilla. Ed era solo Toretto con la sua gang...
  • Finalmente un cattivo come si deve: Jason Statham spacca di brutto. Granitico, massiccio, mono-espressivo come si conviene a questi ruoli, un vero mastino che non molla mai la presa. I due combattimenti migliori sono stati riservati proprio a Jason: quello con The Rock in apertura e quello finale con Vin Diesel. Niente ruolo macchietta a fare da spalla a Stallone come in Expendables / Mercenari, ma solo tanta sana cattiveria.
  • Kurt Russell. E' stato un piacere rivederlo in una produzione ad alto budget. Certo, è invecchiato male, ma il suo personaggio l'ha reso con mestiere e la giusta dose di autoironia. Il buon vecchio Kurt.



Ecco due immagini della splendida Lykan Hypersport prese dal sito ufficiale. Click per ingrandire.

I contro
  • La sceneggiatura, veramente pietosa ed agghiacciante. I buchi e gli errori sono a volte grossolani. Ad esempio, Elsa Pataky dice che nella rissa iniziale The Rock si è spaccato il collo e le gambe in due punti; poi lo inquadrano con un gesso al braccio e un asciugamano sulla gamba distesa (!). I salti di scena spesso sono troppo azzardati o per nulla spiegati; ad esempio, non ti dicono come fa Vin Diesel a cavarsela dopo che ha devastato i tre palazzi Etihad nella scena citata precedentemente. Per non parlare di uno dei più grossi controsensi: a cosa cazzo serve l'Occhio di Dio se poi Jason Statham li trova ovunque si trovassero? Azerbaijan, Abu Dhabi, Tokyo, Los Angeles... in un arco narrativo che coprirà forse una settimana di tempo.
  • I dialoghi fanno davvero sanguinare le orecchie (così dice l'amico Marco, e non posso che dargli ragione) e in film come questo la cosa migliore sarebbe far parlare gli attori il meno possibile. Le gag, fra l'altro, non è che facessero molto ridere.
  • Due attori, che aspettavo con ansia, sono stati utilizzati poco o male: The Rock ha un ruolo molto marginale a causa di conflitti con le riprese del film Hercules; il vero delitto è però stato compiuto con il grande Tony Jaa, qui al debutto in un film occidentale. Una presenza poco incisiva e con un solo vero combattimento degno di nota, purtroppo con Paul Walker. Non il massimo per lasciare il segno e aspirare a ripercorrere le orme di un Jet Li con Arma Letale 4. E con quei baffetti da sparviero è proprio inguardabile.
  • Le musiche. Esprimo lo stesso giudizio dato in Fast 6 e non aggiungo altro.

The Rock e Jason Statham. Yeah!

Come ho scritto nella recensione di Fast 6, anche nel seguito il cast multietnico ha un ruolo molto importante nella serie. Non tanto per la bravura recitativa, qui francamente non necessaria, quanto per il carisma e l'appeal che, più o meno, tutti hanno. A parte i confermati dei film precedenti (Vin Diesel, Michelle Rodriguez, Dwayne "The Rock" Johnson, Tyrese Gibson, Elsa Pataky ed altri) un po' tutti attendavamo con curiosità i nuovi innesti:
  • Di Jason Statham, Tony Jaa, Kurt Russell ho già detto.
  • Ronda Rousey. Compare in una sola scena, il combattimento contro Michelle Rodriguez nelle Etihad Towers. La sua presenza è efficace, purtroppo la scena non mi ha colpito come era successo in F&F 6 con Gina Carano e Rodriguez. Peccato, non all'altezza ma neanche insufficiente.
  • Djimon Hounsou nella parte del mercenario Jakande. Djimon è un grande, lo seguo con interesse dai tempi de Il Gladiatore, e di strada ne ha fatta tanta (ricevendo un paio di nomination agli Oscar). In Fast 7 non deve nemmeno strafare: interpretazione senz'altro positiva, senza picchi di eccellenza, ma quanto basta per rendere in modo efficace la cattiveria e l'efferatezza del mercenario.
  • Nathalie Emmanuel nella parte dell'hacker Ramsey. Noi l'abbiamo vista ed apprezzata ne Il Trono di Spade (è Missandrei, l'interprete di Daenerys). Ci vorrebbe il contributo del Neurone Numero 4 per sottolineare il nostro ulteriore apprezzamento...

Jason Statham (mi sa che ho preso una foto
da Death Race, ma siamo sempre in tema...)

Ho lasciato per ultimo Paul Walker. Senza voler cadere in spoiler esagerati, posso dire che tutta la parte finale è un tributo del cast non tanto al personaggio Brian, quanto proprio all'attore, che con loro ha condiviso 15 anni di riprese. Nonostante fosse da molti (me incluso) ritenuto un cartonato, un attore inespressivo e poco incisivo per le sorti della serie, non si può nascondere o negare che Paul fosse una colonna portante di Fast & Furious. Un po' come il quadro orrendo lasciato dalla nonna ed appeso in salotto; dici sempre di volerlo cambiare, ma alla fine lo lasci al suo posto perché in fondo ti ci sei affezionato. Il tributo (un montaggio di scene tratte da tutti i film precedenti) è avulso dalla narrazione, sembra quasi appiccicato con lo scotch, in modo forzato. Eppure, questo stacco così smaccatamente gratuito e fuori posto, a mio avviso raggiunge lo scopo. Che è quello di ricordare un amico, un membro della FAMIGLIA, non con un semplice cartello o scritta (che compare come dedica finale), ma con un messaggio stonato e per questo più evidente. Non aggiungo altro, io mi sono un po' commosso, altri non hanno apprezzato.

Il regista James Wan ha iniziato a spammare
per creare hype durante le riprese...
Nota finale sul regista: James Wan ha un anno meno di me, e la cosa mi fa incazzare oltre ogni modo, perché già da tempo è considerato una specie di Re Mida del genere horror (ha diretto o prodotto film di successo come Insidious, Saw l'enigmista, L'evocazione - The conjuring). Qui si è messo alla prova in un genere assolutamente non suo, e a mio avviso non ha sfigurato. Non ha voluto strafare, ma non ha fatto nemmeno gridare allo scandalo. Justin Lin, il suo predecessore, prima di arrivare ai bellissimi Fast 5 e 6, è partito con il terzo, per me il peggiore di tutta la serie. Il suo miglioramento è stato esponenziale e tangibile. Mi domando cosa riuscirebbe a combinare Wan con un film più suo (e non consegnato già pronto ed impacchettato da altre mani). Forse non lo sapremo mai, dal momento che Wan dirigerà The Conjuring 2 e non è detto che sarà disponibile quando si deciderà la data di lancio di Fast 8; Justin Lin passerà invece a Star Trek 3, quindi apparentemente anche lui si è tirato fuori dal toto-regista. Sono altre le cose certe, una delle quali confermate dallo stesso Vin Diesel: Kurt Russell è stato in realtà ingaggiato principalmente per il ruolo in primo piano che avrà proprio nell'ottavo. Non ci resta che aspettare trepidanti le nuove news!

Nathalie Emmanuell versione hacker... credibilissima!
Sì, ok, ma in definitiva, questo film merita o no? E' il migliore della serie o no? La risposta alla prima domanda è: sì, merita, a patto ovviamente di scollegare il cervello (come sempre dovrebbe avvenire durante le visioni di questi film), accettare di vedere scene che sfidano le leggi della fisica, chiudere un occhio anzi le orecchie nei confronti dei dialoghi imbarazzanti... tanti requisiti, è vero, ma ce la si può fare. La risposta alla seconda domanda è un po' più articolata; secondo il pubblico che è corso alla visione, e secondo imdb (voto che, col tempo, calerà inevitabilmente), parrebbe di sì. A mio avviso invece è stato fatto un mezzo passo indietro, infatti il voto finale è un pur bel 7, ma lontano dal 9 ricolmo di esaltazione regalato a Fast 6. I motivi sono semplici: la formula adottata, per quanto vincente, sta iniziando a prestare il fianco ad una sorta di ripetitività delle situazioni. Ormai si assiste ad un progressivo innalzamento dell'asticella delle assurdità, e prima o poi l'effetto sorpresa è destinato a svanire. In secondo luogo, i difetti di Fast 7, già presenti nel 6, hanno un peso ancora maggiore. Assolutamente non una bocciatura (anzi!) ma un po' di delusione per chi, come me, aveva altissime aspettative. Probabilmente la scomparsa di Paul Walker ha scompaginato tutti i piani originari, non giovando al risultato finale, anche se magari un piccolo boost al botteghino - lo affermo cinicamente - l'ha fornito. Chissà.


Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 3
Non ci siamo. Non chiedo un capolavoro, ma nemmeno vorrei vedere cazzatone ed errori a profusione. I dialoghi, poi, sono davvero brutti. Brutti brutti brutti in modo assurdo.
Musiche: 3
Rap e Hip Pop sono la morte delle sette note, lo ripeterò allo sfinimento. Una soundtrack con una netta preponderanza di questo genere è una vera iattura.
Regia: 7
Come scritto nel corpo della recensione, James Wan usa la telecamera con mestiere, ha avuto qualche guizzo qua e là (ad esempio la scena dell'ambulanza nello scontro finale), ma sicuramente ha deciso di non strafare.
Ritmo: 7
Solo 7 al ritmo? Eh, sì. Questo alla fine è il difetto maggiore di Fast 7. La parte iniziale è davvero orrenda, troppi dialoghi scritti male, troppe pause tra una scena sborona e l'altra. E tutto troppo inutile. Due ore e un quarto si fanno anche sentire, alla fine.
Violenza: 7
Stesso giudizio dato in Fast 6: niente splatter, ma i combattimenti e le scene sfrenate con le auto sono strepitose.
Humour: 6
Le gag degli amici di Toretto non fanno minimamente ridere, anche se apprezzo lo sforzo di alleggerire i toni. Decisamente meglio Kurt Russell.
XXX: 3
Non si va oltre del sano fan service, non c'è nulla di scandaloso (anche se La Moglie è di avviso diverso).
Voto Globale: 7
Fast 7, pur essendo grandioso nella sostanza della sboronaggine fine a se stessa, compie un mezzo passo indietro rispetto al Fast 6 che, a mio avviso, era più "film". Le impressionanti scene action salvano un film appena sufficiente in tutti gli altri aspetti. La Moglie darebbe un -4, se fosse possibile...

Ed eccoci al consueto appuntamento con il Neurone Numero 4, che pone la sua attenzione sulle due new entry Natalie Emmanuell (la mora) e Ronda Rousey (la bionda).
















martedì 10 settembre 2013

Fast & Furious 6 (2013) | Recensione

Fast & Furious 6
Voto Imdb: 7,3
Titolo Originale:Fast & Furious 6
Anno:2013
Genere:Azione
Nazione:Stati Uniti
Regista:Justin Lin
Cast:Vin Diesel, Paul Walker, Dwayne Johnson, Michelle Rodriguez, Gina Carano, Luke Evans, Elsa Pataky, Gal Gadot, Joe Taslim

Il cast dei buoni quasi al completo.
Fioretto del giorno numero 1: Mai recensire un film così adrenalinico subito dopo, rischi di scrivere cose da esaltati e da malati di mente.
Fioretto del giorno numero 2: Fanculo il Fioretto numero 1! Bremmm breeeeeeeeeeeemmmmmm!!!

Se avete visto il trailer, sapete cosa aspettarvi da questo film: tamarri in canotta, palestrati contenuti a stento dai vestiti, mostri su quattro ruote che vomitano gas e nitro a profusione, e soprattutto sboronaggine senza confine dove le regole della fisica e del buon senso sono state sotterrate da quintali di N.O.S. ed esplosioni pirotecniche altamente spettacolari. In quattro concise parole: la mia ricetta preferita. Fuck yeah!

Piccolo assaggio di quello che ci aspetta...
Se avete visto, che so, solo il capostipite della serie e avete pensato che non valesse la pena continuare a seguire questa tamarrata elevata ad arte, probabilmente avete sbagliato valutazione. Certo, il franchise di Fast and Furious ha offerto nel tempo un primo film degno della sua fama, un seguito davvero imbarazzante ed un terzo film penosissimo che avrebbe potuto affossare definitivamente la serie. Poi per fortuna i produttori, Vin Diesel per primo, hanno capito come raddrizzare il trend e, con qualche assestamento già a partire dal quarto film della serie (Fast & Furious - Solo parti originali) hanno fatto capire di che pasta sono fatti. Diamo una rinfrescata alla storia di fondo, giusto per fare un po' di nozionismo spiccio.
una Dea con la D maiuscola.
Nel primo film Vin Diesel fa il tamarro Dom Toretto e allo stesso tempo un presunto rapinatore a capo di una gang di piloti di truzzissime Honda Civic nere Stra-Turbo, tutti amanti di corse clandestine su auto modificate. Erano i primi anni 2000 e la parola tuning era all'ordine del giorno. Anche i non appassionati del settore si riempivano la bocca di concetti come molle da assetto, sospensioni a taratura regolabile, minigonne (non pensate male, porcellini miei!), distanziali e neon a tutto spiano, roba da far apparire l'auto modificata come l'astronave aliena di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo. Paul Walker invece è Brian, un poliziotto di Los Angels che si infiltra nella banda di Toretto con l'intento di smascherare i rapinatori. Beh, evito di raccontare e spoilerare per filo e per segno il film, per quanto sia impossibile parlare del 4°, del 5° e del 6° della serie senza dire che [SPOILER - selezionare col mouse per leggere] Brian abbandona la polizia perché si bomba la sorella di Toretto e ne diventa amico nonché membro della gang [FINE SPOILER]. Insomma, i classici personaggi per i quali il confine fra legale ed illegale è labile e sottile come un'ostia mentre per noi comuni mortali lo stesso confine è largo quanto un transatlantico. Bando alle ciance: Fast and Furious prosegue con il seguito diretto, dove c'è solo il biondo Brian, del quale non ce ne frega un cazzo; per non parlare del terzo film (Fast & Furious - Tokyo Drift), ambientato a Tokyo qualche anno dopo in cui Vin Diesel fa giusto un cameo e bon, finita lì. Temi portanti della serie sono il binomio auto dal 100.000 € cadauna e gnocche dimenanti prima di ogni gara (rigorosamente clandestina).
The Rock e Gina Carrano. Che duo!
Passiamo a bomba al quarto, più interessante, film della serie: F&F - Solo parti originali. Qui vediamo il ritorno di Vin Diesel in pompa magna ed un primo timido allontanamento dal mondo delle corse clandestine - ormai abusate e sempre meno interessanti per il pubblico - per sposare il concetto di film action a più ampio respiro. Come anticipato in apertura di recensione, questa sterzata è stata a mio avviso una boccata d'ossigeno per la serie, per giunta fondamentale per arrivare agli splendidi 5° e 6° film della serie. Innanzitutto il 4° è un prequel del 3°. Il 5° e il 6° sono invece seguiti diretti del 4°, in modo che questi film possono essere considerati una trilogia la cui conclusione è il 3°, e dal quale si riparte per l'annunciato 7°, in arrivo nel 2014. Insomma, un bel casino (ma vah, basta leggere con attenzione questi numeri snocciolati solo apparentemente a caso), ma niente di così drammatico. Il 4° parla di Toretto e Brian che vogliono scoprire chi ha ucciso un membro FONDAMENTALE della banda (non dico chi, per non aggiungere ulteriori spoiler), e si infiltrano in una pericolosa banda di narcotrafficanti, i sospettati numero uno. Fanno macello. Grosso. Il 5° inizia esattamente dove finisce il 4°. E presenta un personaggio assolutissamente fantastico come il poliziotto Capitano Luke Hobbs, interpretato da un iper-proteinico Dwayne "The Rock" Johnson. Beh, Hobbs è un mastino nel vero senso della parola e se fiuta la preda, non la molla nemmeno per un attimo. Hobbs e la gang dovranno però scendere a patti per poter sgominare un potentissimo boss di Rio de Janeiro, artefice di tanti crimini nella città. In mezzo a tutto questo, i Nostri organizzano anche una super-rapina da 100 milioni di dollari e per lo scopo Toretto chiama i migliori sulla piazza: i componenti di quella che lui chiama FAMIGLIA. Vedremo personaggi nuovi ed altri comparsi nei film precedenti della serie, giusto per dare un senso alla continuity. E' nel quinto F&F che vediamo come la serie accantona il tema delle corse clandestine come pilastro portante (ovviamente il tema delle auto massicce non si discute!) e si trasforma in un gradevolissimo caper / heist movie (a dirla in modo grezzo: film che parla dell'organizzazione di una rapina perfetta da parte di una banda). Il tutto con l'iniezione di dosi massicce di sequenze mozzafiato, inverosimili e terribilmente adrenaliniche dove a fare la voce grossa sono i bolidi usati e sfasciati a più riprese da tutti i personaggi. Dopo questo lungo preambolo, arriviamo finalmente al sesto film della serie. A mio avviso, assolutissimamente il migliore finora (e il 7° non lo supererà, purtroppo. Vi spiegherò poi il perché.)
Il pazzo guida codesto gingillo.
C'è in giro per il mondo un (pazzo) criminale che ruba degli artefatti tecnologici che, combinati insieme, saranno in grado di spegnere (!) una città intera. Sulle sue tracce troviamo il grandissimo Luke "The Rock" Hobbs. Il quale si rende conto che da solo non potrà mai farcela. Per azzannare un lupo, gli serve un altro lupo. Per questo motivo, chiederà l'aiuto di Toretto e della sua FAMIGLIA in cambio dell'amnistia e del perdono di tutti i loro crimini. In fondo vivere in paesi senza estradizione non li fa sentire davvero a casa propria e a posto con la loro coscienza. Eppoi perché nella banda del cattivo c'è quello-stesso-personaggio-che-i-nostri-credevano-morto-nel-quarto-film-della-serie. E dato che quel personaggio fa parte della FAMIGLIA, è imperativo categorico kantiano di Toretto andare a riprenderselo. Vedremo quindi tutto il gruppo partire alla volta di Londra dove, con inseguimenti catastrofici sui loro bolidi, mettono a soqquadro la City, seguono un percorso che non esiste nella realtà ma chissenefrega, demoliscono diversi palazzi, devastano le vie nella Piazza del Parlamento (!) partecipando ad una gara clandestina (fatta così, tanto per, giusto per ricollegarsi un po' ai temi della serie), per poi trasferirsi in Spagna dove fra carroarmati che viaggiano a 200 km/h e che spiattellano macchine come se fossero lattine e piloni e guardrail autostradali divelti da autovetture scaraventate a velocità folli, approdano in un aeroporto per la resa dei conti finale: bolidi VS. aereo fottutamente gigantesco in procinto di decollare da una pista più lunga del campo da calcio di Holly e Benji (il sito Empire ha calcolato, in base alla durata della sequenza, la lunghezza della pista: 44 km!).
Parlo di questa scena.
Da queste righe avrete capito una cosa fondamentale: a pigiare a tavoletta non sono solo i protagonisti sui loro bolidi, ma anche regista e squadra di effetti speciali. Tutto quello che gli veniva in mente di più malato veniva realizzato con sommo gaudio da parte del sottoscritto. Le sequenze sono davvero ai limiti dell'assurdo (in fondo, un marchio di fabbrica della serie), e il tutto è volto alla spettacolarizzazione estrema della sospensione dell'incredulità. Per questo aspetto, F&F6 vince su tutti i fronti. Raramente mi sono esaltato al punto da trasfigurarmi in un pazzo con la bava alla bocca di fronte a sequenze così assurde ed adrenaliniche. E la cosa più bella di tutte è che il regista Justin Lin (che ha preso in mano la serie fin dal terzo episodio) ha preteso di ridurre al minimo l'utilizzo di computer graphic: fin dove è stato possibile, l'effetto speciale è stato ricreato dal vivo, usando macchine vere destinate ad essere sfasciate in tutti i modi ed in tutte le salse.

No, dico, non mi credete?
Anche gli stunt sono assolutamente pregevoli. Perché, signori, qui non vediamo solo auto cazzute che spaccano quartieri di città. Vediamo anche a più riprese dei fighissimi scontri di arti marziali grazie all'ingresso nel cast di attori perfetti per lo scopo: prima di tutti Gina Carano (dalla quale mi farei menare MOLTO volentieri in tandem con Michelle Rodriguez. No, non è feticismo.), che dopo una carriera nella MMA (Mixed Martial Arts, Arti Marziali Miste dove ci si saccagna di botte) ha intrapreso quella di attrice ottenendo il ruolo di protagonista in Knock Out - Resa dei conti (Steven Soderbergh, 2012); in secondo luogo grazie all'attore-atleta Joe Taslim che noi malati di action movies abbiamo già visto nello splendido The Raid: Redemption (qui recensito!) insieme alla star Iko Kuwais. Joe qui fa il cattivo, ed è protagonista di una forsennata scena di botte nella metropolitana londinese, con una sequenza in montaggio parallelo in cui Gina Carano e Michelle Rodriguez si dilettano in un terrificante *_* catfight. Infine, per concludere le scene di risse, non possiamo non citare quella in cui The Rock e Vin Diesel citano i grandi Legion of Doom con una clothesline volante. Vedere gif animata, che spiega tutto meglio di mille parole.

Flying clothesline! SPACCAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
Insomma, l'abbiamo capito: il film è una GIGANTESCA TAMARRATA. Ma scene action a parte, cosa c'è?
Innanzitutto un gran bel cast, per me decisamente valido, salvo qualche eccezione. Commenti qui di seguito:
  • Vin Diesel -> Dominic Toretto. Il suo ruolo è quello di grugnire, recitare frasi di una riga al massimo, girare con la canotta bianca in qualunque altitudine e latitudine, fare lo sbruffone e usare il cambio rigorosamente manuale. In una scena il buon vecchio Vin cerca addirittura di prodigarsi in un intenso primo piano. Il risultato è un'espressione a metà strada fra un sorriso sghembo e una smorfia da sforzo massimo mentre si medita al cesso. Noi gli vogliamo bene lo stesso.
  • Paul Walker -> Brian O'Conner. Sbeffeggiato e dileggiato dai fan della serie, in effetto il povero Walker è un po' l'oggetto misterioso di tutti i F&F. Nessuno si spiega il perché della sua prolungata e inutile presenza nella serie. A parte sgranare gli occhi azzurri, pare non essere in grado di fare altro. Sergio Leone disse di Clint Eastwood: "Clint a quei tempi aveva solo due espressioni: una con il cappello ed una senza cappello". Ecco. Walker manco a quello, ci arriva. Eppoi Clint Eastwood è un mostro sacro, guaio a chi lo tocca!
  • Dwayne Johnson -> Luke Hobbs. Lasciatemelo dire. Per me The Rock è il valore aggiunto di questa serie. Al di là del fatto che è azzeccatissimo come personaggio, è davvero grande nel rendere la sua possanza, la sua ignoranza (nel senso buono del termine), la sua ottusa protervia. Ed è grosso in modo davvero inquietante, mi sembra quasi il doppio rispetto a quando faceva il wrestler di professione.
  • Michelle Rodriguez -> Letty. Patata suprema, incredibilmente perfetta nel fare la donna tutta d'un pezzo, arrogante, cazzuta e pure gnocca. Fascino latino alla Turbo-Potenza. Qualunque altro commento la sminuisce, ergo non mi prodigo oltre. Poi non stiamo a sottilizzare sul fatto che da sempre lei interpreta sempre e solo questo ruolo: a me sta bene così.
  • Tyrese Gibson -> Roman Pearce. Beh, la macchietta che si produce in battute e dialoghi divertenti e sbruffoni non può mai mancare. Tyrese ci sta bene. Ripescato dal secondo della serie (2 Fast 2 Furious), l'attore è in realtà cantante da disco di platino ed ex-modello. Sticazzi.
  • Jordana Brewster -> Mia Toretto. A me Jordana non è mai piaciuta. L'avevo apprezzata giusto come scream queen in "Non aprite quella porta - L'inizio", il prequel del reboot anni 2000 dello storico quasi omonimo horror. Ha un visino irritante e per di più si mette con quell'ameba di Brian. Insomma, un personaggio che non ha senso d'esistere.
  • Ludacris -> Tej Parker. Spalla della macchietta comica Tyrese Gibson, poco altro da aggiungere se non che la sua presenza serve più a spingere la colonna sonora, dato che anche lui è un rapper multimilionario in patria.
  • Luke Evans -> Owen Shaw. Il supercattivo! E lo fa bene. Risulta credibile (in senso relativo, calato in un contesto così irrealistico), ti fa venire voglia di spaccargli la faccia con un frontale usando una delle flip car da lui utilizzate nella sequenza di Londra. 
  • Sung Kang -> Han. Come da copione multietnico, un asiatico - coreano, in questo caso - non può certo mancare. Simpatico, timido, abbastanza inutile ma allo stesso tempo personaggio importante come collegamento fra la trilogia 4-5-6 e il terzo film della serie.
  • Gal Gadot -> Gisele Harabo. Utile per aumentare il tasso di patata nel film.
  • Elsa Pataky -> Elena Neves. Altra patata. Scelta non certo per l'assonanza col cognome. Ma perché lo è. E poi mancava una bionda.
  • Gina Carano -> Riley. No, dico, c'è da aggiungere altro? Seconda solo a Michelle Rodriguez, ha un suo (gran) bel perché. Patata e viulenza condensate in un solo personaggio. (lacrime, prego).
C'è materiale per il Neurone Numero 4, siete avvisati...

Tipo questo catfight... *_*

Super action!
Dunque: il film offre un lato action davvero di categoria superiore; il cast è indovinatissimo; il regista è uno dei migliori di questo genere - Justin Lin si è fatto le ossa con F&F - Tokyo Drift ma di film in film ha migliorato esponenzialmente la resa visiva dei suoi film. Le inquadrature sono pulite e cinetiche allo stesso tempo, aiutate da una fotografia davvero perfetta e, in certi punti, patinata sullo stile di Michael Bay. Solo nella scena finale in aeroporto si è esagerato con il buio, forse per mascherare piccoli difetti di montaggio ed effetti speciali, rendendo le fasi concitate un po' più difficili da seguire. Ma, cazzo, la telecamera si muove dove deve muoversi, il ritmo è GRANDIOSO, e il risultato è così roboante che tutti i suoi difetti scompaiono, spazzati via da una sgommata di pneumatici e protossido d'azoto.

Daytona Charger '69
Altri aspetti? Per gli appassionati, sicuramente c'è il gioco di riconoscere i modelli di auto usate nel film. Al di là del fatto che il 5° mi aveva dato più soddisfazioni solo perché lì ne avevo riconosciute di più, non posso non storcere il naso nel vedere un'Alfa Giulietta (nuovo modello) sfrecciare in una delle scene clou di fianco a mostri sacri come Dodge Charter Daytona, Ford Mustang, Aston Martin DB9 e BMW M5. Gran colpo commerciale per la Fiat, questo non si nega, ma... ma per favore!

Insomma! Questo film è davvero così perfetto?
Certo che no! Il punto debole, come è facile intuire, è dato dalla trama. Certo, è a modo suo solida, quasi coerente, ma presenta molti buchi di sceneggiatura grandi come una casa, e lo spessore dei personaggi, tutto sommato, non è che faccia gridare al miracolo. Ci troviamo di fronte ad una sequenza infinita di cliché e frasi fatte, ma nel contesto in cui sono calati, fanno sì che l'effetto finale non stoni più di tanto, anche se i più esigenti storceranno il naso. Gli amanti del cinema d'essai, va detto, è meglio che ignorino del tutto film come questi. Resta solo l'aspetto dell'appassionato di auto e di tuning estremo. Come si pone di fronte a questo film? In molti si sentiranno orfani dello spirito tradito del primo film, dove l'accento era sul fenomeno del tuning, come già detto. Io, che appassionato non sono a questi livelli pur lavorando nel settore automotive, devo ammettere di non sentire molto questa mancanza; preferisco di gran lunga la sterzata decisa in direzione dell'action puro.

Action puro (si vede nel trailer)
In definitiva, F&F6 è un perfetto esempio di film ignorante, sborone, tamarro, grezzo, ma con una sua identità ed una sua anima grazie alle quali si farà adorare dall'appassionato che non chiede molto: soltanto due ore e 9 minuti di divertimento in cui poter staccare il cervello, sgranare gli occhi e farsi cascare la mascella di fronte alle amene assurdità proposte dagli stunt. Promosso su tutta la linea, comparto musicale a parte (vedere commento). Ahug.

Nota finale: è stato annunciato Fast & Furious 7. Gaudio e tripuidio! E, udite udite, nel cast al momento sono stati annunciati JASON STATHAM, TONY JAA e KURT RUSSELL! Solo questi tre nomi insieme in fanno urlare: CAZZOOOOOO F&F7 SARA' L'EXPENDABLES DELLE AUTO!
C'è solo un grosso interrogativo che pende come una spada di Damocle sull'intera produzione: la Universal ha annunciato e preteso che il film uscirà nel 2014. Justin Lin non se l'è sentita di iniziare la produzione del 7° perché questo avrebbe comportato una riduzione del tempo a disposizione per la post produzione di F&F6, facendolo invariabilmente calare di qualità. Purtroppo temo che il poco tempo a disposizione non permetterà al subentrante regista James Wan (una gallina dalle uova d'oro nel campo dell'horror grazie alla sua saga Saw l'enigmista e film del calibro di Insidious e L'evocazione - The Conjuring) di sfornare un prodotto altrettanto curato e roboante. Spero vivamente di essere smentito.

(auto)ironia. Bwah bwah bwah! [esilarante meme su internet]

Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 5,5
Sono in realtà indeciso se assegnare una (stiracchiata) sufficienza o restare nel limbo del "si poteva fare meglio". Ok, voto quest'ultima! Purtroppo il film soffre di buchi di sceneggiatura evidenti e di salti spazio-temporali non sempre ben giustificati. Ma detto fra noi: chi se ne frega?
Musiche: 3
L'hip pop mi fa cagare, insieme al rap è una roba immonda che non riesco a considerare nemmeno lontanamente come musica per le mie orecchie. Purtroppo l'intera serie è funestata da questa orrida cacofonia di rumori e pezzi parlati. Ma posso dire che per chi apprezza questa roba, la colonna sonora fa il suo degnissimo lavoro (dategli anche 8, per quel che vale). Dato che decido io, dico che è tre (3). Gne gne gne. Eppoi il rombo dei motori copre tutto.
Regia: 8
Justin Lin è proprio bravo. Qui si è prodotto in un film davvero corposo e massiccio dove camera, fotografia e montaggio si combinano in un gran lavoro di pregevole fattura. In sede di recensione ho aggiunto il perché.
Ritmo: 9,5
Se non ci fosse stato quel fottutissimo quarto d'ora alla Prison Break dei poveri con Paul Walker, il film avrebbe preso un 10 sparato. E sarebbe stato il primo a raggiungere tali vette in questo blog. Peccato. Per il resto, è inutile commentare oltre, qui si parla di un TGV a cui sono stati tolti i freni, scagliato a folle velocità contro lo schermo.
Violenza: 7
Niente splatter, per carità. E nemmeno tanto sangue. Ma quando vedi il carro armato che passa sopra le auto in movimento e le schiaccia come se fossero formiche, beh capisci che il film non è adatto al convento delle Suore Marcelline.
Humour: 6,5
Niente che faccia sganasciare dalle risate, ma F&F6 è un film che si prende in giro da solo. Autoironia a manetta, citazioni a go go sul resto della saga, scene quasi divertenti qua e là. Insomma, niente palla al piede!
XXX: 1
Non do zero solo perché non posso dare zero ad un film con Michelle Rodriguez e Gina Carano, per quanto vestitissime e castissime.
Voto Globale: 9
Toglietemi pure il saluto, voi che l'avete schifato! F&F 6 è l'action che aspettavo dai tempi di Die Hard 3 - Duri a morire e Arma Letale 4.

Ed ecco qui l'intervento del Neurone Numero 4! Di patata carne al fuoco ce n'è tanta, mi sono dovuto limitare a quattro immagini per donzella in modo da non fare torto a nessuna. In ordine alfabetico: Elsa Pataky, Gal Gadot, Gina Carano, Jordana Brewster e Michelle Rodriguez. Yo!


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