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giovedì 15 settembre 2016

Sharknado 4: The 4th Awakens (2016) | Recensione

Sharknado 4: The 4th Awakens
Voto Imdb: 4,3
Titolo Originale:Sharknado 4: The 4th Awakens
Anno:2016
Genere:Fantascienza, Catastrofico, Azione
Nazione:Stati Uniti
Regista:Anthony C. Ferrante
Cast:Ian Ziering, Tara Reid, David Hasselhoff, Masiela Lusha, Ryan Newman, Cody Linley

Solita scena stilosa del cast.
Doverosa apertura che scatta ogni volta che c'è una recensione su un film della serie Sharknado: sapete di cosa si parla? Benissimo! Allora proseguite nella lettura. Non lo sapete? Il consiglio spassionato che potrei darvi sarebbe un generico: "Fermatevi pure qui, se ancora non lo sapete dopo tre anni, molto probabilmente l'argomento non vi interessa ed è inutile che proseguiate." La verità è che io spero sempre che qualcuno possa voler imparare sempre qualcosa di nuovo, in tal caso la risposta diventa un eloquente: "Leggetevi lesti le recensioni dei tre film precedenti!"
Ora che, in un modo o nell'altro, siete pronti, passiamo pure alla recensione vera e propria.

Super spoiler, #AprilLives
Lo so, cari amici, lo so benissimo qual è la prima domanda che vi sta frullando per la testa, e riguarda la fine del terzo film che ci aveva lasciati tutti letteralmente col fiato sospeso e l'insopprimibile voglia di sapere se April sarebbe sopravvissuta dopo la scena finale. Avete letto il cast e conoscete già la risposta: Tara Reid, l'attrice che la interpreta, è presente, quindi, sì, purtroppo ha vinto #AprilLives. La genialata della produzione Asylum è stata nel far decidere ai telespettatori il fato del personaggio tramite Twitter: in base alla maggioranza di voti raccolta da #AprilLives o #AprilDies la sceneggiatura si sarebbe regolata di conseguenza.
Beh, lasciatemi dire che ci è stata regalata una piccola sorpresa, quindi non disperate voi che, come me, avevate scelto un perentorio #AprilDies!
Gigi la Trottola
(fotogramma dalla sigla iniziale)
Titoli di testa; ahia, partiamo decisamente male. Ci troviamo di fronte all'ennesima citazione di Guerre Stellari, con la scritta Sharknado nel font Star Jedi e un preambolo in prospettiva che scorre a sfumare, con un tema musicale raffazzonato su tastiera che richiama ovviamente in modo smaccato le famose note composte da John Williams. Dai, davvero, non ci aveva mai pensato NESSUNO a prendere per il culo Star Wars! NESSUNO! Evito di citare Mel Brooks e i cartoon americani che hanno dedicato puntate e speciali interi (Griffin, Simpsons e Futurama su tutti), ma quando ti ricordi che perfino Gigi la Trottola (Dash Kappei, 1981) ha preso in giro Star Wars a più riprese (un allenatore avversario vestito da Dart Fener, rivelatosi poi suo nonno, e l'intero episodio 18 "Gigi la Star", in cui la Morte Nera è un gigantesco pallone da basket), capisci che non se ne può più della gara a citare Star Wars, denota una tristissima mancanza di idee; poco importa che si parli del Risveglio della Forza, la sostanza non cambia.

In preda a foschi presagi sulla povertà di intuizioni messa in campo, continuo la visione con un crescente sentore di mestizia letale.

Un cattivissimo David Hasselhoff
Cinque anni dopo gli avvenimenti del terzo film, gli sharknado non sono più un problema: il grande miliardario scienziato Aston Reynolds, proprietario della Astro-X, ha ideato una tecnologia in grado di neutralizzare i tornado squamosi e, per di più, ha recuperato dalla Luna Shepard Senior, il padre di Fin interpretato da David Hasselhoff. Fin (il confermatissimo Ian Ziering) vive con la sua famiglia in una cascina nel Kansas a spaccare legna, aiutato da sua madre, i figli e una cugina gnocca. April è morta l'anno prima dopo essere stata a lungo in coma.
Come giustamente strilla il sindaco di Chicago, una fortissima Stacey Dash, Fin porta una sfiga incommensurabile e, dovunque lui si palesi, uno sharknado compare dal nulla portando morte e distruzione.
Fin e Gemini sul Galeone Playmobil
Come pensate che andrà a finire? Dovete sapere che il magnate Reynolds, per festeggiare la sconfitta degli sharknado, ha inaugurato a Las Vegas un hotel tematico pieno di... SQUALI VERI! E sappiate anche che Fin è in viaggio proprio a Las Vegas insieme alla cugina gnocca Gemini (Masiela Lusha) per andare a trovare il figlio di ritorno dall'Iraq. Il film non ce lo spiega e a noi non interessa: Fin arriva a Las Vegas in contemporanea con un tornado di sabbia che la Astro-X di Reynolds non riesce a debellare; il vortice colpisce in pieno l'hotel strabordante di squali et... voilà! Uno Sharknado è pronto a creare nuova devastazione! Un primo sharknado raccoglie grandine e diventa "hailnado", in direzione San Francisco; un secondo colpisce il parco di Yellowstone e qualche vulcano sotterraneo, diventando un "lavanado". Ma il peggiore di tutti è il terzo: così come Dragonball ci insegna, ad ogni step del nostro eroe ci deve essere un significativo incremento della difficoltà e cattiveria del nemico; questa volta il tornado si evolve! Inizialmente è una tempesta di sabbia e squali ("sandnado") che poi si scatena e distrugge l'Hoover Dam e si dirige al Gran Canyon (diventando un "bouldernado" perché raccoglie massi al suo passaggio), poi va in direzione Texas diventando un "oilnado"  perché colpisce una raffineria che, prendendo fuoco, dà origine al "firenado". Non è finita: quando al passaggio in un campo il vortice raccoglie una mandria di mucche, si tramuta in un temibilissimo "cownado". Tenete presente che gli squaletti continuano a girare in vortice, ora diventando pietre, ora inzuppandosi di petrolio, ora infuocandosi. Il peggio deve ancora arrivare: il vortice devasta una centrale nucleare e diventa il supersayan di tutti i tornadi: il terrificante "nukenado" con orde di famelici squali verdi-radioattivi che divorano vittime senza pietà lasciando una scia di fallout nucleare non indifferente. I primi due tornado vengono debellati, ma per il terzo c'è bisogno di una enorme quantità di acqua necessaria per raffreddare il nukenado, così come la fusione fredda ci insegna (eh!?); l'unico posto che contiene il necessario sono le cascate del Niagara, dove si conclude l'arco narrativo.
In mezzo a tutto questo bailamme a cui si fa fatica a stare dietro, incontriamo personaggi vecchi e nuovi ma la parte del leone è stata riservata ad April! Ovviamente lei non è morta o, meglio, è morta davvero ma il padre scienziato (Gary Busey), tenendo tutti all'oscuro, l'ha trasformata in una sorta di Cyborg - Iron Man - Terminator. Hai capito gli sceneggiatori? Hanno davvero ammazzato April, ma lei è ancora in mezzo a noi. Furbacchioni, ci avete fregato ancora una volta.
Masiela Lusha *_*
Ok, non racconto altro sulla trama, primo perché non ce n'è il bisogno, secondo perché diventerei altresì noioso. Ma spero di aver reso chiaro un concetto: già dopo 15 minuti, il terrore e la mestizia che si erano impossessati di me dopo i titoli di testa sono stati spazzati via prima da Gemini, poi dalla follia che deve essersi impossessata degli sceneggiatori. Di idee strampalate ce ne sono a IOSA, e per esse vale la semplice regola: sempre di più, sempre più esagerate. Mi domando fino a dove vogliano spingersi con il quinto film della serie, anche se un'idea ci viene spiattellata durante la scena finale. La racconto? Non la racconto? Ma chissenefrega, mica vi guardate Sharknado per la trama! Ecco cosa succede: quando tutto sembra finito, quando la solita famiglia americana si ricompone in allegria, dal cielo arriva roteando come una stellina ninja la TORRE EIFFEL, che si conficca nel terreno con un roboante frastuono mentre a cavalcarla s'intravede una figura femminile: Nova. Sì, lo Sharknado pare non sarà più un problema solo americano, ma anche mondiale! Sono qui che mi frego le mani all'idea di quale altro delirio vedremo l'anno prossimo.
Per il resto, Sharknado 4 continua seguendo fedelmente i binari dei film precedenti:
  • povertà realizzativa disarmante
  • capacità attoriale imbarazzante
  • citazioni a profusione saccheggiando a piene mani dal dorato mondo dei nerd
  • camei di celebrità finite sul viale del tramonto e riesumate per l'occasione.
Sui primi due punti non ho altro da dire: il budget non è cambiato di una virgola e gli attori sono tutti dei cani, anche se, come sempre, Ian Ziering si impegna come non mai. D'altronde è anche produttore, se non ci crede lui nel progetto chi mai può farlo?

Matrioska di squali. Epic Win.
Il gioco delle citazioni a me diverte tantissimo, ormai ho capito che non devo stancarmi perché so che è uno dei giochi a cui noi spettatori affezionati ci prestiamo durante la visione. Ecco un elenco parziale di quelle che ho colto più o meno immediatamente:
  • Non aprite quella porta: durante le scene in Texas, una famiglia intera affronta il tornado con una sega elettrica in mano; un paio di attori hanno partecipato ai film originali ed uno dei personaggi si chiama Gunnar;
  • Tutta la scena in cui compare Steve Guttenberg è fantastica e richiama Christine La Macchina infernale grazie all'apparizione di una Plymouth rossa. Sono sincero: ho riso di gusto. Sono onesto: mi basta poco;
  • "Buckaroo Banzaiiiiiii!" urlato da Reynolds quando si lancia nel vuoto: lo dicevo nella recensione omonima, a me il film non è piaciuto ma per molti è un cult imprescindibile;
  • Baywatch: porco mondo, hai a disposizione David Hasselhoff, perché non citare Baywatch? Ovviamente, eccovi serviti: compaiono Alexandra Paul e Gena Lee Nolin che corrono come nella sigla ma... beh, vengono tristemente divorate da due squali radioattivi;
  • Terminator: April / Tara Reid pronuncia in due punti diversi due battute iconiche: "I'll be back" e "Come with me if you want to live";
  • "Hail to the king" dell'immancabile Armata delle Tenebre: compare un Hail-to-the-nado...
  • Star Wars, ovviamente, con l'altrettanto immancabile "Che la Forza sia con te" quando April accende una spada laser (sì, ci sono anche queste)
  • Aliens scontro finale: l'esoscheletro di Fin è un chiaro omaggio;
  • Infine, quella che per me è la migliore di tutte: "He's a sharknado whisperer", l'uomo che sussurrava agli sharknado (riferito a Fin, ovviamente). Poesia allo stato puro.
Escucha muchacha... io ho bisogno di sapere una sola cosa: donde està! 
Parliamo invece degli attori e dei camei principali degni di menzione:
  • Gary Busey nel ruolo dello scienziato pazzo padre di April. Se il nome non vi dice nulla, vi consiglio caldamente:
    • 1) di fustigarvi
    • 2) di guardare IMMEDIATAMENTE questi due film pietre miliari sul mondo del surf: Un mercoledì da leoni e Point Break. Mi ringrazierete per l'eternità. Per quanto riguarda il buon vecchio Gary, non parliamo di declino, sarebbe come sparare alla Croce Rossa;
  • Masiela Lusha nella parte della cugina Gemini. Lo ammetto: mi aspettavo una sorta di love interest tra Fin e la cugina, se mai fosse successo avrei applaudito gli sceneggiatori per aver seguito il detto "Non c'è cosa più divina...". Bando alle ciance, nemmeno sapevo chi fosse Masiela, ma è evidentemente materiale buono per il Neurone Numero 4, sempre presente quando si tratta di Sharknado;
  • Paul Shaffer, affermato musicista, pianista e compositore che conoscerete sicuramente se avete visto in passato lo show di David Letterman;
  • Lloyd Kaufman, una delle due menti pensanti della Troma e regista di caposaldi quali Toxic Avenger e Tromeo and Juliet; compare un microsecondo come tecnico della Astro-X, ma resta simpatico lo scambio di omaggi Asylum / Troma
  • Vince Neil dei Mötley Crüe compare come ospite di un casinò a Las Vegas.
Eccoli, direttamente da Texas Chainsaw Massacre!
Sharknado, come sempre, porta in dote anche una serie di scene che verranno ricordate per la loro idiozia, assurdità ed epicità; qui di seguito, una carrellata con una personale selezione.
  • Sappiate che April, ora che è Iron Man elettrificata (e forse anche radioattiva) può riportare in vita i malati con due squaletti usati come defibrillatori!
  • Nel delirio del tornado finale, assistiamo impotenti ad una scena che avrebbe fatto esplodere il Collodi con una ovazione: uno squalo mangia un secondo squalo, ma viene inghiottito da un terzo che, a sua volta, viene divorato da un quarto per finire in bocca ad una balena. La cosa brutta brutta brutta è che all'interno dei vari squali e balena c'è tutta la famiglia di Fin...
  • Non vengono toccati solo l'Hoover Dam e il Gran Canyon: anche il Monte Rushmore, altro simbolo americano, viene colpito dalla furia dello sharknado.
  • Fin sfoggia l'arma definitiva: una spada-moto-sega che ricorda vagamente quella di Kylo Ren in Star Wars: il Risveglio della Forza.
  • In una delle prime scene, viene omaggiata perculata la carriera di spogliarellista intrapresa da Ian Ziering; i Chippendales affrontano gli squali volanti e li fermano con la mossa di... Elvis The Pelvis in the Memphis. Fatevi un favore e rinfrescatevi la memoria con questo pezzo di storia della televisione italiana: https://www.youtube.com/watch?v=3Y96M7iEdPw
  • Una delle sequenze più folli e totalmente assurde ha come protagonista uno sferoide composto da spago tipo quello da cucina e tanti squaletti incastrati. La palla è un monumento grosso così e semina distruzione per la città; solo Fin riesce a fermarla semplicemente legandola ad un lampione.
  • Altra sequenza cult presa da Las Vegas: Fin e famiglia si salvano a stento su un galeone trash presente nella scenografia di un albergo; la nave però affonda perché si scontra fatalmente contro uno scoglio di squali. Sì, indovinate come l'hanno chiamato? Sharkberg, ovviamente...
  • Subito dopo vediamo Fin e morosa del figlio a bordo di una macchina, lanciata giù dal tetto dell'hotel per cercare salvezza dal tornado; usando le portiere come alettoni improvvisati, l'auto plana sulla strada senza troppi danni. Punto esclamativo (!).
Colpo del Pacco Dirompente!

Auto e portiere-alettoni.
Chiamate Vin Diesel,
c'è un'ideona per Fast 8!
In definitiva, nonostante i soliti aspetti negativi che è inutile rimarcare in questa sede, aspetti che ne sono ormai un tratto peculiare a cui, peraltro, devo aggiungere un David Hasselhoff sottotono più impegnato a fare il nonno che a spaccare i culi come nel terzo della serie, Sharknado 4 si è rivelato una sorpresa: intendiamoci, il film è terribile, esattamente come tutti gli altri, ma ha l'indubbio pregio di non fermarsi mai, di divertire e di regalare un'ora e mezza di visione spensierata. Se siete persone serie, vecchie dentro e fuori, evitate il film come la peste. Se avete voglia di risvegliare lo spirito cazzone che c'è in voi, questa potrebbe essere l'occasione giusta.

E ora sotto con il 5, #TeamNova ci aspetta, perbacco!
In fondo, come sempre, troverete il Neurone Numero 4 ad aspettarvi.


Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 4
No, seriamente? Il livello di trama è ridicolo, ci sono diversi sharknado che, inspiegabilmente, si propagano e diventano sempre più potenti. Fine della storia.
Musiche: 6,5
Lasciamo stare il tema spacciato in stile Star Wars e concentriamoci sulla frizzante canzone che si sente nei titoli di testa: orecchiabile!
Regia: 5,5
Poco meno che sufficiente, gli effetti speciali sono atroci, le inquadrature idem ma si lascia comunque guardare.
Ritmo: 8
Il ritmo è il punto di forza del quarto film, insieme all'accozzaglia di idee assurde messe a casaccio una dietro l'altra. Sharknado 4 è un Eurostar sparato senza freni.
Violenza: 7
La rappresentazione grafica è inguardabile, ma ci sono tanti squaletti che mozzano teste e accoppano i personaggi. Onestamente, non posso chiedere di più.
Humour: 7
Ecco un esempio di film che non si prende minimamente sul serio: e fa benissimo, questa è la strada giusta.
XXX: 1
Non posso dare zero a Gemini...
Voto Globale: 7
Voto relativizzato, esattamente come gli altri tre della serie: è un tre se volete giocare a fare gli adulti rompiballe, è un 7 se, invece, volete evadere per qualche decina di minuti. Un pelino meglio del terzo, oltretutto.

Gena Lee Nolin (la mia preferita in Baywatch, altro che Pamela Anderson o Carmen Electra!)



Masiela Lusha




Ryan Newman




giovedì 6 agosto 2015

Sharknado 3 - Oh Hell, no! (2015) | Recensione


Sharknado 3 - Oh Hell, no!
Voto Imdb: 4,6
Titolo Originale:Sharknado 3 - Oh Hell, no!
Anno:2015
Genere:Azione / Catastrofico
Nazione:Stati Uniti
Regista:Anthony C. Ferrante
Cast:Ian Ziering, Tara Reid, Cassie Scerbo, David Hasselhoff, Bo Derek

Ma quanto è genuinamente trash questa foto?
Preambolo (potete saltarlo, se volete)
Se non avete idea di cosa stiamo parlando, i seguenti link vi aiuteranno a capire:

007 gli fa una pippa, allo sharknado.
Recensione senza spoiler
Premettendo che è quasi impossibile recensire un qualunque Sharknado senza spoilerare perché alla fine chi legge qui VUOLE sapere cosa vedrà con questo genere di film, mi limito a scrivere in due righe un commento veloce per chi ha intenzione di vederlo senza rovinarsi le (poche) sorprese. Nel terzo film della serie, i tornadi ricolmi di squali attaccano prima Washington D.C., poi scendono verso la Florida, proprio dove è diretto il protagonista perché, come al solito, la sua famiglia è altrove e si caccia in guai del tutto gratuiti et inopportuni. Tra graditi e popputi ritorni (Nova) e tormente che distruggono tutto (veramente tutto, simboli compresi), vedremo arrivare gli squali in posti dove mai nessuno è andato prima... Sharknado 3 mantiene la rotta tracciata dai primi due film della serie, ovvero ignoranza allo stato brado, povertà assoluta di regia ed effetti speciali, tonnellate di camei di persone quasi (o non più) famose, in un tripudio di assurdità assortite. Nella sostanza, valgono lo stesso voto e commento dei film precedenti.

LA SCENA. Punto.

Recensione con spoiler totali globali
- Come possono sopravvivere nello spazio? - chiede Fin (Ian Ziering)
- Come possono sopravvivere in un tornado? - risponde la moglie April (Tara Reid)

Povero Abramo.
Questo dialogo riassume in pieno tutto Sharknado 3. Ebbene, sì: puntuale come un libro di Bruno Vespa, o come Una Poltrona per due trasmesso alla vigilia di Natale, o come il servizio di Studio Aperto su quanto fa caldo d'estate, luglio è indubbiamente il mese di Sharknado e agosto è quello della sua recensione in questi lidi. Stessa spiaggia, stesso mare e... stessi squali, ovviamente. Sharknado è ormai oltre tutto. Non è più una serie di film; è un fenomeno di costume, è la strizzata d'occhio al nerd, è la sublimazione di un prodotto che per contratto e suo malgrado deve essere necessariamente brutto forte perché la gente lo guarda per questo motivo alquanto ridicolo. Con un pizzico di curiosità sulle assurdità che si inventano gli sceneggiatori. Con questo terzo capitolo, però, è cominciata a balenarmi la strisciante sensazione che sia tutto studiato a tavolino per ottenere quel risultato orrendo, e che gli sceneggiatori abbiano buttato l'occhio più al Manuale di Marketing del Kotler che al Compendio delle Sonore Cazzate. Non che prima non fosse stato fatto, sarebbe da ingenui folli non pensarlo: diciamo che siamo pericolosamente vicini al confine tra l'artefatto studiato e un prodotto genuinamente artigianale. Intendiamoci: le Cazzatone abbondano ancora in quantità industriale, semplicemente il mio pensiero si rivolge un po' a quella spontaneità presente nei primi due film e che qui vedo scemare; lo stesso pensiero va anche a quel discorso di onestà intellettuale che permeava tutta la prima produzione (rido da solo per l'accostamento del termine intellettuale a Sharknado... tranquilli). Il problema penso nasca tutto dalla mia mente bacata e da un discorso ideale che mi sono immaginato fare dal regista. Questo:
- Senti. Non ho soldi ma un mucchio di idee strampalate. Non ho i mezzi, ma solo qualche PC scassatissimo reduce dal Millennium Bug e qualche informatico alle prime armi. Per scritturare gli attori ho dovuto rapire i loro gattini e ricattarli. Ma è tutto genuino ed artigiano, ed esce tutto col cuore. E c'è Ian Ziering che, lui sì, ci crede, cazzo! -
Ecco, Sharknado 3 mi sembra che da questo punto di vista si stia un po' perdendo per strada. Quando vedo che è tutto uno spottone enorme con palesi product placement di Subway, parco divertimenti Universal in Florida, Xfinity, lì penso che la direzione intrapresa sia quella di un prodotto un po' troppo furbetto. Probabilmente la domanda vera da porsi è: "Sharknado è quello che il popolo nerd vuole vedere?" Chi lo sa! Lo scopriremo con l'esperimento che compare nel finale del film. Ne parleremo più avanti.
Strano partire subito col commento che, fra l'altro, potrà non sembrare molto positivo. Spazziamo via subito gli equivoci: Sharknado 3 mi ha divertito non poco, e qui di seguito vi snocciolerò i perché.
Sacro Ordine della MotoSega...
Innanzitutto inquadriamo brevemente il contesto: l'eroe Fin sta correndo a perdifiato a Washington: è convocato nientepopodimeno che dal Presidente degli Stati Uniti, il quale gli vuole conferire la Medaglia e l'attestato di Primo Membro della Confraternita della Sega Elettrica (!). Peccato che Fin porti sfiga, e dove c'è lui arriva uno sharknado. I telegiornali stessi iniziano ad insinuare il sospetto che Fin sia così portasfiga da essere in possesso della patente di pirandelliana memoria. Washington viene devastata completamente. Nel frattempo la moglie di Fin è in Florida con la figlia al parco divertimenti della Universal. Indovinate cosa succederà? Esatto, un enorme sharknado si sta dirigendo proprio lì. Fin deve quindi raggiungere la moglie per salvarla. Durante il viaggio incontra Nova (Cassie Scerbo), che si sta riprendendo dal "post traumatic shark disorder" diagnosticatole a causa di quanto le è successo nel primo film. Adesso la fanciulla è una cazzutissima cacciatrice di sharknadi. #TeamNova forever! Ovviamente lo sharknado devasta anche la Florida e si rivela come il peggiore mai visto prima. L'unico modo per debellarlo è usare lo SDI, il cannone spaziale voluto da Reagan, che sarà riattivato da... Gil, ex-astronauta caduto in disgrazia nonché papà di Fin! Segnatevi questo fatto: l'attore è l'immarcescibile David Hasselhoff. In una scena alla Armageddon dei poveri che incontra Gravity, lo scontro con gli squali si sposterà nello spazio. Fantastico tutto ciò! Non siete d'accordo? Vediamo di analizzare più in dettaglio il filmone.
STORIA? Pfui.
Primo fattore: hanno inserito due o tre sottotrame. E questo, credetemi, è male. Un film basato sulle cazzatone non può avere la velleità di migliorarsi pretendendo di coinvolgere lo spettatore con una STORIA. Ma scherziamo? Se gli autori si concentrano troppo sulla trama, le cazzatone saranno più trascurate. Se lo spettatore segue troppo la trama, non si accorge delle cazzatone. Se non è chiaro questo concetto, io lo urlo ai quattro venti: da Sharknado mi aspetto zampillate di stronzate una di seguito all'altra. E basta. Niente orpelli inutili. Quindi: bocciata la sottotrama adolescenziale della figlia di Fin al parco di divertimenti; bocciata la sottotrama di Nova (#TeamNova forever!) e del suo amico in giro per gli States a caccia di sharknadi; bocciata infine la sottotrama di Fin che deve ricongiungersi alla moglie come al solito. Della felice famigliola americana non ce ne fotte una ciolla. Pollice verso.
Secondo fattore da analizzare: le cazzatone. Sì, decisamente ora ragioniamo. Probabilmente ce ne sono meno rispetto al secondo, ma sono veramente grosse. Enormi. Il seguente elenco non vuole essere esaustivo, ma ve ne cito alcune veramente degne:



  • Titoli di testa: esilarante presa in giro di James Bond, con Fin che imbraccia la motosega di fronte all'obiettivo a forma di bocca di squalo.
  • Se nel secondo film si parlava di un libro su come sopravvivere ad uno sharknado scritto da April (poi messo davvero in vendita), qui si cita una fantastica app, Go Shark Yourself e... si scopre che esiste davvero negli store! (clicca sul link)
  • Il Presidente degli Stati Uniti conferisce a Fin il titolo di Primo Membro dell'Ordine della Motosega... regalandogli una scintillante motosega dorata! Senso del kitsch e ignoranza insieme, roba che pure Snoop Dogg si vergognerebbe ad esibire.
  • Gli squali attaccano Washington D.C. Prima un pescecane casca sulla statua di Lincoln; successivamente, i nostri eroi ne impalano un altro con la bandiera americana, assumendo la posa della foto storica di Iwo Jima. Nella stessa sequenza, il Campidoglio viene devastato e l'obelisco resta conficcato capovolto sulle macerie della Casa Bianca. E siamo solo al decimo minuto...
  • Clamorosa citazione dei Monty Python e la scena del Cavaliere Nero (Monty Python e il Sacro Graal), dove l'amico di Nova fa la sua stessa fine, perdendo braccia e gambe a causa degli squali.
  • Uno sharknado irrompe durante una gara di formula NASCAR creando devastazioni assortite.
  • Una delle uccisioni più assurde avviene nel parco divertimenti: uno squalo finisce su una rampa da ottovolante, fa diversi saliscendi sul giro della morte per prendere l'abbrivio e... GNAM! Si pappa Chris Jericho...
  • Nova: "Bisogna creare una torre di fuoco alta almeno 60 miglia affinché il calore sprigionato sia superiore a quello del sole e possa così dissipare le nubi." Mai sentite tante stronzate in così pochi istanti, in una scena carica di tensione e sboronaggine perché la moglie dice a Fin: "Fallo." quando sicuramente tutti pensavano che lei avrebbe cercato di dissuaderlo...
  • Fin e il padre Gil ci mettono ore a prepararsi per il lancio nello spazio a bordo dello Space Shuttle. Arriva April e in 30 secondi netti è seduta in cabina con la tuta da astronauta.
  • Squali nello spazio? Ma certamente! E quale migliore arma di una motosega laser per affettarli? E, incurante di qualunque legge di gravità, The Hoff atterra sulla Luna indenne.
  • Nova uccide gli squali con dei terrificanti PROIETTILI AL MASCARA CALIBRO .75!
  • April (incinta, lo specifico) viene mangiata da uno squalo nello spazio. Quella che sembrava una triste sorte, si rivela la sua salvezza: lo squalo casca sulla Terra e si spiaccica al suolo. Quando pensi che la donna sia spacciata, ecco che da un taglio sul fianco dello squalo spunta il NEONATO di April. E poi lei. Completamente vestita (inutile domandarsi da dove sia uscito il bimbo). Scena davvero raccapricciante, assurda e geniale allo stesso tempo. 
MOTOSEGA LASER! Con avviamento a strappo...
Di fronte a questo elenco (molto) parziale, sorge spontanea una domanda: "Cosa cacchio si inventeranno per il quarto? Hanno praticamente già messo tutto!". La curiosità è veramente tanta. Assolutamente pollice su per le cazzatone.

Voglio l'Oscar solo per questa espressione.
Terzo fattore da analizzare: il cast. I ruoli principali sono sempre gli stessi, ed evito di ripetermi. Ian Ziering è esaltato come un caimano a partecipare a questo film, Tara Reid probabilmente vorrebbe trovarsi altrove ma ha capito che tutto sommato la notorietà (ri)acquisita non è così disprezzabile e quindi ci sta... Cassie Scerbo è davvero cagna, ma... #TeamNova forever! E poi c'è lui. Il mito della mia infanzia. Tamarro con catenone e macchina ultrafantascientifica in Supercar prima, tamarro circondato da bagnine strafighe in Baywatch, dopo. Sto parlando di The Hoff, David Hasselhoff. No, non voglio sapere niente, di come sia in declino e rovinato dall'alcool e invecchiato male e poco aitante e non so che altro. Quello che conta è che The Hoff c'è. E dice stronzate a raffica. In pratica, il suo ruolo naturale. Per quanto riguarda il cast, non posso non menzionare la gara di chi vuole comparire in un cameo, segno della raggiunta notorietà del franchise stesso. Ecco un velocissimo sunto:

Te lo meriti, stronzo. (notare il livore...)
  • Primo su tutti, George R.R. Martin, lo scrittore della saga "Cronache del ghiaccio e del fuoco", meglio conosciuta come "Il Trono di Spade". Si dice che lui stesso, esaltato come noi mai, avesse fatto richiesta di comparire. Accontentato e dilaniato da uno squalo in un picosecondo di fianco ad una tizia vestita da sposa (citazione nella citazione!): ora torni immediatamente a scrivere l'ultimo volume, invece di perdersi in queste cazzate!
  • Lou Ferrigno (lo storico Hulk dell'omonimo telefilm anni '70), che si fa un selfie con Fin prima di essere sbranato da uno squalo.
  • Bo Derek nel ruolo di May, la madre di April. Ovviamente si sprecano le ilari (!) battute sui loro nomi. Ah, la sceneggiatura!
  • Lorenzo Lamas, il Renegade dei telefilm, nel ruolo di un militare.
  • Ne-Yo, rapper
  • Chris Jericho, wrestler
  • Steve Guttenberg e Michael Winslow che conosciamo grazie a Scuola di Polizia.
  • Kendra Wilkinson e Holly Madison (ehm... yuck)
  • un fracco di presentatori americani qui sconosciuti
  • un fracco di piloti di formula NASCAR a me ignoti
  • altre personalità televisive prettamente americane, che non mi dicono assolutamente nulla.
Quarto aspetto da analizzare: #TeamNova! Ecco svelato il perché di questo tormentone.







Quinto ed ultimo aspetto da analizzare: l'impatto social. Come ho scritto all'inizio, Sharknado vive ormai anche della partecipazione del pubblico, che chiede assurdità sempre più insensate. Qui i produttori sono andati oltre: il film termina con un clamoroso cliffhanger e... saranno i telespettatori, tramite Twitter, a decretare il destino di un personaggio! Parliamo di April e di un rottame che cade dallo spazio e la colpisce in pieno sulla crapa. Come andrà a finire? SyFy ha lanciato il sondaggione: voi, da che parte state? #AprilLives o #AprilDies? Lo scopriremo l'anno prossimo all'inizio di Sharknado 4, ovviamente... nell'attesa ci sollazzeremo (!) con Lavalantula (nome geniale), altro film catastrofico della The Asylum uscito a fine luglio, con Steve Guttenberg nella parte principale. Non vediamo l'ora!

E tu da che parte stai?

#AprilDies!

Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama:4
Paradossalmente, senza le sottotrame idiote infilate, il voto sarebbe stato più alto. L'assenza di trama avrebbe ulteriormente glorificato Sharknado 3, purtroppo così non è stato.
Musiche:7
Continuano a piacermi le musiche e le canzoni presenti nel film, che ha pure una sigla tutta sua...
Regia:5
La qualità registica è sufficiente, gli effetti speciali fanno sanguinare gli occhi (distruzione di Washington a parte), ma la gente è contenta così. Ehi, si fa per dire...
Ritmo:8
Indiavolato, con una delle migliori partenze degli ultimi mesi (dire "anni" sarebbe stato eccessivo...)
Violenza:7
Alcune scene sono quasi splatter, anche se inserite in un contesto fortemente assurdo e volutamente esagerato. Gli squali sono solamente schegge impazzite che spiaccinano, decapitano e distruggono. 
Humour:7
Ho riso di gusto di fronte alle assurdità (le aspettavamo tutti al varco) e alle nefandezze dei dialoghi.
XXX:3
Sarebbe stato zero, ma il fan service di #TeamNova ha tutto il nostro apprezzamento.
Voto Globale:6,5
Sono stato a lungo indeciso se confermare il 7 del secondo o penalizzarlo. Alla fine ha prevalso quello che ho scritto verso l'inizio: film furbetto, forse troppo, che va nella giusta direzione ma con un pizzico di calcolo di troppo che mi ha causato qualche inutile sega mentale non voluta.

sabato 1 dicembre 2012

Starcrash - Scontri stellari oltre la terza dimensione (1978) | Recensione

Starcrash - Scontri stellari oltre la terza dimensione
Voto Imdb: 3,7
Titolo Originale:Scontri stellari oltre la terza dimensione
Anno:1978
Genere:Fantascienza
Nazione:Italia
Regista:Lewis Coates (Luigi Cozzi)
Cast:Caroline Munro, Marjoe Gotner, David Hasselhoff, Christopher Plummer

Bello il modellino!
Io avevo l'espressione del tipo a destra.
(Sono i due protagonisti, per inciso)
Ok, questa mi è stata presentata quasi come una sfida (bella tosta) da parte di un amico, che qui saluto. Ho raccolto questa sfida con un pizzico di apprensione; preso il coraggio a piene mani, mi sono tuffato nella visione del film Starcrash - Scontri stellari oltre la terza dimensione. Devo ammetterlo: è stata un'esperienza che va al di là dell'umano. Lisergica, oserei dire.


Keywords: Trash, Cagata Micidiale, Gnocca. E potrei concludere qui la recensione, ma so già che i più esigenti di voi potrebbero rimanerci male, quindi cercherò di esprimere un parere su questa puttanata interplanetaria.

Qui siamo a Tropea. Giuro.
Partiamo da una breve presentazione del background, necessario per comprendere in pieno questa operazione. Siamo nel 1978. Il successo di Guerre Stellari è agli occhi di tutti. Prima del capolavoro di George Lucas, provare a pensare ad un film di fantascienza nel più puro stile space opera era probabilmente considerato un azzardo. La gente sarebbe corsa in massa a guardarlo? Guerre Stellari ha dato la risposta.
Starcrash è, a tutti gli effetti, la risposta italiana a Star Wars, a partire dal titolo internazionale. Principessa Leila? Pfui! Fischi per lei! Noi abbiamo Stella Star. Sissignori, nomen omen! Stella Star, una topa stella di prima grandezza interpretata dalla splendida Caroline Munro. Costei è nota per essere stata una Bond Girl (nel film 007 La Spia che mi amava, 1977, con Roger Moore e insieme all'altrettanto topa splendida Barbara Bach), mentre i fan più scafati se la ricorderanno in qualche produzione Hammer anni '70. Obi Wan Kenobi? Luke Skywalker? Ma per favore! Noi abbiamo due eroi in uno: l'immarcescibile Akton (un inguardabile Marjoe Gotner)! Eroico-cesso-paura senza un minimo perché, protagonista dai poteri speciali (per buona parte del film ci domandiamo spaesati quali siano e a cosa minchia servano) e che fa pure una fine ignobile. Darth Vader? Ahahahahahah! Ma non fateci ridere! Noi abbiamo il carismatico Conte Zarth Arn (Joe Spinell, che ha recitato in Taxi Driver, Il Padrino Parte II, Rocky, Rocky II... ecco, se mai in futuro dovessi pensare al Viale del Tramonto, da ora in poi mi verrà in mente il buon vecchio Joe), che quando muore fra esplosioni pirotecniche non fa altro che urlare "Sono il dominatore dell'universoooooooooooo!". Eppoi, rispetto alla saga degli Jedi, abbiamo un'amazzone che agli americani manca. Leila-Schiava? Ari-pfui! Noi ci abbiamo Nadia Cassini, ci abbiamo. Quattro a zero e tutti a casa.

A sinistra, Nadia Cassini. A sinistra, ho detto.
Ok, dopo aver letto queste righe deliranti e sconclusionate, vi vedo lì davanti al monitor, con l'espressione un po' interdetta mentre cercate di capire:
  • che pasticche ho ingerito;
  • cosa sia in realtà Starcrash.
Facciamo che riparto da capo, presentandovi la storia.

Siamo in una galassia lontana lontana. Il Conte Zarth Arn ha costruito una micidiale arma in grado di distruggere le menti degli uomini. Zarth Arn, l'avrete intuito, è un super cattivo, e vuole diventare il Dominatore dell'Universo. Questa arma, chiamata con un nome roboante tipo Cannone dell'Apocalisse (e già quando l'ho sentita nominare così, intorno alla fine del film tra l'altro, sono scoppiato a ridere come un deficiente), scusate, dicevo: questa arma è così GROSSA e POTENTE che è stata nascosta non IN ma DA un pianeta. Sì, avete capito bene. C'è però l'Imperatore del Primo Cerchio Stellare (sembra più il nome di un colpo segreto della Divina Scuola di Hokuto) che deve essere un fesso epocale perché non riesce a scovare questa arma così INTROVABILE, piccola com'è. Per stanarla invia un super incrociatore stellare, il quale però viene distrutto in un modo un po' confuso che credo di non aver capito bene (siamo intorno al quinto minuto e avevo già la palpebra calante, capitemi). Prima che l'astronave esploda come un uovo nel forno a microonde, vediamo tre moduli di salvataggio che svolazzano qua e là per lo spazio.
Finalmente entrano in scena i protagonisti! Stella Star e Akton. Sono due pirati dello spazio, poco di buono, contrabbandieri da quattro soldi che però sono inspiegabilmente nonché rispettivamente il Miglior Pilota della Galassia e il Migliore Navigatore dell'Universo. Sono inseguiti da Thor della Polizia Intergalattica, una specie di alieno spelacchiato il cui make up finisce improvvisamente da metà collo in giù. Ma non divaghiamo: Thor cattura i due pirati, che vengono condannati ai lavori forzati a vita su due pianeti diversi.
La fuga di Stella Star dal pianeta-prigione è un capolavoro dell'assurdo. Qui la vediamo finalmente nella divisa succinta che poi manterrà per buona parte del film: cosa buona e giusta, a prescindere. Stella Star sobilla gli altri schiavi (due sfigati di mezza età) che si ribellano. Nella sparatoria che ne segue, caratterizzata da splendidi raggi laser che sembrano dei rétini rossi appiccicati sulla pellicola, Stella Star si lancia fuori dalla prigione (?) e atterra in un canneto che fa tanto pianura padana (!). Sopra di lei la prigione esplode (non si capisce come), e sticazzi se muoiono tutti, carcerieri e prigionieri: Stella Star è salva, ed è quello che conta. Viene però ri-catturata da Thor che la porta direttamente dall'Imperatore della Prima Nerch...ehm, dall'Imperatore del Primo etc etc: in cambio della grazia, lei e Akton dovranno trovare l'arma, distruggerla e, già che ci sono, salvare il figliolo dell'imperatore, il Principe Raima, disperso durante la spedizione di ricerca.
Inizia così la Grande Avventura di Stella Star e Akton, che vengono affiancati dal robot umanoide Elle.

Nel classico stile comune alle grandi epopee avventurose di inizio secolo, seguiremo il randomico girovagare dei nostri eroi per la Galassia, mentre mano a mano rintracciano i tre moduli di salvataggio alla ricerca di qualche superstite. Visiteranno un pianeta rigoglioso e abitato dalle Amazzoni (la cui regina, come detto, è Nadia Cassini. Tre minuti tre di significativa presenza scenica). Approderanno su un pianeta totalmente ghiacciato e alla fine atterreranno su un pianeta dove saranno attaccati da esseri primordiali stile Pianeta delle Scimmie. Scoveranno pure Er Principe e salveranno la Galassia in un tripudio di combattimenti stellari, esplosioni e luci allucinogene (sì, l'allitterazione è voluta, so' poeta).

L'avrete intuito: la sceneggiatura sembra il parto di un pazzo rinchiuso in manicomio a cui qualcuno più sano di mente ha cercato di dare ordine, senza troppo successo. O in alternativa, un'altra tesi accreditata vuole che la sceneggiatura fosse stata scritta da un quattordicenne in preda ai primi ormoni dopo aver visto in successione Guerre Stellari e La soldatessa alle grandi manovre.
Al di là della trama che, se ben supportata da tutto il resto, potrebbe anche fare la sua porca figura, sono altre le cose che destano orrore e raccapriccio.

1) Le battute e le situazioni, ai limiti del demenziale.
Qui di seguito qualche esempio...
  • Dove è nascosto il pianeta segreto del Conte? A metà film a qualcuno arriva l'Illuminazione: sarà mica fra le famigerate Stelle Oscure Proibite? Con questo nome, non poteva venire in mente prima? Se si chiamano così, ci sarà un motivo.
  • E' fantastica la scena clou in cui Akton rivela i suoi poteri. Ricordate? Lui e Stella Star sono pirati e contrabbandieri. Ordunque: per necessità lui svela il suo potere, ovvero la capacità di guardare il futuro. Ecco la sua giustificazione per non averla mai usata prima: "E' una cosa contro la legge!". Lo confesso, avevo le lacrime agli occhi per il troppo ridere.
  • La situazione è disperata, l'astronave su cui si trovano gli eroi sta per esplodere e l'Imperatore se ne esce con: "Ho un asso nella manica: posso fermare il tempo!" Al che mi domando. Se hai questo ultrapotere... perché non lo usi contro il Conte, poi? Sei deficiente o cosa?
  • Pianeta ghiacciato: "Fai attenzione, la temperatura di notte scende di MIGLIAIA di gradi." Cioè, qui andiamo oltre lo Zero Assoluto. Oltre i limiti della fisica... magari potevano scoprire pure l'Antimateria, già che c'erano.
2) La recitazione.
Superpoteri senza un perché.
Qui siamo ben al di sotto del minimo sindacale. Siamo così in basso che gli attori stessi hanno preso la vanga e hanno iniziato a scavare di loro spontanea volontà. Caroline Munro che, diciamocelo, è gnocca di prima categoria (vedere contributo del Neurone Numero 4 a fine recensione), qui è assolutamente cagna. Anzi, cagna all'ennesima potenza: Livello Cagna Maledetta. Scena drammatica: inquadratura del suo volto sorridente. Scena action: primo piano del suo splendido sorriso (angolatura diversa). Scena surreale: primo piano dei suoi occhioni spalancati, si intravede il suo bel sorrisone. Scena comica: espressione sorridente ma corrucciata. E' evidente che Kristen Stewart ha preso lei come riferimento per Twilight, riuscendo nel tentativo di estremizzare tutto con la stessa, medesima assenza di espressione. Il suo Livello: Kristen Stewart, inarrivabile. Ma il problema non è solo Stella Star. Alla sua recitazione, la Nostra sopperisce con ben altri doti... cosa che fa anche Nadia Cassini, qui nelle succinte-ma-non-troppo vesti della Regina delle Amazzoni. Il problema sono tutti gli altri! Akton, per esempio: genuinamente osceno. Sembra un maniaco. Livello Raccapriccio Riccio. Il Conte? A parte sgranare gli occhi e urlare frasi ad effetto tipo "Il mondoèmmmmmmiooooo!" non va. Livello Dottor Zero. Si salva l'Imperatore Buono, un grandissimo Cristopher Plummer, l'unico attore degno di questo nome che, però, prende la parte così seriamente da risultare addirittura ridicolo se lo confrontiamo ai livelli degli altri attori. Livello Tutti insieme Appassionatamente.
A destra: è lui!
Sì, lo so che in realtà voi volete sapere di più sulla vera star di questo film... David Hasselhoff nella parte del Principe Raima. Il buon vecchio The Hoff: Idolo del sottoscritto ai tempi di Supercar. Al di là del fatto che viene accreditato in terza posizione fra gli attori principali ma compare solo negli ultimi venti minuti, ecco, in questo breve lasso di tempo ci rendiamo conto di quanto il suo sia un personaggio-fuffa. Ok, salva Stella Star. Ok, si rivela come Principino-di-sta-cippa. Il bello, però, è che lui interviene arrembante e... Akton mUore. A fare il lavoro sporco è sempre la nostra eroina. A salvare il culo alla galassia è Stella Star. Raima se ne sta lì, fa un combattimento con la spada laser dove si vede lontano un miglio che ha appena preso lezioni da qualche schermidore olimpico eliminato al primo turno perché quella postura plasticissima la vedi solo in pedana di fioretto (e qui risate a tutto spiano). E quando alla fine l'abbraccia in modo oltraggiosamente casto, la battuta migliore è del Robot Elle che sbotta con un: "E io che ci faccio qui?"

Insomma, quella battuta è roba di alta scuola, è puro meta-cinema. Le parole di Elle rimbombano nella nostra testa, al punto che inevitabilmente ci porremo questa domanda: "E noi che ci facciamo qui, davanti allo schermo, a guardare questa merda colorata?"

Non uso parole a caso. Ammirate questi bizzarri accostamenti di colore.
3) Gli effetti speciali.
Innanzitutto le astronavi non sembrano fatte col Lego, ma col suo cugino povero: il Duplo.
I raggi laser sembrano fatti col pennarello.
La scenografia non sembra: è tutta plastica e cartapesta. I palazzi di Megaloman al confronto sembrano realizzati dalla Industrial Light and Magic.
La fotografia è costruita attraverso bizzarri e psichedelici accostamenti di colore, il cui risultato è quantomeno azzardato. La galassia, per esempio, viene rappresentata come una distesa nera da cui fanno capolino stelle di tutti colori (per lo più tendenti a tinte shocking) e i pianeti sono palline da golf colorate. Addirittura in una scena, ottenuta mediante sovrapposizione di pellicole, vediamo delle nuvole che splendidamente compenetrano il fianco di una montagna. Ovviamente l'effetto è voluto, vuoi mettere le robe strane che vedi in questi pianeti esotici?
Mork... ehm, Stella Star
I costumi sembrano ottenuti usando la Maglieria Magica di Barbie e il domopak. I risultati migliori sono ovviamente su Stella Star, in un casto nonché onorevole costumino in due pezzi. Peccato che nel finale abbiano deciso di coprirla un po' di più, al punto che con quel vestito Stella Star sembra Mork di Mork & Mindy.
Er Titano de noartri
I mostri (Golem e Titani) sono fatti con la tecnica passo uno. Impossibile non ricordare i prodigi di Ray Harryhausen, il vero maestro della tecnica dello stop-motion il cui significativo contributo può essere visto in filmoni quali Sinbad, Scontro di Titani, L'Isola misteriosa ed altri. Fra l'altro vi suggerisco di recuperare l'Almanacco della Fantascienza 2009 di Nathan Never (Bonelli): c'è un interessante articolo proprio su Ray. Beh, scomodare questo mostro sacro è pura bestemmia: l'effetto ottenuto in StarCrash è tanto pedestre che sembra di vedere un film muto del 1915 a cui sono saltati dei fotogrammi dalla pellicola.

Potevamo stupirvi con effetti speciali. Non l'abbiamo fatto: usate la vostra immaginazione.

Il mondo è mio! Bwahahahah! Agh!
Anche solo preso singolarmente, ciascuno di questi difetti è in grado di annientare un film insieme allo sventurato spettatore che lo guarda. Immaginatevi quindi cosa sia Starcrash, che questi difetti li ha tutti insieme in un colpo solo. Roba da sterminio di massa. Ma... sì, c'è un ma! Questo risultato così sconclusionato, così orrido, così farsesco fa sconfinare il film nel Trash con la T maiuscola. La T, pian piano, lentamente, si trasforma in una C. Quella di Cult. Sissignori! Starcrash fa così cagare che fa il giro su se stesso e dopo l'ennesima volta che scoppi in una risata declamando: "Bella merda!" alla fine te ne esci con: "Che tavanata sublime!". Come spiegavo in altre recensioni, solo una piccola percentuale di spettatori riesce a trasfigurarsi e raggiungere il Nirvana delle Cagate Micidiali, quel limbo sospeso in cui la mente viaggia in uno strato lattiginoso dove tutto è ovattato e la faccia rimane resettata in un ghigno ebete nonché incredulo. Questo limbo porta a quella che potrei definire Accettazione. Non di se stessi (sarebbe chiedere troppo) ma dell'auto-convincimento di aver assistito ad un evento fuori del normale epperò brutto, talmente brutto, che poi alla fine ammetti: "Mi sono pure divertito..."

Actor's Studio.
Alla fine, ricordiamolo, quello che fa trasformare una merda in un cult è il Genio. Il film è intervallato da momenti di pura genialità che lascia storditi per il loro impeto e la loro genuina irruenza. Purtroppo non ci è dato sapere se la genialità fosse consapevole o se fosse solo frutto del caso o del budget ridicolo. Io una risposta ce l'ho, ma ho paura ad esternarla.

Come definire, se non con "Genio puro!" il set dell'astronave di Stella Star e Akton? Gli oblò sembrano occhi, la plancia i denti e la forma tutta è quella di un teschio. E il computer centrale? Un monoblocco plasticosissimo a forma di cervello!


E l'astronave base del Conte? Totalmente a forma di mano, con tanto di dita semoventi. Se in qualche scena avesse assunto la forma del ditone medio alzato, questo film avrebbe preso un 10 sparato: peccato che gli autori non abbiano osato. Ad ogni modo, questa astronave bizzarra ha fatto sì che alcune scene dell'attacco potessero richiamare quelle dell'assalto alla Morte Nera di Guerre Stellari.


Ed infine, il pezzo più bello del film: l'attacco dell'Imperatore al Conte. Fate attenzione alla genialità intrinseca degli autori. I soldati imperiali entrano nell'astronave nemica a bordo di... enormi SUPPOSTE dorate sparate! Queste sfondano muri e finestre (poi ci torniamo), si apre uno sportello e i soldati sbucano fuori sparando all'impazzata. Superbo, davvero superbo. Dicevo delle finestre: siamo nello spazio (lo ricordo, caso mai vi fosse sfuggito questo particolare), le SUPPOSTE sfondano le finestre dell'astronave e... tutto prosegue come se niente fosse! Nessuna decompressione, nessuno che muore per mancanza di ossigeno, solo esplosioni a non finire... tutto molto bello, tutto molto kitsch. Eppoi i buoni perdono questo scontro...

Infine, Starcrash è istruttivo! Puoi imparare cose nuove!
  • Nello spazio si nuota.
  • Nel futuro non si conta usando giorni e ore, ma quadranti e cicli.
  • Se vieni colpito ad un braccio, mUori. Anche se hai i superpoteri.
  • Prevedere il futuro non serve ad una cippa: ci sarà sempre un traditore che ti fregherà. E mUori.
  • Nelle astronavi spaziali puoi aprire le finestre per cambiare aria alle stanze. Tutte le mattine.
  • Lo Starcrash del titolo non è altro che prendere un'astronave gigantesca e lanciarla contro un'altra. Praticamente l'auto-scontro-stellare. I bambini del futuro si divertiranno così. Armi segrete? Cannoni dell'Apocalisse? Ma per favore. Un botto e via!
Stile libero nello spazio.
Nota di colore: Roger Corman ha avuto a che fare col film?
Sì e no. Non ha prodotto direttamente il film. Ma ha comprato i diritti per la sua distribuzione negli Stati Uniti dove, incredibilmente, ha avuto successo tanto quanto in Italia. La parola "successo" è usata in senso relativo, ovviamente. Roger Corman è famoso in tutto il mondo per aver prodotto e diretto film per lo più horror e fantastici low-budget.

La Domanda Finale. Starcrash è migliore o peggiore di Robotropolis?
Non scherziamo. E' così infinitamente peggiore che riesce a raggiungere con grande facilità il livello di Cult. Cosa che Robotropolis non fa. Quindi, secondo la Teoria del Nirvana delle Cagate Micidiali, Starcrash è talmente peggiore che alla fine vince e diventa migliore.

Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 4
La storia in sé non è un problema: ci sta anche. Peccato che la sceneggiatura sia una cosa davvero pietosa. Roba da sedersi su una panchina e piangere disperati.

Musiche: 7,5
Non l'ho scritto nella recensione, ma va detto che le musiche davvero ottime. Perle ai porci, mi viene da pensare. Le ha composte John Barry, pluri-premiato agli Oscar (Nata Libera, La Mia Africa, Balla coi lupi, Il Leone d'inverno...) e responsabile delle colonne sonore di molti film di 007 / James Bond. 
Regia: 3
Una realizzazione così pedestre è cosa davvero rara. Montaggio inesistente, fotografia degna di LSD e Polvere dell'Angelo, recitazione casereccia e così bassa che forse l'ho vista a questi livelli solo in "Superuomini, Superdonne e Superbotte".
Ritmo: 4
Al terzo minuto m'è calata la palpebra. Poi è arrivata Stella Star e il mio interesse s'è ridestato. Da quel momento il film scorre via liscio pur con qualche inciampo durante il percorso.
Violenza: 4
Ahahahahahahahahahaha! L'unico film in cui l'eroe mUore per una lieve ferita al braccio. Come se avessero voluto urlare agli americani: "Obi Wan Kenobi puppa!"
Humour: 8
Ok, durante la visione non sono state poche le risate grasse che mi sono fatto. Tutte involontarie perché il film è davvero r-i-d-i-c-o-l-o.
XXX: 4
Fan service a tutto spiano per Caroline Munro e Nadia Cassini. In realtà il film è ipercastigatissimo, non siamo nemmeno ai livelli di Barbarella.
Voto Globale: 3
Penso sia più corretto un s.v. (senza voto). Alla fine opto per 3: il Numero Perfetto. Questo film è una Perfetta Cagata Micidiale. Film assolutamente consigliato per una serata con amici, pop corn, birra e rutto libero.

Ed ecco il contributo del Neurone Numero 4: Caroline Munro tutta per voi! (Immagini da cliccare in buona/alta qualità)

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