martedì 5 gennaio 2016

Assassination Classroom (2015) | Recensione

Assassination Classroom
Voto Imdb: 6,4
Titolo Originale:Ansatsu kyôshitsu
Anno:2015
Genere:Azione, Commedia, Fantascienza
Nazione:Giappone
Regista:Eiichiro Hasumi
Cast:Ryosuke Yamada, Masaki Suda, Kippei Shiina, Kang Jiyoung

Ah, chi non ha mai sognato di accogliere così i professori? Siate sinceri con voi stessi!
Koro-sensei in tutta la sua... cattiveria efferata.
Assassination Classroom è uno dei piccoli, nuovi fenomeni editoriali in Giappone: nato come manga firmato da Yusei Matsui (2012), si è evoluto in una serie anime arrivata all'annunciata seconda stagione e in un film live, l'oggetto di questa recensione. Premettendo che sono totalmente a digiuno sia del manga che dell'anime, mi sono affacciato al film semplicemente con una vaga idea del soggetto originale. Lo spunto di partenza è, invero, decisamente interessante: uno strano alieno tentacoluto spunta dal nulla, riduce la Luna ad un semplice spicchio, poi piomba sulla Terra ed emette la sua sentenza: il pianeta farà esattamente la stessa fine, e l'unico modo per scongiurare la sua distruzione è uccidere questo strano essere. L'alieno propone uno strano patto ai grandi potenti del mondo: ad ucciderlo deve essere una classe di una scuola giapponese, classe di cui lui sarà il professore. Se entro la fine dell'anno scolastico gli studenti riusciranno ad assassinarlo, la Terra sarà salva. Koro-sensei, così l'alieno viene chiamato ("maestro invulnerabile"), decide anche di quale classe sarà il maestro: la 3-E della scuola media Kunugigaoka. Perché proprio la 3-E? La scuola ha un rigido sistema di valutazione degli alunni, è una delle più prestigiose della Nazione e solo i migliori possono andare nelle classi più ambite; i reietti, quelli che falliscono, vengono confinati nella 3-E, classe che addirittura non si trova nell'edificio principale ma in una catapecchia semi-abbandonata in mezzo ai campi, non distante dal centro. Fra le righe, Koro-sensei offre ai ragazzi un'occasione di riscatto, così che possano scrollarsi di dosso la nomea di "falliti". Oltre al non indifferente succulento premio di 10.000.000 yen che andranno a chi fisicamente riuscirà nell'omicidio. I potenti, in particolare l'esercito del Giappone, acconsentono a questa richiesta, a patto che nessun ragazzo rimanga ferito nei tentativi. Koro-sensei in realtà può essere ucciso da semplici palline di gomma sparate da pistole ad aria compressa, o da banali coltelli di plastica, perché la sua struttura è vulnerabile a tali materiali; per i ragazzi sembra tutto facile, ma purtroppo per loro l'impresa è pressoché impossibile: l'alieno è dotato di una velocità irreale simile al teletrasporto istantaneo, può assumere tutte le forme che vuole, è intelligentissimo e scaltro; in pratica scansa i proiettili con velocità disarmante e niente sembra scalfirlo. Ecco il motivo del nome di "maestro invulnerabile".
Queste sono solo le premesse iniziali di tutto il film: il resto è un susseguirsi di tentativi, a volte ingegnosi, dei ragazzi di uccidere Koro-sensei: rispondere all'appello crivellandolo di colpi, assistere alla lezione di chimica per preparare veleni potentissimi, arti marziali, imboscate... ma niente da fare, l'alieno sventa tutti i loro attacchi con facilità disarmante e sempre con un enorme sorriso stampato sulla sua faccia tonda e gialla. Tra i vari personaggi ne spiccano alcuni, che risulteranno essere i protagonisti: l'introverso Nagisa (in realtà quello che più di tutti ha l'istinto del killer), lo spaccone Karma, il carismatico Karasuma, emissario del Ministero della Difesa che cerca di consigliare al meglio i ragazzi, e Irina Jelavic, killer di origini russe che il Ministero ha mandato in aiuto dei ragazzi spacciandola per sexy professoressa d'inglese.
Ah, le sexy professoresse d'inglese.
La narrazione del film segue, per quanto possibile in un'ora e quaranta circa di visione, la struttura episodica del manga; ogni dieci minuti c'è una scena diversa, corrispondente alla comparsa di un nuovo personaggio o di un nuovo modo di uccidere Koro-sensei. Il risultato è abbastanza frammentato, perché non esiste una trama vera e propria, ma è una sequenza di episodi non dico slegati l'uno dagli altri, ma certamente tenuti insieme con lo sputo grazie al filo conduttore dell'obiettivo finale dei ragazzi. Da qui si capisce subito il grosso limite del film Assassination Classroom: replicare in poco tempo una struttura episodica non è facile, e dal punto di vista della sceneggiatura gli autori hanno scelto la strada più facile ma anche quella meno efficace. In secondo luogo, un potenziale difetto è il target abbastanza basso del film (adolescenti); questo fa sì che, nonostante le premesse molto interessanti, tutto sia stato mantenuto su un tono leggero, forse troppo, anche didascalico e patinato; nessuno muore davvero e non si avverte alcuna sensazione di minaccia.
Interessante, in ogni caso, è la figura di Koro-sensei, che non appare mai come un nemico letale che porterà morte e distruzione, ma anzi, diventerà una figura paterna di riferimento per i ragazzi sbandati ed emarginati dalla società. Uno che, in modo apparentemente masochista, ad ogni fallimento degli studenti dà loro consigli su come ucciderlo meglio e, allo stesso tempo, insegna loro come si sta davvero nel mondo, preparandoli al futuro come nessun altro professore è mai stato in grado di fare prima. 
Buona integrazione CGI / Ambiente (1)
La morale semplicistica e quasi favolistica permea l'intera produzione, rendendo il film forse meno interessante per chi vuole guardarlo con occhi da adulti; tenendo conto però del target di riferimento, devo dire che il messaggio è ben centrato: soprattutto se consideriamo l'esageratamente oppressivo sistema scolastico che esiste davvero in Giappone. Al di là di queste considerazioni che possono valere o non valere a seconda dell'età di chi guarda, il vero difetto del film è un altro: Assassination Classroom è profondamente incompleto, non ha un finale vero e proprio (ne hanno annunciato il seguito nel 2016), soprattutto perché il manga è tuttora in corso e gli sceneggiatori non hanno voluto osare nel raccontare qualcosa di diverso, preferendo percorrere i binari sicuri di una scrittura senza guizzi. Film bocciato, quindi? Assolutamente no, per diversi motivi.
Buona integrazione CGI / Ambiente (2)
Il primo è la realizzazione tecnica: a me è piaciuta parecchio. La qualità dell'immagine è davvero ottima, i colori sono brillanti, la telecamera sicura. Tutto l'insieme fa sì che si respiri davvero l'aria della scalcagnata classe 3-E. In secondo luogo, la realizzazione di Koro-sensei è a mio avviso strepitosa: tutto in CGI, ma reso in modo che non stonasse per nulla con l'ambientazione. Se dovessi fare un esempio molto (MOLTO, ribadisco) azzardato, direi che è come i cartoni animati che interagiscono con gli umani in Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988). 27 anni di distanza hanno colmato un gap tecnico notevole, e l'ottimo risultato è davanti agli occhi di tutti. Koro-sensei è sì cartoon (anzi, anime), ma parla, manipola oggetti, ha un suo posto nell'ambientazione senza mai risultare fuori luogo. Non è cosa da poco, lasciatemelo dire: il tutto con un budget probabilmente medio alto per gli standard giapponesi, ma senz'altro ridicolo se paragonato a produzioni simili hollywoodiane. Gli attori sono quelli che sono: adolescenti, idol (a dare la voce all'alieno è Kazunari Ninomiya degli Arashi, gruppo che spopola fra le ragazze) e comprimari di livello. La scuola recitativa giapponese è nota, può piacere o non piacere, ma se contenuta in toni leggeri da commedia come in questo film, si lascia apprezzare molto bene.
Mi hai convinto!
Se dovessi definire Assassination Classroom in qualche modo, potrei dire che è un film J-Pop: profondamente giapponese per i suoi temi e i cliché inseriti (inchini, rapporto sensei-kohai / maestro-studente, il non dichiararsi e il mai aprirsi veramente con gli altri, etc), ma altrettanto profondamente pop per la carica di allegria, colori e vivacità. Il risultato finale resta godibile, leggero, sebbene non memorabile: buono per un'oretta e mezza di puro relax. Non avendo letto il manga né visto l'anime, non so collocare bene il film: la mia impressione è che probabilmente, nella sua globalità, sia il prodotto meno valido del lotto.

Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 5
Spunto iniziale molto interessante, ma risente troppo della struttura episodica di partenza, col risultato che il film è praticamente una sequenza di episodi slegati che si susseguono uno dopo l'altro.
Musiche: 6
Nulla di memorabile dal mio punto di vista, ma il commerciale j-pop che si sente svolge dignitosamente la sua parte.
Regia: 7
Dal punto di vista della regia, il film è ben fatto. La qualità visiva è eccellente e sembra davvero di trovarsi tra le mura di legno della scuola. Peccato per la mancanza di omogeneità della trama.
Ritmo: 7
Pochi i punti morti, per essere un film orientale non è lento. La sua anima j-pop l'ha reso anzi spigliato e frizzante.
Violenza: 4
E' più una favoletta che altro, le armi sono dichiaratamente di gomma e nessuno deve farsi male davvero. Le premesse (e il titolo) fanno pensare a ben altro.
Humour: 6
Qualche scena buffa affiora qua e là: humour tipicamente nipponico che non sempre funziona con noi occidentali. Non disprezzabile.
XXX: 1
A salvarlo dallo zero spaccato ci pensa la killer-prof russa... ma ovviamente non basta.
Voto Globale: 6,5
Film godibile, innocuo, molto ben realizzato ma fondamentalmente incompleto ed inconsistente come storia: da un lato ha un personaggio molto interessante come Koro-sensei, dall'altro lato non spiega e non risolve niente, rimandando tutto - forse - al seguito annunciato per il 2016. In ogni caso, a mio avviso merita una chance.

2 commenti:

  1. Sembra uno di quei film che dovrei guardare a tutti i costi, anche se il tuo giudizio è scarsino :D

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  2. ahahahahah! :D Dai, se fosse stato scarsino, si sarebbe portato a casa un'insufficienza ;-) Se conosci il genere e sai di cosa si sta parlando, penso che una possibilità potresti anche dargliela, dura pure meno di due ore :P

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