mercoledì 27 giugno 2012

Alta Tensione (2003) | Recensione

Alta Tensione
Voto Imdb: 6,8
image host
Titolo Originale:Haute tension
Anno:2003
Genere:Horror / Slasher
Nazione:Francia
Regista:Alexandre Aja
Cast:Cécile De France, Maïwenn Le Besco, Philippe Nahon

Avevo tanto sentito parlare della nuova ondata di horror francesi e, dall'alto della mia spocchia, per lungo tempo me ne sono tenuto alla larga. Questo perché la parola "francese", in ambito cinematografico, mi rimanda a tre cose: Asterix (ed è cosa molto buona - anche se, beh, lo sappiamo tutti che nasce come fumetto), Luc Besson (cosa buona) e la nouvelle vague (cosa brutta brutta brutta). Embeh? Che avete da guardarmi storto? Nel leggere la Mission di questo Blog dovreste aver già capito che aria tira qui, pertanto torniamo a bomba al discorso iniziale. Vinta la mia ritrosia, mi sono sparato in sequenza alcuni film horror francesi recenti e... vaccaboia, alcuni spaccano, spaccano davvero! Parlo di The Horde, Martyrs, Frontiers - Ai confini dell'inferno e Alta Tensione.

Cominciamo con quest'ultimo, anno 2003, prodotto da Luc Besson e diretto dal giovane Alexandre Aja. Classe 1978, quindi più giovane di me, la qual cosa mi getta in uno sconforto che non avete idea. E, sì, lui è il regista di Piranha 3D, Riflessi di paura e del remake Le colline hanno gli occhi. Mica pizza e fichi. Leggo su Wiki che aveva esordito con un corto (Over the rainbow) e con Furia (1999), dei quali francamente non ce ne frega una beata fava: il botto, cari miei, arriva proprio con questo Alta Tensione.

C'è Marie che deve finire di dare degli esami, e c'è la sua amica Alex che la invita nella sua casa di campagna per aiutarla negli studi. C'è, infine, che queste due amiche girano in macchina ascoltando Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri e, signori miei, bisogna essere disturbati mentalmente per riuscire ad infilare questa canzone in un film che si rivelerà grondante di sangue. Beh, alla fine l'effetto dissonante è voluto e funziona pure bene. Eppoi questa canzone mi piace. Nel giro di pochi minuti ci rendiamo conto che uno psicopatico assassino di mezza età s'aggira proprio nei dintorni, che Marie forse prova qualcosa di più di una semplice amicizia nei confronti di Alex, e già che ci siamo, che inevitabilmente il suddetto assassino irrompe nella casa facendo un macello totale globale sterminando babbo, mamma e fratellino di Alex. Tanto per chiarire che con Aja non si scherza, la scena dell'assassinio del babbo è molto cruenta. Il poveraccio viene accoltellato con un rasoio, immobilizzato a carponi alla scala e decapitato con un comò che viene viUlentemente spinto contro la sua faccia. Da questo momento il film diventa una giostra dove predatore e preda si scambiano più volte il ruolo: Alex viene rapita dal mostro e Marie parte all'inseguimento per salvare l'amica.

Il film ci mostra sia momenti lentissimi dove la tensione fa salire l'angoscia al parossismo, sia momenti con esplosioni di violenza non indifferente. Il ritmo è sostenuto, l'interpretazione di Cécile De France (Marie) è davvero eccezionale, e tutto funziona perfettamente fino a quando non succede una cosa che mi ha fatto incazzare come una bestia. Immaginatemi mentre lo dico con la voce di Gioele Dix quando fa l'automobilista incazzato. C'è un gran colpo di scena che, visto superficialmente, ti fa sgranare gli occhi dalla sorpresa ma che a posteriori ti fa pensare a come il regista ti abbia preso per il culo in maniera plateale. Sì, lo dico proprio apertamente: Aja ha giocato sporco con lo spettatore. Di più non dico per non rovinarvi la sorpresa. Vi faccio giusto un esempio, per quanto sia in un ambito totalmente diverso: Agatha Christie e i gialli con Hercule Poirot. Nelle sue storie l'autrice gioca col lettore, dissemina indizi sia validi che fuorvianti ma tutto - e dico tutto - alla fine si incastra sempre perfettamente, al punto che il lettore, sorpreso dallo spiegone di Poirot, il più delle volte esclama: - Maledetta Agatha, mi hai fregato! (sì, sì, ok, io lo dico in modo un po' più colorito ma ci siamo capiti, vero?)
Ecco. Qui non succede. Aja ti spiazza con un colpo di scena che poteva essere costruito perfettamente, ma che non si incastra per nulla con alcune scene mostrate apparentemente a casaccio e la cui spiegazione, anche con uno sforzo di immaginazione, appare stiracchiata. Peccato!

In conclusione parliamo di un film che funziona per quasi tutta la sua durata, che avvince alla grande, che spiattella qualche scena di violenza gratuita nonché efficace, e che infine cerca quasi disperatamente di sorprendere lo spettatore. Io nel suo insieme lo promuovo: stiamo parlando di uno slasher d'intrattenimento a budget relativamente basso che, visivamente, non ha nulla da invidiare a produzioni più blasonate.

Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 5,5
A mio avviso il bel colpo di scena doveva essere preparato meglio.
Musiche: 7,5
Misto di canzoni francesi, italiane e rock americano con i Muse. Bello!
Regia: 7,5
Non male per essere uno dei primi film. Il maledetto aveva 25 anni. Dimostra davvero padronanza dei mezzi. Maledetto.
Ritmo: 7,5
Lento e angosciante a tratti, iperviolento e cinetico in altri punti. Buona la resa finale.
Violenza: 7,5
Scene cruente e sangue a fiotti. Yo!
Humour: 4
Io ho riso per i Ricchi e poveri. Ignoro quanto fosse voluto questo effetto, ma importa ben poco.
XXX: 5,5
Qualcosa si vede.
Voto Globale: 6,5
Promosso. Se ogni tanto mi torna in mente, vorrà pur dire qualcosa...


Ed ecco i soliti screenshot in alta risoluzione:
image host image host image host image host image host image host image host image host image host

10 commenti:

  1. Bello, violentissimo e veloce, una rasoiata con annessa mazzata sui denti. Okay, la trama non ha alcun senso e il colpo di scena è disonesto e usato solo per stupire, ma il film è tanto buono che lo si perdona. Peccato che poi Aja abbia diretto solo vaccate con tutti quei remake...

    RispondiElimina
  2. In parte condivido il tuo commento. Però io una cosa devo ammetterla: Piranha 3D (non il seguito) a me non è dispiaciuto affatto. E' talmente ignorante, talmente deficiente che alla fine è risultato perfetto per farsi due ghignate. :) Devo ancora vedere Riflessi di Paura, spero non sia orrendo. :)

    RispondiElimina
  3. ottimo film, ma trama copiata da INTENSITY di Dean Koontz e rovinato da un finale IMMONDO. Di francese consiglio anche "calvaire" e "a l'interieur" pesantissimo!)


    www.storielacrimevoli.blogspot.it/

    RispondiElimina
  4. è ottimo questo film, da nove-dieci

    RispondiElimina
  5. Con quel finale si è preso in giro lo spettatore.. Per me è insufficiente.

    RispondiElimina
  6. Ma scusate ma se e stata marie, allora quel altro ki e ke abbiamo visto ke ha fatto un massacro di persone non ho capito un cazzo

    RispondiElimina
  7. ECCO SI MI ASSOCIO AL COMMENTO DI ANONIMO, ANCH'IO NON HO CAPITO NULLA

    RispondiElimina
    Risposte
    1. credo che Haranban si riferisse proprio a quello quando dice che lo spettatore viene preso per i fondelli.
      In effetti se ripensi a posteriori alla maggior parte delle scene non esiste una spiegazione logica per la maggior parte di esse. In questo mi sento di dar ragione ad Haranban: il gioco è bello quando alla fine si riescono ad incastrare tutti ipezzi del puzzle.

      Elimina
  8. Sono molto in disaccordo con quelli che hanno commentato prima di me, ed in particolare con il primo. Dire che la trama non ha alcun senso è una cosa fuori dal mondo. Così come liquidare così il seguito della carriera di Aja, Le colline hanno gli occhi è stato invece davvero notevole (tanto più che si tratta per l'appunto di un remake, operazione da sempre notoriamente problematica).
    Tornando ad Alta Tensione, paragonarlo ad un romanzo della Christie, scusami, ma è un paragone che lascia il tempo che trova. Non sono paragonabili, il giallo basato sulla dissimulazione di una trama perfettamente congegnata, all'inglese, con uno splatter costruito sul ritmo e sull'impatto delle sue scene. La storia non è lineare, ma le incongruenze sono proiezioni della mente di Marie, perché il punto di vista è il suo, e la sequenza iniziale funziona da avvertimento ex-post. Questo si comprende alla fine (qualcuno in modo colorito fa presente di non esserci arrivato, non è obbligatorio, evidentemente), così come doveva essere. Lo spettatore viene depistato, si tratta di stare al gioco.

    RispondiElimina
  9. Ciao Lem, innanzitutto grazie per il tuo commento, a me piace sempre leggere tanti punti di vista diversi! Pur avendo liquidato la carriera di Aja in poche righe, tutto sommato devo riconoscere nel regista molte qualità (e non credo di averne parlato male, in effetti). Continuo però ad essere in disaccordo con la tua nota sul finale (come vedi e come potrai leggere nei commenti su altri blog simili, è un finale che divide). Ho premesso, e me ne rendo ben conto, che il paragone con Agatha Christie è azzardato proprio perché gli ambiti e i mezzi sono totalmente diversi. Ma l'esempio è nato per spiegare il mio punto di vista. A me NON piace che il regista / sceneggiatore per tre quarti di film ti faccia credere una cosa e poi, alla fine, ti dice: No, guarda, è quest'altra. Senza aver lasciato uno straccio di "indizio" (passami il termine in un contesto strano come questo horror) che ti faccia pensare a posteriori a qualche dissonanza che si spiega con il colpo di scena. Questo semplicemente non avviene. Mi sembra tanto, che so, un Dallas con lo sceneggiatore che ti ride in faccia dicendoti: "AHAHAHAH era tutto un sogno di Pamela!" In questo senso dico che è un giocare sporco. Poi il film a me è piaciuto comunque, tanto che non l'ho bocciato.
    Spero di rivederti in questi lidi :) Ciao!

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...