sabato 1 dicembre 2012

Starcrash - Scontri stellari oltre la terza dimensione (1978) | Recensione

Starcrash - Scontri stellari oltre la terza dimensione
Voto Imdb: 3,7
Titolo Originale:Scontri stellari oltre la terza dimensione
Anno:1978
Genere:Fantascienza
Nazione:Italia
Regista:Lewis Coates (Luigi Cozzi)
Cast:Caroline Munro, Marjoe Gotner, David Hasselhoff, Christopher Plummer

Bello il modellino!
Io avevo l'espressione del tipo a destra.
(Sono i due protagonisti, per inciso)
Ok, questa mi è stata presentata quasi come una sfida (bella tosta) da parte di un amico, che qui saluto. Ho raccolto questa sfida con un pizzico di apprensione; preso il coraggio a piene mani, mi sono tuffato nella visione del film Starcrash - Scontri stellari oltre la terza dimensione. Devo ammetterlo: è stata un'esperienza che va al di là dell'umano. Lisergica, oserei dire.


Keywords: Trash, Cagata Micidiale, Gnocca. E potrei concludere qui la recensione, ma so già che i più esigenti di voi potrebbero rimanerci male, quindi cercherò di esprimere un parere su questa puttanata interplanetaria.

Qui siamo a Tropea. Giuro.
Partiamo da una breve presentazione del background, necessario per comprendere in pieno questa operazione. Siamo nel 1978. Il successo di Guerre Stellari è agli occhi di tutti. Prima del capolavoro di George Lucas, provare a pensare ad un film di fantascienza nel più puro stile space opera era probabilmente considerato un azzardo. La gente sarebbe corsa in massa a guardarlo? Guerre Stellari ha dato la risposta.
Starcrash è, a tutti gli effetti, la risposta italiana a Star Wars, a partire dal titolo internazionale. Principessa Leila? Pfui! Fischi per lei! Noi abbiamo Stella Star. Sissignori, nomen omen! Stella Star, una topa stella di prima grandezza interpretata dalla splendida Caroline Munro. Costei è nota per essere stata una Bond Girl (nel film 007 La Spia che mi amava, 1977, con Roger Moore e insieme all'altrettanto topa splendida Barbara Bach), mentre i fan più scafati se la ricorderanno in qualche produzione Hammer anni '70. Obi Wan Kenobi? Luke Skywalker? Ma per favore! Noi abbiamo due eroi in uno: l'immarcescibile Akton (un inguardabile Marjoe Gotner)! Eroico-cesso-paura senza un minimo perché, protagonista dai poteri speciali (per buona parte del film ci domandiamo spaesati quali siano e a cosa minchia servano) e che fa pure una fine ignobile. Darth Vader? Ahahahahahah! Ma non fateci ridere! Noi abbiamo il carismatico Conte Zarth Arn (Joe Spinell, che ha recitato in Taxi Driver, Il Padrino Parte II, Rocky, Rocky II... ecco, se mai in futuro dovessi pensare al Viale del Tramonto, da ora in poi mi verrà in mente il buon vecchio Joe), che quando muore fra esplosioni pirotecniche non fa altro che urlare "Sono il dominatore dell'universoooooooooooo!". Eppoi, rispetto alla saga degli Jedi, abbiamo un'amazzone che agli americani manca. Leila-Schiava? Ari-pfui! Noi ci abbiamo Nadia Cassini, ci abbiamo. Quattro a zero e tutti a casa.

A sinistra, Nadia Cassini. A sinistra, ho detto.
Ok, dopo aver letto queste righe deliranti e sconclusionate, vi vedo lì davanti al monitor, con l'espressione un po' interdetta mentre cercate di capire:
  • che pasticche ho ingerito;
  • cosa sia in realtà Starcrash.
Facciamo che riparto da capo, presentandovi la storia.

Siamo in una galassia lontana lontana. Il Conte Zarth Arn ha costruito una micidiale arma in grado di distruggere le menti degli uomini. Zarth Arn, l'avrete intuito, è un super cattivo, e vuole diventare il Dominatore dell'Universo. Questa arma, chiamata con un nome roboante tipo Cannone dell'Apocalisse (e già quando l'ho sentita nominare così, intorno alla fine del film tra l'altro, sono scoppiato a ridere come un deficiente), scusate, dicevo: questa arma è così GROSSA e POTENTE che è stata nascosta non IN ma DA un pianeta. Sì, avete capito bene. C'è però l'Imperatore del Primo Cerchio Stellare (sembra più il nome di un colpo segreto della Divina Scuola di Hokuto) che deve essere un fesso epocale perché non riesce a scovare questa arma così INTROVABILE, piccola com'è. Per stanarla invia un super incrociatore stellare, il quale però viene distrutto in un modo un po' confuso che credo di non aver capito bene (siamo intorno al quinto minuto e avevo già la palpebra calante, capitemi). Prima che l'astronave esploda come un uovo nel forno a microonde, vediamo tre moduli di salvataggio che svolazzano qua e là per lo spazio.
Finalmente entrano in scena i protagonisti! Stella Star e Akton. Sono due pirati dello spazio, poco di buono, contrabbandieri da quattro soldi che però sono inspiegabilmente nonché rispettivamente il Miglior Pilota della Galassia e il Migliore Navigatore dell'Universo. Sono inseguiti da Thor della Polizia Intergalattica, una specie di alieno spelacchiato il cui make up finisce improvvisamente da metà collo in giù. Ma non divaghiamo: Thor cattura i due pirati, che vengono condannati ai lavori forzati a vita su due pianeti diversi.
La fuga di Stella Star dal pianeta-prigione è un capolavoro dell'assurdo. Qui la vediamo finalmente nella divisa succinta che poi manterrà per buona parte del film: cosa buona e giusta, a prescindere. Stella Star sobilla gli altri schiavi (due sfigati di mezza età) che si ribellano. Nella sparatoria che ne segue, caratterizzata da splendidi raggi laser che sembrano dei rétini rossi appiccicati sulla pellicola, Stella Star si lancia fuori dalla prigione (?) e atterra in un canneto che fa tanto pianura padana (!). Sopra di lei la prigione esplode (non si capisce come), e sticazzi se muoiono tutti, carcerieri e prigionieri: Stella Star è salva, ed è quello che conta. Viene però ri-catturata da Thor che la porta direttamente dall'Imperatore della Prima Nerch...ehm, dall'Imperatore del Primo etc etc: in cambio della grazia, lei e Akton dovranno trovare l'arma, distruggerla e, già che ci sono, salvare il figliolo dell'imperatore, il Principe Raima, disperso durante la spedizione di ricerca.
Inizia così la Grande Avventura di Stella Star e Akton, che vengono affiancati dal robot umanoide Elle.

Nello classico stile comune alle grandi epopee avventurose di inizio secolo, seguiremo il randomico girovagare dei nostri eroi per la Galassia, mentre mano a mano rintracciano i tre moduli di salvataggio alla ricerca di qualche superstite. Visiteranno un pianeta rigoglioso e abitato dalle Amazzoni (la cui regina, come detto, è Nadia Cassini. Tre minuti tre di significativa presenza scenica). Approderanno su un pianeta totalmente ghiacciato e alla fine atterreranno su un pianeta dove saranno attaccati da esseri primordiali stile Pianeta delle Scimmie. Scoveranno pure Er Principe e salveranno la Galassia in un tripudio di combattimenti stellari, esplosioni e luci allucinogene (sì, l'allitterazione è voluta, so' poeta).

L'avrete intuito: la sceneggiatura sembra il parto di un pazzo rinchiuso in manicomio a cui qualcuno più sano di mente ha cercato di dare ordine, senza troppo successo. O in alternativa, un'altra tesi accreditata vuole che la sceneggiatura fosse stata scritta da un quattordicenne in preda ai primi ormoni dopo aver visto in successione Guerre Stellari e La soldatessa alle grandi manovre.
Al di là della trama che, se ben supportata da tutto il resto, potrebbe anche fare la sua porca figura, sono altre le cose che destano orrore e raccapriccio.

1) Le battute e le situazioni, ai limiti del demenziale.
Qui di seguito qualche esempio...
  • Dove è nascosto il pianeta segreto del Conte? A metà film a qualcuno arriva l'Illuminazione: sarà mica fra le famigerate Stelle Oscure Proibite? Con questo nome, non poteva venire in mente prima? Se si chiamano così, ci sarà un motivo.
  • E' fantastica la scena clou in cui Akton rivela i suoi poteri. Ricordate? Lui e Stella Star sono pirati e contrabbandieri. Ordunque: per necessità lui svela il suo potere, ovvero la capacità di guardare il futuro. Ecco la sua giustificazione per non averla mai usata prima: "E' una cosa contro la legge!". Lo confesso, avevo le lacrime agli occhi per il troppo ridere.
  • La situazione è disperata, l'astronave su cui si trovano gli eroi sta per esplodere e l'Imperatore se ne esce con: "Ho un asso nella manica: posso fermare il tempo!" Al che mi domando. Se hai questo ultrapotere... perché non lo usi contro il Conte, poi? Sei deficiente o cosa?
  • Pianeta ghiacciato: "Fai attenzione, la temperatura di notte scende di MIGLIAIA di gradi." Cioè, qui andiamo oltre lo Zero Assoluto. Oltre i limiti della fisica... magari potevano scoprire pure l'Antimateria, già che c'erano.
2) La recitazione.
Superpoteri senza un perché.
Qui siamo ben al di sotto del minimo sindacale. Siamo così in basso che gli attori stessi hanno preso la vanga e hanno iniziato a scavare di loro spontanea volontà. Caroline Munro che, diciamocelo, è gnocca di prima categoria (vedere contributo del Neurone Numero 4 a fine recensione), qui è assolutamente cagna. Anzi, cagna all'ennesima potenza: Livello Cagna Maledetta. Scena drammatica: inquadratura del suo volto sorridente. Scena action: primo piano del suo splendido sorriso (angolatura diversa). Scena surreale: primo piano dei suoi occhioni spalancati, si intravede il suo bel sorrisone. Scena comica: espressione sorridente ma corrucciata. E' evidente che Kristen Stewart ha preso lei come riferimento per Twilight, riuscendo nel tentativo di estremizzare tutto con la stessa, medesima assenza di espressione. Il suo Livello: Kristen Stewart, inarrivabile. Ma il problema non è solo Stella Star. Alla sua recitazione, la Nostra sopperisce con ben altri doti... cosa che fa anche Nadia Cassini, qui nelle succinte-ma-non-troppo vesti della Regina delle Amazzoni. Il problema sono tutti gli altri! Akton, per esempio: genuinamente osceno. Sembra un maniaco. Livello Raccapriccio Riccio. Il Conte? A parte sgranare gli occhi e urlare frasi ad effetto tipo "Il mondoèmmmmmmiooooo!" non va. Livello Dottor Zero. Si salva l'Imperatore Buono, un grandissimo Cristopher Plummer, l'unico attore degno di questo nome che, però, prende la parte così seriamente da risultare addirittura ridicolo se lo confrontiamo ai livelli degli altri attori. Livello Tutti insieme Appassionatamente.
A destra: è lui!
Sì, lo so che in realtà voi volete sapere di più sulla vera star di questo film... David Hasselhoff nella parte del Principe Raima. Il buon vecchio The Hoff: Idolo del sottoscritto ai tempi di Supercar. Al di là del fatto che viene accreditato in terza posizione fra gli attori principali ma compare solo negli ultimi venti minuti, ecco, in questo breve lasso di tempo ci rendiamo conto di quanto il suo sia un personaggio-fuffa. Ok, salva Stella Star. Ok, si rivela come Principino-di-sta-cippa. Il bello, però, è che lui interviene arrembante e... Akton mUore. A fare il lavoro sporco è sempre la nostra eroina. A salvare il culo alla galassia è Stella Star. Raima se ne sta lì, fa un combattimento con la spada laser dove si vede lontano un miglio che ha appena preso lezioni da qualche schermidore olimpico eliminato al primo turno perché quella postura plasticissima la vedi solo in pedana di fioretto (e qui risate a tutto spiano). E quando alla fine l'abbraccia in modo oltraggiosamente casto, la battuta migliore è del Robot Elle che sbotta con un: "E io che ci faccio qui?"

Insomma, quella battuta è roba di alta scuola, è puro meta-cinema. Le parole di Elle rimbombano nella nostra testa, al punto che inevitabilmente ci porremo questa domanda: "E noi che ci facciamo qui, davanti allo schermo, a guardare questa merda colorata?"

Non uso parole a caso. Ammirate questi bizzarri accostamenti di colore.
3) Gli effetti speciali.
Innanzitutto le astronavi non sembrano fatte col Lego, ma col suo cugino povero: il Duplo.
I raggi laser sembrano fatti col pennarello.
La scenografia non sembra: è tutta plastica e cartapesta. I palazzi di Megaloman al confronto sembrano realizzati dalla Industrial Light and Magic.
La fotografia è costruita attraverso bizzarri e psichedelici accostamenti di colore, il cui risultato è quantomeno azzardato. La galassia, per esempio, viene rappresentata come una distesa nera da cui fanno capolino stelle di tutti colori (per lo più tendenti a tinte shocking) e i pianeti sono palline da golf colorate. Addirittura in una scena, ottenuta mediante sovrapposizione di pellicole, vediamo delle nuvole che splendidamente compenetrano il fianco di una montagna. Ovviamente l'effetto è voluto, vuoi mettere le robe strane che vedi in questi pianeti esotici?
Mork... ehm, Stella Star
I costumi sembrano ottenuti usando la Maglieria Magica di Barbie e il domopak. I risultati migliori sono ovviamente su Stella Star, in un casto nonché onorevole costumino in due pezzi. Peccato che nel finale abbiano deciso di coprirla un po' di più, al punto che con quel vestito Stella Star sembra Mork di Mork & Mindy.
Er Titano de noartri
I mostri (Golem e Titani) sono fatti con la tecnica passo uno. Impossibile non ricordare i prodigi di Ray Harryhausen, il vero maestro della tecnica dello stop-motion il cui significativo contributo può essere visto in filmoni quali Sinbad, Scontro di Titani, L'Isola misteriosa ed altri. Fra l'altro vi suggerisco di recuperare l'Almanacco della Fantascienza 2009 di Nathan Never (Bonelli): c'è un interessante articolo proprio su Ray. Beh, scomodare questo mostro sacro è pura bestemmia: l'effetto ottenuto in StarCrash è tanto pedestre che sembra di vedere un film muto del 1915 a cui sono saltati dei fotogrammi dalla pellicola.

Potevamo stupirvi con effetti speciali. Non l'abbiamo fatto: usate la vostra immaginazione.

Il mondo è mio! Bwahahahah! Agh!
Anche solo preso singolarmente, ciascuno di questi difetti è in grado di annientare un film insieme allo sventurato spettatore che lo guarda. Immaginatevi quindi cosa sia Starcrash, che questi difetti li ha tutti insieme in un colpo solo. Roba da sterminio di massa. Ma... sì, c'è un ma! Questo risultato così sconclusionato, così orrido, così farsesco fa sconfinare il film nel Trash con la T maiuscola. La T, pian piano, lentamente, si trasforma in una C. Quella di Cult. Sissignori! Starcrash fa così cagare che fa il giro su se stesso e dopo l'ennesima volta che scoppi in una risata declamando: "Bella merda!" alla fine te ne esci con: "Che tavanata sublime!". Come spiegavo in altre recensioni, solo una piccola percentuale di spettatori riesce a trasfigurarsi e raggiungere il Nirvana delle Cagate Micidiali, quel limbo sospeso in cui la mente viaggia in uno strato lattiginoso dove tutto è ovattato e la faccia rimane resettata in un ghigno ebete nonché incredulo. Questo limbo porta a quella che potrei definire Accettazione. Non di se stessi (sarebbe chiedere troppo) ma dell'auto-convincimento di aver assistito ad un evento fuori del normale epperò brutto, talmente brutto, che poi alla fine ammetti: "Mi sono pure divertito..."

Actor's Studio.
Alla fine, ricordiamolo, quello che fa trasformare una merda in un cult è il Genio. Il film è intervallato da momenti di pura genialità che lascia storditi per il loro impeto e la loro genuina irruenza. Purtroppo non ci è dato sapere se la genialità fosse consapevole o se fosse solo frutto del caso o del budget ridicolo. Io una risposta ce l'ho, ma ho paura ad esternarla.

Come definire, se non con "Genio puro!" il set dell'astronave di Stella Star e Akton? Gli oblò sembrano occhi, la plancia i denti e la forma tutta è quella di un teschio. E il computer centrale? Un monoblocco plasticosissimo a forma di cervello!

E l'astronave base del Conte? Totalmente a forma di mano, con tanto di dita semoventi. Se in qualche scena avesse assunto la forma del ditone medio alzato, questo film avrebbe preso un 10 sparato: peccato che gli autori non abbiano osato. Ad ogni modo, questa astronave bizzarra ha fatto sì che alcune scene dell'attacco potessero richiamare quelle dell'assalto alla Morte Nera di Guerre Stellari.

Ed infine, il pezzo più bello del film: l'attacco dell'Imperatore al Conte. Fate attenzione alla genialità intrinseca degli autori. I soldati imperiali entrano nell'astronave nemica a bordo di... enormi SUPPOSTE dorate sparate! Queste sfondano muri e finestre (poi ci torniamo), si apre uno sportello e i soldati sbucano fuori sparando all'impazzata. Superbo, davvero superbo. Dicevo delle finestre: siamo nello spazio (lo ricordo, caso mai vi fosse sfuggito questo particolare), le SUPPOSTE sfondano le finestre dell'astronave e... tutto prosegue come se niente fosse! Nessuna decompressione, nessuno che muore per mancanza di ossigeno, solo esplosioni a non finire... tutto molto bello, tutto molto kitsch. Eppoi i buoni perdono questo scontro...

Infine, Starcrash è istruttivo! Puoi imparare cose nuove!
  • Nello spazio si nuota.
  • Nel futuro non si conta usando giorni e ore, ma quadranti e cicli.
  • Se vieni colpito ad un braccio, mUori. Anche se hai i superpoteri.
  • Prevedere il futuro non serve ad una cippa: ci sarà sempre un traditore che ti fregherà. E mUori.
  • Nelle astronavi spaziali puoi aprire le finestre per cambiare aria alle stanze. Tutte le mattine.
  • Lo Starcrash del titolo non è altro che prendere un'astronave gigantesca e lanciarla contro un'altra. Praticamente l'auto-scontro-stellare. I bambini del futuro si divertiranno così. Armi segrete? Cannoni dell'Apocalisse? Ma per favore. Un botto e via!
Stile libero nello spazio.
Nota di colore: Roger Corman ha avuto a che fare col film?
Sì e no. Non ha prodotto direttamente il film. Ma ha comprato i diritti per la sua distribuzione negli Stati Uniti dove, incredibilmente, ha avuto successo tanto quanto in Italia. La parola "successo" è usata in senso relativo, ovviamente. Roger Corman è famoso in tutto il mondo per aver prodotto e diretto film per lo più horror e fantastici low-budget.

La Domanda Finale. Starcrash è migliore o peggiore di Robotropolis?
Non scherziamo. E' così infinitamente peggiore che riesce a raggiungere con grande facilità il livello di Cult. Cosa che Robotropolis non fa. Quindi, secondo la Teoria del Nirvana delle Cagate Micidiali, Starcrash è talmente peggiore che alla fine vince e diventa migliore.

Il Pagellone!
Così è deciso!
Trama: 4
La storia in sé non è un problema: ci sta anche. Peccato che la sceneggiatura sia una cosa davvero pietosa. Roba da sedersi su una panchina e piangere disperati.

Musiche: 7,5
Non l'ho scritto nella recensione, ma va detto che le musiche davvero ottime. Perle ai porci, mi viene da pensare. Le ha composte John Barry, pluri-premiato agli Oscar (Nata Libera, La Mia Africa, Balla coi lupi, Il Leone d'inverno...) e responsabile delle colonne sonore di molti film di 007 / James Bond
Regia: 3
Una realizzazione così pedestre è cosa davvero rara. Montaggio inesistente, fotografia degna di LSD e Polvere dell'Angelo, recitazione casereccia e così bassa che forse l'ho vista a questi livelli solo in "Superuomini, Superdonne e Superbotte".
Ritmo: 4
Al terzo minuto m'è calata la palpebra. Poi è arrivata Stella Star e il mio interesse s'è ridestato. Da quel momento il film scorre via liscio pur con qualche inciampo durante il percorso.
Violenza: 4
Ahahahahahahahahahaha! L'unico film in cui l'eroe mUore per una lieve ferita al braccio. Come se avessero voluto urlare agli americani: "Obi Wan Kenobi puppa!"
Humour: 8
Ok, durante la visione non sono state poche le risate grasse che mi sono fatto. Tutte involontarie perché il film è davvero r-i-d-i-c-o-l-o.
XXX: 4
Fan service a tutto spiano per Caroline Munro e Nadia Cassini. In realtà il film è ipercastigatissimo, non siamo nemmeno ai livelli di Barbarella.
Voto Globale: 3
Penso sia più corretto un s.v. (senza voto). Alla fine opto per 3: il Numero Perfetto. Questo film è una Perfetta Cagata Micidiale. Film assolutamente consigliato per una serata con amici, pop corn, birra e rutto libero.

Ed ecco il contributo del Neurone Numero 4: Caroline Munro tutta per voi! (Immagini da cliccare in buona/alta qualità)

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7 commenti:

  1. Bella recensione, mi hai fatto ridere e hai preso il film nel modo giusto: cagata ma di alto valore metacinematografico! :)

    ps: Preciso che Barbara Bach e la Bond girl mentre Chaterine Bach e' la tipa di hazzard!

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  2. @SevenLegion
    Urca!!! Hai proprio ragione, la mia è stata una svista imperdonabile! Correggo immediatamente l'articolo, grazie mille :D :D :D

    Ovviamente concordo col resto del tuo commento ;)

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  3. Bellissima recensione, ho le lacrime agli occhi!!!

    Solo una domanda: perché ogni volta scrivi mUori con la U maiuscola?

    Pedro.

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  4. Grazie, Pedro! :D

    Per quanto riguarda la tua domanda: prendilo come un vezzo stilistico. Metto la maiuscola sulla U per accentuare l'accento - permettimi il bisticcio di parole - su quella lettera. Nella mia mente bacata, la cosa dovrebbe suscitare un principio (piccolo piccolo) di ilarità. :)

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  5. Fantastica recensione,complimenti...il film ( o come lo vuoi chiamare )non ho avuto ancora il piacere di vederlo ma e' come se l'avessi fatto.Bravissimo :-)

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  6. bella recensione ma...
    alcune precisazioni e alcuni compendi:
    il regista e' Lewis Coates, ovvero, il nostrano Luigi Cozzi.
    il furbo regista ando' da Golam e Globus, della Cannon Group, forte del successo di Guerre Stellari, e ricevette un po' di soldi per produrre il filmettino, presentandolo come epico (tanto e' vero che, in america, non in italia, il film usci' in Dolby Stereo, che, all'epoca, era destinato solo a produzioni in vista). ovviamente, quando ebbero in mano il film, il duo della Cannon rimasero un po' interdetti... il film non ebbe proprio tutto questo successo, il ruolo di "cult" e' assurto piano piano, negli anni...
    David Hasseloff all'epoca era sconosciuto, da noi come in patria, avendo al suo attivo solamente il film goliardico-scollacciato (e uno dei preferiti di Tarantino) "le ragazze pon pon n.2" (in realta' terzo capitolo di una serie di cui il primo mi risulta inedito da noi), ed un paio di comparsate in un telefilm e in un programma di Dean Martin.
    gli effetti speciali, altro che col lego... sono stati fatti con pezzi vari di recupero presi qua e la: si vede anche un "nucleo" che si usa come "centro" per i rulli di pellicola, riverniciato in silver per farlo passare come un pezzo di astronavi... (qui possiamo vedere la versione piu' grande di quel "nucleo", al centro del rullo di pellicola http://cinema.web-libero.it/wp-content/gallery/revisione_pellicole_festival/003-la-preparazione.jpg )
    comunque esiste anche un film accreditato, all'estero, come "starcrash 2", ovvero "Giochi erotici nella 3a galassia", dell'italiano Bitto Albertini, che riusa parecchi effetti speciali del film...

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  7. Gentile Haranban, mi permetto di segnalarle che David Hasseloff, intervistato al Chiambretti Supermarket, ha definito Starcrash come uno dei film più brutti della storia... Beh, almeno lo ha ammesso pure lui! :D

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